LA SALUTE DEI LAGHI Vertice al Pirellone, l’assessore regionale al Territorio illustra i provvedimenti in arrivo per il Benaco. Sarà interlocutore diretto per gli operatori locali. Maggiore autonomia all’Aipo

Garda, un «tavolo» per livelli e fosforo

Di Luca Delpozzo

Un tavo­lo isti­tuzionale per­ma­nente al quale sieder­an­no , Vene­to e Provin­cia autono­ma di Tren­to. È il meto­do indi­vid­u­a­to per affrontare i due prob­le­mi più impor­tan­ti sul tap­peto e cioè liv­el­li del lago e qual­ità delle acque del Gar­da. Un tavo­lo che sarà col­le­ga­to al cen­tro di emer­gen­za già inse­di­a­to alla pres­i­den­za del­la Giun­ta regionale lombarda.Sono questi gli inter­ven­ti annun­ciati l’altro ieri a dall’assessore regionale al Ter­ri­to­rio Davide Boni inter­ve­nen­do all’incontro con­giun­to pre­siedu­to da Car­lo Saf­fi­oti tra le Com­mis­sioni region­ali delle Attiv­ità pro­dut­tive, Ter­ri­to­rio, Ambi­ente e , al quale han­no pre­so parte anche il diri­gente dell’area lom­bar­da dell’Aipo (l’Agenzia inter­re­gionale che sovrin­tende alla ges­tione delle acque del baci­no del Po) Lui­gi Mille e il diret­tore del dipar­ti­men­to bres­ciano dell’Arpa Anto­nio Dalmiglio.«Sto anche pre­dispo­nen­do — ha aggiun­to l’assessore regionale Boni — un provved­i­men­to che sarà pre­sen­ta­to a breve in Giun­ta e sot­to­pos­to suc­ces­si­va­mente al voto del Con­siglio, con il quale, d’intesa con le altre Regioni coin­volte, apporter­e­mo alcune mod­i­fiche allo Statu­to dell’Aipo attribuen­do a tale organ­is­mo mag­giori com­pe­ten­ze e autonomia».Nel dibat­ti­to è emer­so come negli ulti­mi cinque anni il liv­el­lo delle acque del lago sia medi­a­mente cala­to di 55 cen­timetri. Nei pri­mi tre mesi del nuo­vo anno la quo­ta idro­met­ri­ca si è man­tenu­ta tra i 60 e i 70 cen­timetri in un peri­o­do in cui soli­ta­mente il lago sale di liv­el­lo accu­mu­lan­do una sor­ta di «ris­er­va» per i mesi estivi. Molte local­ità tur­is­tiche garde­sane sono forte­mente penal­iz­zate dal pro­gres­si­vo calo del liv­el­lo delle acque, con prob­le­mi per la bal­ne­abil­ità e l’ambiente. L’abbassamento del liv­el­lo delle acque por­ta infat­ti a una più dif­fusa pre­sen­za di aree palu­dose lun­go le rive, con il con­seguente pro­lif­er­are di inset­ti e agen­ti inquinanti.Sostegno all’iniziativa ha dato Margheri­ta Per­oni (FI) per­ché con­sente agli oper­a­tori locali di avere un inter­locu­tore pre­ciso per con­cor­dare soluzioni ges­tion­ali e ridefinire insieme i cri­teri di ges­tione delle acque che sono vec­chi di qua­si quarant’anni. Di par­ti­co­lare attual­ità è risul­ta­to il richi­amo alla qual­ità dell’acqua del lago e a una azione più effi­cace di con­trasto degli agen­ti inquinan­ti in essa pre­sen­ti, soprat­tut­to nel bas­so lago, lan­ci­a­to da Osval­do Squassi­na, con­sigliere regionale di Rifon­dazione Comu­nista pre­sente all’audizione di giovedì, il quale mette l’accento, una vol­ta di più, pro­prio sul­la neces­sità di vig­i­lare assid­u­a­mente sul­la salute del lago.Un prob­le­ma che, ovvi­a­mente, non riguar­da solo i liv­el­li. È infat­ti allarme sulle con­cen­trazioni di fos­foro pre­sen­ti nel lago che sono salite in pochi anni da 13 a oltre 20 micro­gram­mi /litro (la con­cen­trazione ide­ale è intorno agli 11 microgrammi/litro). Il fos­foro è una sor­ta di nutri­ente per le alghe e più la con­cen­trazione è ele­va­ta, meno buona è la salute del lago: l’acqua più «ric­ca», infat­ti, pro­duce molte più alghe. E infat­ti quest’anno, anche a causa delle tem­per­a­ture molto miti dell’inverno, la «fior­it­u­ra» delle alghe sem­bra, sec­on­do quan­to ci è sta­to seg­nala­to, in notev­ole anticipo.La , pre­siedu­ta dal sen. Aventi­no Frau, ha già pre­dis­pos­to il prog­et­to per creare sul Gar­da una suc­cur­sale dell’Istituto di Pal­lan­za-Cnr. Questo dovrà stu­di­are e mon­i­torare in via per­ma­nente la qual­ità delle acque, lo svilup­po delle alghe, l’evoluzione delle con­cen­trazioni dei met­al­li e delle altre com­po­nen­ti chimiche. La rel­a­ti­va con­ven­zione è già pronta, man­cano solo i fon­di. Per far fun­zionare isti­tu­to e ricerche serve un mil­ione di euro l’anno. Ma va anche ricorda­to che le tre regioni che si affac­ciano sul Gar­da han­no cos­ti­tu­ito nel 1988 l’Autorità inter­re­gionale del Gar­da che può rap­p­re­sentare lo stru­men­to isti­tuzionale per il dibat­ti­to e la soluzione dei prob­le­mi del più grande lago italiano.