Il nuovo piano regolatore consentità la costruzione di un centinaio di appartamenti. L’asta è stata vinta per 5 milioni di euro da una società di Palazzolo

Gaino, in porto la vendita

18/02/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Comune di Toscolano Mader­no incasserà cinque mil­ioni di euro dal­la ven­di­ta di 38.416 metri qua­drati di un’area di sua pro­pri­età, a Gaino. L’u­ni­ca offer­ta è per­venu­ta dal­la srl «Le vil­lette», ammin­is­tra­ta da Pao­lo Clemen­ti di Palaz­zo­lo, che si è quin­di aggiu­di­ca­ta l’as­ta. Il paga­men­to è così sta­bil­i­to: 10% subito, il resto in tre rate entro il mese di luglio. Il vec­chio Piano rego­la­tore prevede­va la real­iz­zazione di capan­noni arti­gianali. Il nuo­vo stru­men­to urban­is­ti­co, defin­i­ti­va­mente approva­to in autun­no, clas­si­fi­ca invece la super­fi­cie in modo diver­so: 24mila mq. in C2, il resto servizi pub­bli­ci e verde pri­va­to. Sarà quin­di pos­si­bile costru­ire edi­fi­ci res­i­den­ziali copren­do 8mila metri qua­drati, equiv­alen­ti a una vol­ume­tria di 24mila mc. (almeno un centi­naio di appar­ta­men­ti). Nel 2004 la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra che fa capo a Pao­lo Ele­na, espo­nente di An, prossi­mo can­dida­to al Sen­a­to, ave­va deciso di fis­sare il prez­zo del ter­reno in quat­tro mil­ioni di euro. L’ar­ri­vo del Prg (che, come det­to, con­sente di real­iz­zare appar­ta­men­ti) ha suc­ces­si­va­mente indot­to a riti­rare il ban­do, e ad alzare la cifra pri­ma a cinque mil­ioni e 600 mila euro, poi a sei mil­ioni. Dopo che un paio di aste sono andate deserte, l’ul­ti­ma si è tenu­ta su una base di cinque mil­ioni e 400 mila euro. Come det­to, Clemen­ti l’ha vin­ta impeg­nan­dosi a sbor­sare in con­tan­ti 5milioni al munici­pio e a vendere ai pri­vati, che dovran­no risiedere in paese e non essere già pro­pri­etari di abitazione, 551 metri qua­drati su 8mila (vale a dire otto appar­ta­men­ti da 70 mq. cias­cuno) a un prez­zo con­ven­zion­a­to di 1.250 euro al metro quadro, rispet­to ai 2mila euro di mer­ca­to. Il val­ore (750 euro x 551 mq.) è sta­to quan­tifi­ca­to in 413.250 euro, il che ha por­ta­to la sua offer­ta a un totale di cinque mil­ioni e 413 mila euro. «Noi uti­lizzer­e­mo il rica­va­to per tre buone cause — spie­ga il sin­da­co Pao­lo Ele­na -. Una pri­ma fet­ta (800 mila euro) l’ab­bi­amo promes­sa alla casa di riposo, gui­da­ta da Camil­lo Chi­mi­ni, che sta soste­nen­do una serie di spese per ristrut­turare la parte vec­chia del­l’ed­i­fi­cio. Una sec­on­da (cir­ca due mil­ioni) la des­tiner­e­mo all’estinzione di mutui che sono sta­ti con­trat­ti in pas­sato ad alti tas­si di inter­esse, o alla loro rine­gozi­azione. Il resto, cir­ca due mil­ioni e 200 mila, ci con­sen­tirà di real­iz­zare opere pub­bliche, molte delle quali a Gaino. Sti­amo pre­dispo­nen­do l’e­len­co det­taglia­to degli inter­ven­ti». La mino­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del­l’Uli­vo, ha sem­pre crit­i­ca­to la ven­di­ta dei 38.416 metri quadri. «Se si fos­se deciso di cedere a una coop­er­a­ti­va — ave­va det­to il capogrup­po, Anto­nio Foglio — per la costruzione di case eco­nom­i­co popo­lari, rispet­tan­do l’in­ser­i­men­to nel­l’am­bi­ente, avrem­mo dato il nos­tro assen­so. Il futuro di Gaino non è di riem­pir­lo di altre case per le vacanze, che riman­gono chiuse per gran parte del­l’an­no. È una scelta com­ple­ta­mente sbagli­a­ta». Alessan­dro Andreoli: «Qui si stan­no ceden­do tutte le pro­pri­età immo­bil­iari del munici­pio, acquisite nel cor­so del tem­po. Non è così che si gestisce il ter­ri­to­rio». L’asses­sore al bilan­cio Fabio Bel­loni ha rispos­to che «edilizia res­i­den­ziale non sig­nifi­ca auto­mati­ca­mente sec­onde case. Toscolano Mader­no è un paese in con­tin­uo incre­men­to demografi­co. E la nuo­va vol­ume­tria servirà a calmier­are i prezzi. Inoltre, col rica­va­to, potremo real­iz­zare opere pub­bliche impor­tan­ti». Sit­u­a­to in splen­di­da posizione panoram­i­ca, sot­to il monte Piz­zo­co­lo, Gaino ha un nome di orig­ine non ben defini­ta: può derivare dal celti­co gau (recin­to) o dal lati­no cat­inum (con­ca) oppure dal lon­gom­bar­do Gaio. Ulti­ma­mente la frazione ha vis­to aumentare il numero degli abi­tan­ti estivi, in segui­to alla costruzione di numerosi vil­lag­gi turistici.