Più di trenta le gallerie sparse fra Gargnano e Riva, ma il transito dei tir è vietato: da anni si attende la nuova strada

Gardesana, c’è un progetto da 300 miliardi

Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Nei 29 chilometri che sep­a­ra­no Gargnano da Riva del Gar­da sono state sca­v­ate oltre 30 gal­lerie, in buona parte nel­la roc­cia; in alcu­ni casi, invece, si trat­ta di tun­nel arti­fi­ciali. Questo trat­to di Garde­sana venne real­iz­za­to dal 1928 al 1931: è facile sup­porre quale mod­es­ta por­ta­ta di traf­fi­co la stra­da dovesse sop­portare in quegli anni. Dopo una lunghissi­ma polem­i­ca (riem­er­sa in questo ulti­mo peri­o­do) su un’arteria non più adegua­ta al numero di veicoli di pas­sag­gio, negli anni ’60 la Garde­sana venne «ritoc­ca­ta» e molte gal­lerie furono allargate. Alcune — come quel­la alle spalle di Cam­pi­one — furono costru­ite di sana pianta. Ma la situ­azione del trat­to a Nord del­la statale, tra la nos­tra provin­cia e il Trenti­no, è tor­na­ta da un paio d’anni all’attenzione; e spes­so al cen­tro di infuo­cate polemiche. Il prossi­mo incon­tro politi­co sull’argomento sarà ospi­ta­to da Limone il 3 novem­bre. Se poi si spos­ta l’attenzione dal­la per­cor­ri­bil­ità del­la stra­da alla sua sicurez­za emerge qualche sor­pre­sa. Nel­la trenti­na di tun­nel gli inci­den­ti mor­tali sono sta­ti pochi, per for­tu­na, e si sono ver­i­fi­cati soprat­tut­to in quel­li arti­fi­ciali. L’ultimo lut­to in una gal­le­ria sca­v­a­ta nel­la roc­cia risale a pochi anni fa: morì un francese nell’incendio del­la sua vet­tura, ma il sin­istro avrebbe causato con­seguen­ze iden­tiche anche se fos­se accadu­to all’esterno. Sul trat­to Gargnano-Limone, nel­la sta­gione tur­is­ti­ca tran­si­tano oltre 20 mila veicoli al giorno; qual­cuno in meno tra Limone e Riva. Il traf­fi­co è vieta­to per i mezzi supe­ri­ori a 3.5 metri di altez­za e agli auto­car­ri con peso com­p­lessi­vo supe­ri­ore alle 24 ton­nel­late. Stop anche ad autotreni, autoar­ti­co­lati, autosno­dati nel trat­to tra Gargnano e Riva. I tun­nel, molte delle quali strette e a ogi­va, incu­tono pau­ra ma, stan­do ai fat­ti, fino­ra non han­no mietu­to più vit­time rispet­to ai trat­ti di stra­da che cor­rono all’aperto, sui quali, purtrop­po, le cro­ci non man­cano: negli ulti­mi tre anni vi han­no per­so la vita due 24enni, una di Limone e l’altra di Tremo­sine. Da sot­to­lin­eare, per quan­to riguar­da questi chilometri di statale in gal­le­ria, il pas­sag­gio di un ele­va­to numero di bus: alcu­ni di lin­ea, molti tur­is­ti­ci. Il tun­nel più lun­go è quel­lo alle spalle di Cam­pi­one (2300 metri) costru­ito a fine anni ’60 e ogget­to di atten­zione, una dozzi­na di anni fa, con opere final­iz­zate all’eliminazione dell’acqua che si infil­tra­va. Qui le vie di fuga in caso di sin­istro sono rap­p­re­sen­tate (per le vet­ture) dai soli svin­coli che por­tano a Cam­pi­one. Meno dif­fi­cile potrebbe apparire scap­pare a pie­di in alcu­ni pun­ti che per­me­t­tono di rag­giun­gere il vec­chio trac­cia­to del­la stra­da, par­al­le­lo all’attuale. La gal­le­ria, comunque, è com­ple­ta­mente illu­mi­na­ta. Meno rosea la situ­azione degli altri tun­nel a Nord del Bena­co: solo 3 sono dotati di impianto di illu­mi­nazione, e solo uno dispone (da poco) dei lam­peg­gianti lumi­nosi di delim­i­tazione a lato delle car­reg­giate. Il prob­le­ma? Serve la cor­rente, oppure si deve inter­venire con la mes­sa in opera di pan­nel­li solari. Ma ogni pan­nel­lo ha costi attorno ai 7/8 mil­ioni. Da tem­po molti insistono (sin­daci altog­a­rde­sani in tes­ta), per­chè si chi­u­da defin­i­ti­va­mente la «par­ti­ta gal­lerie» sull’alto Lago. L’ostacolo mag­giore? I 300 mil­iar­di da investire.