A Salò, Desenzano e Sirmione resta la minaccia esondazioni

Garda: una giornata di ordinario disagio

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca e Maurizio Toscano

L’al­tez­za del lago, reg­is­tra­ta dal­la famiglia Fof­fa, che gestisce l’Osser­va­to­rio mete­o­ro­logi­co e la stazione sis­mi­ca di Salò, è rimas­ta immu­ta­ta: 173 cen­timetri. La stes­sa misura ril­e­va­ta domeni­ca mat­ti­na, con­tro i 166 di saba­to e i 162 di ven­erdì. I dati ven­gono esposti quo­tid­i­ana­mente sot­to i por­ti­ci del munici­pio. Dal 1960, l’an­no del­la grande piena, il Gar­da non ave­va mai rag­giun­to questi lim­i­ti. Se pen­si­amo che un cen­timetro in più cor­risponde a 3,7 mil­ioni di metri cubi di acqua, ci ren­di­amo con­to del­l’enorme mas­sa di liq­ui­do trat­tenu­ta. A Nord tut­ti i baci­ni (dal lago di San­ta Massen­za a quel­lo di Ledro) han­no con­tin­u­a­to a scari­care, attra­ver­so il Sar­ca, il Ponale e gli altri tor­ren­ti. Non bas­tasse, dalle ore 18 di ven­erdì alle 10 di saba­to, è sta­to aper­to il tun­nel lun­go qua­si dieci chilometri, che col­le­ga l’Adi­ge: la Provin­cia autono­ma di Tren­to ha ordi­na­to di far defluire 50 mc. al sec­on­do, poi diven­tati 100. Il Gar­da si è insom­ma fat­to cari­co dei prob­le­mi di’un’ampia zona: dal Trenti­no al Bas­so Man­to­vano fino al Po. Intan­to quel­la di ieri è sta­ta una gior­na­ta di atte­sa. L’uf­fi­cio postale di Salò, tem­po­ranea­mente sit­u­a­to all’in­ter­no di un con­tain­er sul piaz­za­le del­la Can­ot­tieri (a causa dei lavori in cor­so nel­la sede da alcune set­ti­mane), ha ria­per­to i bat­ten­ti, dopo la fret­tolosa chiusura di saba­to a mez­zo­giorno «per emer­gen­za». Le auto­mo­bili, comunque, non pos­sono entrare nel parcheg­gio, trasfor­ma­to in uno stag­no, fre­quen­ta­to da cig­ni e papere. Le idrovore del­l’ospedale con­tin­u­ano a svuotare 2.000 litri di acqua al min­u­to dal locale delle cal­daie. L’o­bi­et­ti­vo è di impedire che si blocchi­no. Sac­chet­ti di sab­bia sono col­lo­cati un po’ ovunque. All’inizio del lun­go­la­go la pizze­ria Don Pedro, anda­ta a mol­lo, ha ripreso rego­lar­mente l’at­tiv­ità. Molti gli scant­i­nati che richiedono un inter­ven­to costante. Sul­la spi­ag­gia del­la Baia del Ven­to, pro­prio di fronte all’Iso­la del­la famiglia Cavaz­za, in ter­ri­to­rio di San Felice, il suer di saba­to e le onde han­no trasporta­to quin­tali di leg­na. Tronchi gal­leg­giano in super­fi­cie. Dopo il sole di domeni­ca, ieri è tor­na­to a pio­vere. Gli uomi­ni dei comu­ni e del­la , i e la Polizia stradale, i Volon­tari sono sem­pre in sta­to di aller­ta. Effet­tuano turni di vig­i­lan­za e di con­trol­lo aspet­tan­do che la situ­azione migliori. A Sirmione rimane alla­ga­to il grande parcheg­gio Monte e alcune zone del cen­tro; a Desen­zano il lun­go­la­go con­tin­ua a essere minac­cia­to tan­to che gli alberghi e i locali che vi si affac­ciano sono dife­si da centi­na­ia di sac­chi di sab­bia. Ser­gio Zan­ca e Mau­r­izio Toscano