La società di servizi è al centro di disaccordi politici sulla formula societaria

Garda Uno «paralizzato» Rinviato il voto del bilancio

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Aria di crisi al . L’assem­blea che avrebbe dovu­to approvare il bilan­cio 2003 e quel­lo pre­ven­ti­vo è sta­ta rin­vi­a­ta a data da des­ti­nar­si. Ma non si trat­ta di diver­gen­ze sul­lo stru­men­to eco­nom­i­co. Il rin­vio è sta­to det­ta­to, con il con­sen­so del­la mag­gio­ran­za, dal­la neces­sità di dare un’i­den­tità ben pre­cisa alla soci­età, di for­mu­la­re un piano strate­gi­co, di rivedere la situ­azione del­l’as­set­to isti­tuzionale e, dunque, di ripen­sare anche la for­mazione del Gar­da Uno così com’è oggi (cioè arti­co­la­ta in una soci­età per azioni ed un’al­tra a respon­s­abil­ità limi­ta). In parole povere: si deve ricom­in­cia­re da zero. Mai, nel­l’ul­tra­de­cen­nale esisten­za del Gar­da Uno, che ha in mano l’in­tera attiv­ità di risana­men­to del più grande lago ital­iano e lo smal­ti­men­to dei rifiu­ti urbani di gran parte dei comu­ni riv­ieraschi, la crisi era sta­ta così pro­fon­da. Tan­to che l’assem­blea, svoltasi a porte chiuse (non per deci­sione dei ver­ti­ci, ma per­ché le norme soci­etarie lo dispon­gono), ha deciso all’u­na­nim­ità di isti­tuire una com­mis­sione, com­pos­ta dai pres­i­den­ti e vicepres­i­den­ti delle due soci­età oltre ai revi­sori dei con­ti e ad even­tu­ali con­sulen­ti esterni, che avrà il com­pi­to di pre­sentare una relazione sul­la situ­azione attuale, di indi­care le pos­si­bili strate­gie future, di for­mu­la­re un esame sul­la nor­ma­ti­va che prevede la pos­si­bil­ità di tenere in pie­di una sola soci­età anziché due. Questo per­ché, nel frat­tem­po, dal­la data in cui sono nate le soci­età del Gar­da Uno (era metà mag­gio del 2003), sono entrate in vig­ore le nuove norme (legge sug­li àmbiti idri­ci). Che l’assem­blea fos­se des­ti­na­ta a rimanere solo un appun­ta­men­to for­male e nul­la di più, lo si era intu­ito quan­do il bilan­cio pre­sen­ta­to non ave­va avu­to una sua pater­nità. Difat­ti, il con­siglio d’am­min­is­trazione ha fat­to sapere di non aver­lo prodot­to né tan­to meno di aver­lo vision­a­to, lo stes­so han­no las­ci­a­to trasparire i ver­ti­ci soci­etari. La com­mi­sisone avrà tem­po fino al 16 feb­braio di pre­sentare la sua relazione, dunque un mese gius­to per saperne di più del des­ti­no del­la soci­età garde­sana. «In sei mesi — osser­vano due inter­locu­tori pre­sen­ti ai lavori svoltisi nel­la sala con­feren­ze del­la sede di Padenghe — la soci­età Gar­da Uno è sta­ta prati­ca­mente immo­bile, sen­za pot­er oper­are un min­i­mo di inizia­ti­va o di strate­gia». A metà mag­gio, come si dice­va, c’era sta­to il tra­pas­so dal­la vec­chia «Azien­da spe­ciale» pre­siedu­ta da Gui­do Maru­el­li, ad una nuo­va soci­età. L’assem­blea, a sor­pre­sa, ave­va poi indi­ca­to un nuo­vo pres­i­dente: Diego Ardigò, sin­da­co di Tremo­sine, in quo­ta a Forza Italia. Con lui, in veste di vicepres­i­den­ti, ven­nero elet­ti Gian­car­lo Menega­to e . Per la Srl, invece. pres­i­dente fu nom­i­na­to , sin­da­co di Maner­ba, e «vice» Alvaro Savol­di e Gui­do Maru­el­li. Già quel­la sera Fioren­zo Pien­az­za, sin­da­co ulivista di Desen­zano, ave­va chiesto un rin­vio dei lavori di almeno due set­ti­mane per la scelta degli asset­ti soci­etari. Ma poi, dopo una lun­ga mara­tona scan­di­ta da sospen­sioni (ben quat­tro), l’assem­blea decide­va per la nom­i­na degli attuali vertici.