C'è chi guarda al livello del lago e si preoccupa pensando all'autunno che sta per arrivare Gli allagamenti di due anni fa potrebbero ripresentarsi Bisogna prepararsi a ogni evenienza

Garda troppo alto. E se piove?

20/09/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Tra i rivani c’è chi in questi giorni guar­da con pre­oc­cu­pazione al liv­el­lo del lago. Piut­tosto alto per la sta­gione, peri­colosa­mente alto in prospet­ti­va di un autun­no che potrebbe ris­er­vare piogge abbon­dan­ti. Il che vor­rà dire un ulte­ri­ore aumen­to del liv­el­lo del Gar­da e di con­seguen­za del­la fal­da freat­i­ca, quin­di can­tine e sem­i­nter­rati alla­gati nelle zone (San Gior­gio e San­t’A­lessan­dro soprat­tut­to) già dura­mente col­pite da ques­ta calamità nat­u­rale due anni fa. Gli stes­si rivani pre­oc­cu­pati si chiedono, allo­ra, quali provved­i­men­ti inten­dano adottare, pri­ma che sia trop­po tar­di, i respon­s­abili degli uffi­ci del Mag­is­tra­to delle Acque, aggiun­gen­do, con mal­cela­ta stiz­za, che non è affat­to gius­to «essere ostag­gi» degli agri­coltori del Man­to­vano, che attin­gono acqua per irri­gare le loro colti­vazioni (100 mila ettari di cam­pagna pre­gia­ta) quan­do e come gli pare e piace.Ieri purtrop­po non siamo rius­ci­ti a con­tattare l’ingeg­n­er Gae­tano Quar­ta, che dal­l’Uf­fi­cio del Mag­is­tra­to delle Acque di Man­to­va con­trol­la la diga (più pro­pri­a­mente l’«edificio rego­la­tore») di Pon­ti sul Min­cio, ovvero la por­ta­ta del più grande emis­sario del Gar­da. Gli avrem­mo chiesto se davvero il liv­el­lo del Gar­da è un po’ trop­po alto ed in caso di rispos­ta affer­ma­ti­va, se ha in ser­bo inizia­tive in gra­do di pre­venire, per quan­to pos­si­bile, l’ec­ces­si­vo innalza­men­to del­la fal­da acquifera. D’al­tro can­to, lo stes­so ingeg­n­er Quar­ta lo scor­so gen­naio, quan­do il Gar­da era fonte di grat­ta­capi per il moti­vo oppos­to (il liv­el­lo era prossi­mo al min­i­mo stori­co) ave­va affer­ma­to che «l’ac­qua alta non provo­ca mai incon­ve­ni­en­ti così ris­chiosi come l’ac­qua bas­sa». Cer­to, in quel par­ti­co­lare momen­to gli inter­es­si degli agri­coltori era­no in pri­mo piano, ed i piani inter­rati alla­gati in qualche deci­na di abitazioni e di edi­fi­ci arti­gianali o com­mer­ciali del­l’Al­to Gar­da non rap­p­re­sen­tano un dan­no su scala indus­tri­ale come 100 mila ettari di cam­pagna inar­idi­ti e rin­sec­chi­ti. Tut­tavia è aus­pi­ca­bile che chi ha i mezzi ed il potere per pre­venire gli allaga­men­ti si mobil­i­ti in tem­po utile.