In vista del summit di venerdì, Iva Berasi presenta a Dellai un rapporto ambientale ricco di iniziative già avviatissime Centraline su Sarca e Varone, controlli a tappeto: il sindaco è servito

Garda trascurato? No, l’allerta è costante

03/09/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Una nuo­vis­si­ma cen­trali­na di con­trol­lo auto­mati­co è sta­ta posizion­a­ta da alcu­ni mesi alla foce del Sar­ca e tiene d’oc­chio, di con­tin­uo, cioè atti­mo per atti­mo, il con­tenu­to di nitrati, ammo­ni­a­ca ed orto-fos­fati. Due nuove cen­tra­line per il con­trol­lo «24 ore su 24» del­la qual­ità delle acque, saran­no atti­vate entro questo autun­no anche sul tor­rente Varone, al fine di indi­vid­uare situ­azioni di par­ti­co­lare sof­feren­za con­nesse con poten­ziali scarichi inquinan­ti. Il servizio ripristi­no e val­oriz­zazione ambi­en­tale ha inoltre ver­i­fi­ca­to in questi mesi l’al­lac­cia­men­to alla rete fog­nar­ia di numerosi scarichi civili domes­ti­ci alla rete fog­nar­ia, sos­tituen­dosi in un cer­to sen­so ai Comu­ni, a cui com­petereb­bero i con­trol­li degli sdoppi­a­men­ti del­la rete (acque bianche e nere).E’ tut­tal­tro che «pigra» l’at­ten­zione del­la Provin­cia ai prob­le­mi del Gar­da trenti­no. E bene lo spie­ga una lun­ga relazione che l’asses­sore Iva Berasi (dopo aver chiam­a­to a rac­col­ta tut­ti gli uffi­ci tren­ti­ni impeg­nati nel­la dife­sa ambi­en­tale e dopo aver chiam­a­to al loro coor­di­na­men­to la dot­tores­sa Pao­la Maton­ti, già diri­gente gen­erale del Dipar­ti­men­to Ambi­ente) ha con­seg­na­to ven­erdì scor­so al pres­i­dente del­la Giun­ta provin­ciale Loren­zo Dellai.Tirata per le orec­chie dal sin­da­co di Riva Cesare Mal­ossi­ni, che in una clam­orosa let­tera-ulti­ma­tum ave­va minac­cia­to di chiedere i dan­ni per il degra­do del lago, la Provin­cia si pre­sen­terà insom­ma «con la coscien­za a pos­to» al sum­mit di ven­erdì prossi­mo, quan­do gli stes­si Del­lai e Berasi caler­an­no sul Gar­da (appun­ta­men­to alle 18 al Villi­no Campi) per cer­care di traquil­liz­zare il Comune sug­li sforzi in atto per las­cia­re anche alle future gen­er­azioni un lago puli­to, azzur­ro e tur­is­ti­ca­mente appetibile.Detto che la Provin­cia non se ne sta con le mani in mano (come qual­cuno potrebbe legit­ti­ma­mente pen­sare quan­do assiste a fenomeni des­olan­ti come le schi­u­mate del­la Cen­trale, le morie di pesci, il pro­lif­er­are di alghe un tem­po ignote…), va anche aggiun­to che la stes­sa relazione del­l’asses­sore Berasi ammette real­is­ti­ca­mente la neces­sità di «rilan­cia­re l’azione di coor­di­na­men­to non solo inter­no alla Provin­cia ma anche inter­re­gionale per la tutela del Gar­da». Tan­t’è che è in pro­gram­ma un ulte­ri­ore lavoro di val­oriz­zazione di un pro­to­col­lo d’in­te­sa sot­to­scrit­to nel set­tem­bre 2000 tra l’A­gen­zia provin­ciale del­l’Am­bi­ente e le omologhe agen­zie del Vene­to e del­la Lombardia.Tre gli obi­et­tivi fis­sati da questo pro­to­col­lo: 1) val­oriz­zazione e sal­va­guardia del pat­ri­mo­nio idri­co; 2) rimozione dei fat­tori di inquina­men­to del Gar­da dipen­den­ti da scarichi ed immis­sioni di nutri­en­ti; 3) real­iz­zazione di inizia­tive e inter­ven­ti di edu­cazione, infor­mazione e cer­ti­fi­cazione ambientale.E’ ben vero, infat­ti, che gli inter­ven­ti sug­li scarichi degli ulti­mi anni han­no por­ta­to a sig­ni­fica­tivi miglio­ra­men­ti sul­la spon­da trenti­na (come tes­ti­mo­ni­ano i divi­eti di bal­neazione prati­ca­mente spar­i­ti negli ulti­mi anni, dopo le ripetute «crisi» degli anni Ottan­ta), ma è altret­tan­to vero che il «Gar­da trenti­no» è solo un trentes­i­mo del­la super­fi­cie del­l’in­tero baci­no lacus­tre. Mes­so il guin­za­glio ad alcune situ­azioni di sof­feren­za a nord (ed il Varone è prob­a­bil­mente la più impel­lente) è a sud che bisogna trovate gli «eco-alleati».