Braccio di ferro tra i Comuni sulle quote societarie

«Garda ambiente» È maretta sul lago

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Di Luca Delpozzo

Sì alla nuo­va soci­età, no alla attribuzione delle azioni sul­la scor­ta del fat­tura­to indot­to dai sin­goli Comu­ni. C’è battaglia sul­la spon­da bres­ciana del lago attorno alla cos­ti­tuzione del­la «Gar­da ambi­ente spa», soci­età che vedrà bres­ciani e verone­si uni­ti nel­la ges­tione del col­let­tore, del depu­ra­tore e del ciclo inte­gra­to dell’acqua. L’iniziativa che per la ver­ità è sul tap­peto da anni, è ampia­mente con­di­visa sul piano dell’idea. Tan­to che i Comu­ni del­la riv­iera bres­ciana del lago che fan­no capo all’azienda spe­ciale , dopo un pri­mo rin­vio, sono con­vo­cati mart­edì 24 per decidere la cos­ti­tuzione. Le dif­feren­zi­azioni riguardano invece gli accor­di paraso­ciali, in par­ti­co­lare i cri­teri da seguire nell’attribuzione delle quote dell’azionariato, come dire del «peso» che cias­cun Comune avrà nel con­cor­rere a pren­dere le deci­sioni. La vig­ilia del­la riu­nione è carat­ter­iz­za­ta dal­la pre­sa di posizione del Comune di Lona­to che ha affronta­to il prob­le­ma con una delib­era di Giun­ta che ha approva­to una mozione pre­sen­ta­ta al Con­sorzio e invi­a­ta in questi giorni a tut­ti i Comu­ni bres­ciani inter­es­sati. Sul tap­peto c’è la cos­ti­tuzione di Gar­da ambi­ente spa, soci­età che sarà cre­a­ta dall’Azienda spe­ciale Con­sorzio di spon­da bres­ciana e dall’azienda «Garde­sana servizi» di spon­da veronese. La soci­età si occu­perà del­la ges­tione inte­gra­ta del col­let­tore, del depu­ra­tore ed è pro­pe­deu­ti­ca alla ges­tione dei servizi rel­a­tivi al ciclo inte­gra­to dell’acqua svolti da un’unica soci­età per il baci­no del lago. Tale cos­ti­tuzione mira a ottenere il riconosci­men­to dell’ambito del Gar­da come «baci­no otti­male» per la ges­tione dei servizi pri­ma ricor­dati, dis­tin­to e sep­a­ra­to dai baci­ni di liv­el­lo provin­ciale pre­visti dal­la legge Gal­li. Il suc­ces­so dell’operazione è ovvi­a­mente lega­to alla parte­ci­pazione del mag­gior numero di Comu­ni così da creare un organ­is­mo che sia in gra­do di con­frontar­si sul mer­ca­to con altre aziende poten­zial­mente inter­es­sate al Gar­da. La Giun­ta di Lona­to tut­tavia non con­di­vide la dis­tribuzione del peso dell’azionariato fra i Comu­ni sec­on­do lo schema pre­sen­ta­to che si basa esclu­si­va­mente sul val­ore dei servizi effet­ti­va­mente con­fer­i­ti. Per questo attra­ver­so la mozione pro­pone di mod­i­fi­care parzial­mente gli accor­di paraso­ciali mit­i­gan­do il cri­te­rio del­la dis­tribuzione delle quote esclu­si­va­mente sul­la base pro­porzionale del fat­tura­to. Lona­to pro­pone in alter­na­ti­va di intro­durre due pesi (avreb­bero val­ore cias­cuno per il 50%) tenen­do con­to accan­to al fat­tura­to (50%) anche del­la popo­lazione (50%). Inoltre la ride­ter­mi­nazione delle quote sul fat­tura­to dovrebbe avvenire non solo al ter­mine del pri­mo quin­quen­nio ma ogni 5 anni. «La pro­pos­ta mi pare equi­li­bra­ta — con­cor­da il sin­da­co di Desen­zano, Felice Anel­li -. Vedremo cosa deciderà l’assemblea».

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