L’assessore veneto Giorgetti ha presentato la mappa delle situazioni critiche e gli interventi al torrente Gusa. Il piano regionale vieta l’edilizia nelle zone ritenute pericolose

Gardesana a rischio idrogeologico

Di Luca Delpozzo

La Garde­sana è a ris­chio di disses­to idro­ge­o­logi­co. Det­ta così la notizia può fare impres­sione, anche se non si trat­ta di una novità vera e pro­pria, in quan­to i Comu­ni inter­es­sati lo sape­vano da tem­po, cer­to che ieri mat­ti­na l’assessore regionale all’ambiente, il veronese Mas­si­mo Gior­get­ti, l’ha uffi­cial­iz­za­to pre­sen­tan­do il Piano di asset­to idro­ge­o­logi­co (Pai), del baci­no del Po, che indi­ca le aree a ris­chio in maniera tale che non si pos­sano più ripetere dis­as­tri come Sarno e Sover­a­to, che tra l’altro sono i nomi delle due leg­gi del­lo Sta­to in base alle quali le regioni deb­bono pre­sentare i Pai. «Il piano indi­ca quat­tro liv­el­li di ris­chio», ha spie­ga­to l’assessore, «i pri­mi due, l’R1 e l’R2, sono situ­azioni di disses­to min­i­mo, l’R4 invece, che cor­risponde a un ris­chio molto ele­va­to con pos­si­bili perdite di vite umane e lesioni gravi alle per­sone, dan­ni gravi agli edi­fi­ci, alle infra­strut­ture e al pat­ri­mo­nio ambi­en­tale e la dis­truzione di attiv­ità socioe­co­nomiche, non è pre­sente nel­la provin­cia di Verona». «L’R3», pros­egue Gior­get­ti, «cor­risponde ad un ris­chio idro­ge­o­logi­co ele­va­to, con pos­si­bili prob­le­mi per l’incolumità alle per­sone, dan­ni fun­zion­ali agli edi­fi­ci e alle per­sone e alle infra­strut­ture con con­seguente inag­i­bil­ità degli stes­si, l’interruzione di fun­zion­al­ità delle attiv­ità socioe­co­nomiche e dan­ni ril­e­van­ti al pat­ri­mo­nio ambi­en­tale: inter­es­sa la Garde­sana, con una situ­azione par­ti­co­lare riferi­ta al Comune di Garda».