Oggi a Castion Sviluppo e tutela ambientale per 18 paesi

Garda-Baldo Ecco il piano

22/11/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
s.j.

L’obiettivo è la piani­fi­cazione ter­ri­to­ri­ale e il coor­di­na­men­to di un’ampia zona geografi­ca che coin­volge diciot­to Comu­ni dal­la forte vocazione tur­is­ti­ca. In quest’ottica nasce ed è sta­to elab­o­ra­to il Piano d’Area Gar­da- che ver­rà pre­sen­ta­to uffi­cial­mente oggi, a par­tire dalle 9, in cil­la Pel­le­gri­ni Cipol­la di Cas­tion. Per tenere a bat­tes­i­mo all’importante stru­men­to di piani­fi­cazione sono sta­ti chia­mati a rac­col­ta uno stuo­lo di politi­ci, sin­daci e oper­a­tori eco­nomi­ci dell’area garde­sana che daran­no vita ad un forum che si pre­an­nun­cia d’indubbio inter­esse. D’altronde la mate­ria in dis­cus­sione è di mas­si­ma impor­tan­za: pro­pone le linee gui­da del­lo svilup­po futuro di un ter­ri­to­rio trop­po spes­so las­ci­a­to in balia d’amministratori inca­paci di sal­va­guardare il sis­tema Gar­da-Bal­do e colpevoli di mas­s­ic­ce cemen­tifi­cazioni, soprat­tut­to sul­la riv­iera degli olivi, sen­za svilup­pare una piani­fi­cazione con l’intero sis­tema ter­ri­to­ri­ale. «Appun­to per questo la Giun­ta regionale», si legge nel­la doc­u­men­tazione pre­dis­pos­ta dall’assessorato alle politiche per il ter­ri­to­rio, «ha ritenu­to di dover adottare uno stru­men­to di piani­fi­cazione ter­ri­to­ri­ale per l’ambito del Gar­da così d’approfondire le ques­tioni con­nesse alla più gen­erale orga­niz­zazione del­la strut­tura inse­dia­ti­va con le indis­pens­abili sal­va­guardie per luoghi ed ambi­en­ti di pre­gio, final­iz­zate ad evitare pro­gres­sive sot­trazioni del­la risor­sa nat­u­rale». Un prog­et­to non cala­to dall’alto ma nato dal con­fron­to con sin­daci, ammin­is­tra­tori e oper­a­tori garde­sani e che mira al rilan­cio di una iden­tità col­let­ti­va. Il Piano d’Area, che per entrare in vig­ore dovrà essere approva­to dal­la Giun­ta regionale, abbrac­cia una porzione di ter­ri­to­rio com­pren­dente il lago di Gar­da, l’asta flu­viale del fiume Min­cio, il sis­tema mon­tano del Bal­do fino ad arrivare alla Val Laga­ri­na e al fiume Adi­ge. Si pro­pone, il prog­et­to, di definire all’interno di quest’area le zone da sot­to­porre a par­ti­co­lare dis­ci­plina per l’utilizzo sosteni­bile delle risorse ambi­en­tali, per la tutela e la val­oriz­zazione del pae­sag­gio e la pro­mozione di attiv­ità di ricerche sci­en­ti­fiche. Cosa in par­ti­co­lare può pro­porre il Piano d’Area Gar­da-Bal­do lo scrive il pro­fes­sore di geografia del pae­sag­gio al Politec­ni­co di Euge­nio Tur­ri. «Innanz­i­tut­to ten­er con­to dei val­ori ambi­en­tali e nat­u­ral­is­ti­ci con­sacrati da una cul­tura plurisec­o­lare e trovare delle soluzioni che sal­va­guardi­no questi val­ori. Nel­lo speci­fi­co occorre bloc­care ogni attiv­ità edi­fi­ca­to­ria del­la fas­cia riv­ieras­ca dove l’urbanizzazione, con aspet­ti spes­so rovi­nosi, ha rag­giun­to lim­i­ti non più sop­porta­bili. Nec­es­sario tute­lare gli habi­tat nat­u­rali, ormai ridot­ti al lumi­ci­no, come i can­neti del bas­so lago, isti­tuire un par­co sub­ac­queo a San Vig­ilio. C’è da con­ser­vare e val­oriz­zare la fas­cia dell’oliveto pre­sen­za impre­scindibile del pae­sag­gio garde­sano. Per il Monte c’è la neces­sità di pro­muo­vere una serie di per­cor­si o sen­tieri tem­ati­ci che favoriscano la fruizione escur­sion­is­ti­ca del­la mon­tagna ma anche indi­vid­uare alcune mal­ghe, impe­den­do la loro pri­va­tiz­zazione, che riat­tivi­no la lavo­razione casearia e fungano anche da mal­ghe museo. Infine», con­clude Tur­ri, «nel­la Valle dell’Adige il forte di Riv­o­li potrebbe risultare il con­teni­tore ide­ale come pos­si­bile polo museografi­co dell’intera area Bal­do Val Laga­ri­na. In gen­erale, occorre restau­rare il pae­sag­gio là dove gli abban­doni, l’incuria e le manomis­sioni degli ulti­mi decen­ni han­no deter­mi­na­to situ­azioni di degra­do che risul­tano offen­sive per l’intero Garda-Baldo».

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