Anche Riva, Arco, Torbole e Molina alla firma ieri del documento. Il ministro: «Tavolo mensile, farò come a Caserta contro i Casalesi»

Garda sicuro, firmato il Patto Maroni

Di Luca Delpozzo
(l.z.)

A Vil­la Car­lot­ti di Gar­da, sul­la spon­da veronese del lago, ieri pomerig­gio c’era il min­istro dell’interno . E c’erano le autorità ammin­is­tra­tive delle tre sponde bena­cen­si, con il com­mis­sario del gov­er­no di Tren­to Maz­za, l’assessore provin­ciale Lia Gio­vanazzi Bel­tra­mi, l’assessore Mari­no per Riva, l’assessore Jörg per Arco, il sin­da­co di Tor­bole Bertoli­ni e il sin­da­co di Moli­na di Ledro Brighen­ti. Pom­pa magna, insom­ma, per la fir­ma dell’ambizioso — anche velleitario — «Pat­to per la sicurez­za dell’area del lago di Gar­da», forte­mente volu­to dal min­istro leghista. Pochi giorni fa, non a caso, anal­o­go pat­to è sta­to fir­ma­to per Venezia. Il doc­u­men­to siglato ieri — sot­to­scrit­to da 26 Comu­ni e dal­la , che lo accoglie con sod­dis­fazione — è sig­ni­fica­ti­vo più che altro per la volon­tà di col­le­gare davvero le tre sponde del lago nel­la ges­tione di tut­ti i prob­le­mi legati alla sicurez­za. Molti gli obi­et­tivi sanci­ti dal pat­to, che per­al­tro non prevede speci­fi­ci finanzi­a­men­ti statali e nem­meno tiene più di tan­to con­to del­la ris­er­va di com­pe­ten­ze del­la provin­cia autono­ma di Tren­to in tan­ti set­tori ammin­is­tra­tivi. La dozzi­na di pagine del pat­to fir­ma­to ieri con­tengono comunque alcu­ni spun­ti inter­es­san­ti. 1) C’è l’impegno dei Prefet­ti a inter­es­sare gli omologhi delle vicine province ogni vol­ta che si affron­ter­an­no crit­ic­ità «di par­ti­co­lare esten­sione e/o inten­sità». 2) Si prevede il coor­di­na­men­to dei servizi di pron­to inter­ven­to e soc­cor­so sul lago, rib­a­di­to per­al­tro il ruo­lo del coman­do provin­ciale dei vig­ili del fuo­co di Tren­to per quan­to riguar­da la spon­da nos­trana. 3) Si scrive che «potran­no essere avvi­ate inizia­tive comu­ni di pre­ven­zione e con­trasto per aumentare il liv­el­lo di sicurez­za, (..) in par­ti­co­lare in tema di pros­ti­tuzione, com­mer­cio ambu­lante abu­si­vo, immi­grazione clan­des­ti­na, lavo­ra­tori clan­des­ti­ni, inci­den­tal­ità stradale, stra­gi del saba­to sera, devian­za gio­vanile, crim­i­nal­ità dif­fusa». In estate si con­ta — non è ben chiaro come — di inten­si­fi­care i servizi di vig­i­lan­za. 4) Per evitare pro­prio le dis­gra­zie del saba­to sera, il pat­to «val­u­ta la pos­si­bil­ità di una con­tem­po­ranea pre­dis­po­sizione di con­trol­li su stra­da nei fine set­ti­mana. Si val­uterà l’opportunità di un’uniforme dis­ci­plina dell’orario di chiusura dei locali not­turni nelle tre province, onde evitare i peri­colosi trasfer­i­men­ti dei gio­vani da una zona all’altra del Gar­da. 5) Potrà essere pre­vis­to il poten­zi­a­men­to degli impianti di videosorveg­lian­za nelle aree ritenute più sen­si­bili, anche per leg­gere le targhe degli autove­icoli a ben­efi­cio delle forze di polizia. 6) Viene isti­tui­ta la Con­feren­za inter­re­gionale dei servizi per l’area omo­ge­nea del lago di Gar­da, che si riu­nirà una vol­ta all’anno con­vo­ca­ta dai prefet­ti. Per Maroni si adot­ta lo stes­so meto­do usato per com­bat­tere i Casale­si a Caser­ta, con ver­i­fiche men­sili sul cam­po gui­date dal min­istro. Un altro «tavo­lo» tra mille di prova­ta inutil­ità? Questo si dovrà mis­urare nel tem­po.