Divisi gli amministratori sulla gestione unitaria del bacino

Garda, acque agitate

20/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Garda

Le acque del Gar­da por­tano, come sovente si è ver­i­fi­ca­to nel­la sto­ria bena­cense, a essere nuo­va­mente ele­men­to di divi­sione ammin­is­tra­ti­va tra le rispet­tive sponde. Politi­ci e ammin­is­tra­tori pub­bli­ci verone­si non sono in sin­to­nia sull’Ambito ter­ri­to­ri­ale otti­male (Ato) che sarà chiam­a­to a gestire, come pre­vis­to dalle nuove norme di legge, il ciclo inte­gra­to delle acque. Il prob­le­ma è emer­so nel­la sua com­p­lessità nel cor­so del con­veg­no di ieri sul­la «Sal­va­guardia del : inter­ven­ti, risul­tati, pro­gram­mi», pro­mosso dall’ (Ags) e coor­di­na­to dal pres­i­dente del­la Cam­era di com­mer­cio di Verona Fabio Bor­to­lazzi. In aper­tu­ra, dopo il salu­to del sin­da­co di Gar­da Davide Bendinel­li, il pres­i­dente dell’Ags Vit­tori­no Zanet­ti nel ritenere «indub­bio» che la soluzione dei prob­le­mi del Gar­da «non pos­sa che pas­sare da una ges­tione uni­taria del baci­no», ha evi­den­zi­a­to che le sper­anze che ani­mano l’operato dell’Azienda siano riv­olte a «un Ato speci­fi­co del Gar­da». La scelta di accen­trare la respon­s­abil­ità deci­sion­ale in un’unica Ato «inter­re­gionale» è tra le oppor­tu­nità che saran­no val­u­tate ha rispos­to Alear­do Mer­lin; «con il ris­chio per­al­tro», ha pun­tu­al­iza­to il pres­i­dente del­la Provin­cia, «di ved­er schiz­zare ver­so l’alto la tar­if­fa finale». Ma Mer­lin ha anche fat­to pre­sente che sarà val­u­ta­ta la pos­si­bil­ità di «pros­eguire sul­la stra­da attual­mente delin­ea­ta, che vede le due sponde gov­er­nate da due Ato diverse, con l’adozione per esem­pio di un pro­to­col­lo comune di coor­di­na­men­to delle attiv­ità per il lago di Gar­da». Pre­cisan­do che non vi è alcu­na fret­ta nel «pren­dere deci­sioni urgen­ti» su questo argo­men­to, Mer­lin ha invece pre­mu­to il tas­to dell’attualità, ossia l’individuazione di un per­cor­so tec­ni­co in gra­do di offrire una soluzione «impian­tis­ti­ca d’avanguardia» in gra­do di garan­tire il miglio­ra­men­to dell’ambiente lacus­tre e il suo man­ten­i­men­to nel tem­po. «Saran­no poi le val­u­tazioni tec­ni­co-eco­nomiche a dare la pos­si­bil­ità di scegliere, con cog­nizione di causa, la stra­da più effi­ciente da seguire per il bene del lago e dei cit­ta­di­ni». L’assessore regionale Mas­si­mo Gior­get­ti ha rimar­ca­to, dal can­to suo come il prob­le­ma del Gar­da sia non solo nazionale ma europeo. Gior­get­ti ha soste­nenu­to comunque che non man­cano le pos­si­bil­ità per risolver­lo. «Cer­to che è nec­es­sario», ha aggiun­to l’assessore regionale ai Lavori pub­bli­ci, «affrontare la situ­azione con la deter­mi­nazione di fare le cose con­seguen­ti, dan­do­ci le strut­ture tec­niche, oper­a­tive e politiche». Gior­get­ti ha ram­men­ta­to come in base alla legge Gal­li tut­ti i costi rischi­ano di scari­car­si sui cit­ta­di­ni e quin­di il dovere delle ammin­is­trazioni pub­bliche di gestire le opere in maniera intel­li­gente, chiaren­do anche qual è la «mis­sion» delle aziende pub­bliche. Nell’insieme lo sfor­zo del­la polit­i­ca è per «portare risorse stra­or­di­nar­ie per l’adeguamento delle strut­ture di col­let­ta­men­to e ». Sec­on­do il sot­toseg­re­tario alle Riforme Aldo Branch­er le prob­lem­atiche iner­en­ti il lago di Gar­da «van­no svis­cer­ate in un’ottica inter­re­gionale». Entran­do quin­di nel­lo speci­fi­co, il sot­toseg­re­tario ha pos­to l’attenzione su due aspet­ti prati­ci: «quel­lo deci­sion­ale politi­co e l’altro ges­tionale e impren­di­to­ri­ale», con l’auspicio per­tan­to che gli enti inter­es­sati arriv­i­no «al più presto al risul­ta­to di dar luo­go a un nuo­vo Ato del Gar­da, superan­do obso­leti pregiudizi e incom­pren­si­bili divi­sioni». Sof­fer­man­dosi sull’aspetto ges­tionale-impren­di­to­ri­ale Branch­er ha pun­tu­al­iz­za­to come «la fusione, l’accorpamento e l’industrializzazione di sogget­ti di pic­cole dimen­sioni» sono ormai strade obb­li­gate per man­tenere il ruo­lo di pro­tag­o­nisti. Per­tan­to, ha sot­to­lin­eato Branch­er «la stra­da di unifi­cazione in un’unica soci­età di cap­i­tali la ges­tione del servizio idri­co inte­gra­to del Gar­da, oltre che oppor­tu­na è obbli­ga­ta sec­on­do la nuo­va finanziaria». Inoltre Branch­er si è impeg­na­to a pro­muo­vere, insieme al col­le­ga par­la­mentare bres­ciano, un prog­et­to per «sal­vare il Gar­da, come pat­ri­mo­nio europeo». Sul notev­ole val­ore eco­nom­i­co del Gar­da è più volte inter­venu­to Bor­to­lazzi sot­to­lin­e­an­do l’importanza del lago come ris­er­va idri­ca e dell’azione pri­maria set­tore tur­is­mo: «il com­par­to più forte in ter­mi­ni di occu­pazione ed eco­nomi­ci per la ricadu­ta in par­ti­co­lare su altri com­par­ti e in par­ti­co­lare su quel­lo agro-ali­menta­re». Da qui l’impegno per accrescere questo immen­so pat­ri­mo­nio «con la pro­gram­mazione del­lo svilup­po tur­is­ti­co com­pat­i­bile alla luce del­la rifor­ma dei servizi».