Garda Uno ospite del Consiglio Comunale di Desenzano del Garda

Parole chiave: -
Di Sergio Bazerla

Il lago di Gar­da non sta malis­si­mo, né peg­gio di altri laghi ital­iani: anzi, gode migliore salute di essi. Ma non sta bene, il peri­co­lo mag­giore, infat­ti, proviene dalle 50 ton. di fos­foro che medi­a­mente si ver­sano nel baci­no provo­can­done un pro­gres­si­vo peg­gio­ra­men­to”.

La sin­tet­i­ca anal­isi è dell’ingegnere Gior­gio Bertan­za, pro­fes­sore ordi­nario di Ingeg­ne­r­ia San­i­taria-Ambi­en­tale dell’Università di Bres­cia, inter­venu­to nel con­siglio comu­nale di Desen­zano per par­lare, insieme con l’ingegnere Mario Gia­comel­li, diret­tore tec­ni­co del­la multi­u­til­i­ty bres­ciana, del prog­et­to del col­let­tore garde­sano. Con loro, era­no pre­sen­ti anche il pres­i­dente di , , e il diri­gente Mas­si­m­il­iano Fai­ni. L’intervento dei due ingeg­neri è sta­to apprez­za­to dall’intero con­siglio comu­nale, i cui rap­p­re­sen­tan­ti delle forze politiche, oltre a ringraziare Gar­da Uno per la pre­sen­tazione del prog­et­to, han­no pos­to numerose domande di chiari­men­to agli  inter­rog­a­tivi legati alla fat­tibil­ità del­la nuo­va opera di depu­razione del baci­no e allo sta­to attuale del col­let­tore.

Nel suo inter­ven­to, il prof. Bertan­za, ha pas­sato in rasseg­na i pos­si­bili ele­men­ti inquinan­ti del lago pren­den­done in esame, però, uno solo: il fos­foro, che noto­ri­a­mente in mas­s­ic­ce quan­tità causa la temi­bile eutrofiz­zazione. Quelle 50 ton­nel­late di fos­foro, di cui si dice­va, purtrop­po alla lun­ga pos­sono peg­gio­rare lo sta­to di salute del lago di Gar­da, se non si inter­viene presto con l’avvio del prog­et­to. Il sis­tema attuale di col­let­ta­men­to, ha ricorda­to nel suc­ces­si­vo inter­ven­to l’ingegnere Mario Gia­comel­li, ha uno svilup­po com­p­lessi­vo di cir­ca 255 km. con alter­nan­za di trat­ti con fun­zion­a­men­to a grav­ità e trat­ti di pres­sione di cui 122 km. in ter­ri­to­rio bres­ciano e 133 in quel­lo veronese. Il trat­ta­men­to è reso pos­si­bile dal­la pre­sen­za di 63 stazioni di soll­e­va­men­to (35 nel bres­ciano e 28 nel veronese). Quali le crit­ic­ità, si è chiesto il diret­tore tec­ni­co? “Inadeguatez­za degli attuali col­let­tori rispet­to ai nuovi stan­dard ambi­en­tali. Dal 2011 si adot­tano provved­i­men­ti di lim­i­tazione di nuovi allac­ci fog­nari, in aggiun­ta alla vetustà del sis­tema: la con­dot­ta sub lacuale tra le due sponde neces­si­ta di fre­quen­ti mon­i­tor­ag­gi e con­trol­li”. Per miglio­rare il sis­tema Gar­da-Min­cio, dunque, dovreb­bero elim­i­nar­si gli scarichi a lago, ridurre il cari­co gra­vante sul depu­ra­tore di Peschiera ed elim­inare le con­dotte sub lacuali. Il prog­et­to ritiene l’anno di rifer­i­men­to il 2030 con 545 mila abi­tan­ti servi­ti, di cui 305 mila in ter­ri­to­rio bres­ciano (225 mila ver­so il nuo­vo depu­ra­tore e 80 mila all’impianto di Peschiera) e 240 mila in quel­lo veronese. Lo svilup­po delle nuove con­dotte pari a 185 km. vedrebbe 82 km nel bres­ciano e 104 nel veronese.

L’altro nodo da sciogliere è quel­lo del­la local­iz­zazione del futuro depu­ra­tore: a Visano, a Carpenedo­lo o a Lona­to? E per finire, Gia­comel­li, davan­ti ad un folto pub­bli­co e all’intero con­siglio comu­nale di Desen­zano, ha snoc­ci­o­la­to i con­ti: il totale dei lavori sul­la spon­da bres­ciana prevede un cos­to di cir­ca 115 mln di euro (55,9 mln per tubazioni, 50,3 per impianti di trat­ta­men­to e 8,8 per quel­li di soll­e­va­men­to). Sul­la spon­da veronese, invece, i costi sareb­bero infe­ri­ori: 71,5 mln di euro com­p­lessivi. Il totale, per­tan­to, è di 186,5 mln di euro che, al lor­do, diven­tano 220 mln di euro.

 

Parole chiave: -