Rottura nell’azienda tra la maggioranza di centro destra e le amministrazioni di sinistra: «Non c’è strategia: è la paralisi». Fuori Desenzano, Lonato, San Felice, Roè, Tignale e Gardone

Garda uno, l’Ulivo se ne va

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

L’Azien­da è in coma pro­fon­do. I Comu­ni a gui­da ulivista di Desen­zano, Lona­to, San Felice del Bena­co, Gar­done Riv­iera, Roé Vol­ciano e Tig­nale si sono dichiarati fuori dal­la soci­età, men­tre i loro rap­p­re­sen­tan­ti nei con­sigli d’am­min­is­trazione del­la spa e del­la srl, han­no rasseg­na­to le dimis­sioni. Il solo Rober­to Baruf­fo­lo, di Lona­to, non ha anco­ra deciso ma potrebbe essere ques­tione di ore. A far scattare la clam­orosa protes­ta, la pri­ma nel­la sto­ria del , è sta­to il for­fait all’assem­blea con­vo­ca­ta lunedì sera a Padenghe dai Comu­ni “ribel­li” da parte del­l’in­tero grup­po di mag­gio­ran­za, inclu­so il pres­i­dente Diego Ardigò. Uno “schi­af­fo” che non è asso­lu­ta­mente piaci­u­to ai rap­p­re­sen­tan­ti del­la mino­ran­za che, invece, si sono rego­lar­mente pre­sen­tati nel­la sala con­gres­si del Gar­da Uno. A deter­minare la defail­lance dei ver­ti­ci del Gar­da Uno e degli altri con­siglieri sarebbe, sec­on­do quan­to denun­ciano le mino­ranze, «la dif­fi­coltà ad eleg­gere i nuovi con­siglieri e la man­can­za di accor­di in seno alla Casa delle Lib­ertà». Ieri i sin­daci Pien­az­za (Desen­zano), Bon­in­con­tri (Tig­nale) e Peri­ni (Lona­to), anche a nome degli altri col­leghi, han­no dura­mente crit­i­ca­to l’at­teggia­men­to di chiusura dei ver­ti­ci soci­etari e denun­ci­a­to «la per­du­rante par­al­isi che sta por­tan­do allo sfas­cio la soci­età». «Man­ca una qual­si­asi strate­gia polit­i­ca e finanziaria, non è sta­to approva­to anco­ra il bilan­cio, c’è l’e­si­gen­za di avere un con­siglio d’am­min­is­trazione più snel­lo e con un minor numero di rap­p­re­sen­tan­ti (oggi ne siedono 11 per cias­cu­na soci­età, la pro­pos­ta è di ridurli a metà, ndr.), inoltre da una set­ti­mana — rin­car­a­no la dose i sin­daci del cen­trosin­is­tra — i nos­tri quat­tro rap­p­re­sen­tan­ti nel­la spa e nel­la srl han­no abban­do­na­to il con­siglio. E anco­ra, il 17 feb­braio era sta­ta vota­ta all’u­na­nim­ità una risoluzione per­ché si risolvessero questi prob­le­mi, invece sono trascor­si 4 mesi e ci tro­vi­amo anco­ra in una situ­azione d’im­passe». Da parte loro, la Comu­nità Mon­tana e la Provin­cia «non han­no nep­pure comu­ni­ca­to la loro assen­za all’assem­blea del­l’al­tra sera; ma di chi fan­no gli inter­es­si: dei cit­ta­di­ni o dei loro par­ti­ti?», si è chiesto Moran­do Peri­ni, pri­mo cit­tadi­no di Lona­to. E cosa fa in questo bail­amme il Gar­da Uno? «Sem­plice — risponde Man­lio Bon­in­con­tri, di Tig­nale — si va avan­ti con l’or­di­nar­ia ammin­is­trazione, non ci sono strate­gie, né un piano indus­tri­ale». Aggiunge Fioren­zo Pien­az­za: «Una set­ti­mana fa è arriva­ta una let­tera a fir­ma del vicepres­i­dente del Gar­da Uno con la quale si caldeg­gia­va l’ap­provazione del bilan­cio per pot­er impedire alla soci­età che pre­cip­i­tasse in una grave situ­azione, ma l’al­tra sera, in cui si sarebbe dovu­to par­lare anche di bilan­cio, non si sono pre­sen­tati: incred­i­bile!». L’in­ter­esse, dunque, ver­so l’erogazione dei servizi (il Gar­da Uno si occu­pa di risana­men­to del , di col­let­tore, di rac­col­ta e smal­ti­men­to rifiu­ti, di servizi di acqua), sec­on­do Desen­zano e i Comu­ni alleati, «è ormai ridot­to a zero nonos­tante la soci­età per azioni sia nata un anno fa».

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