Dopo Limone, la 45 bis di nuovo interrotta fra Toscolano e Bogliaco: i sindaci alzano la voce. Elena: «Lavori o strada nuova». Cipani: «Non si può continuare così»

Gardesana, frana-bis: «Adesso basta»

22/11/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Sta­mat­ti­na abbi­amo avu­to una grossa for­tu­na, come del resto un paio di set­ti­mane fa. Sot­to le frane pote­vano rimanere sepolte delle per­sone. E’ ora di guardare in fac­cia la realtà». L’ingeg­n­er Pao­lo Ele­na, sin­da­co di Toscolano Mader­no, non usa mezzi ter­mi­ni. E sol­lecita una rispos­ta dal­l’Anas. «La mes­sa in sicurez­za del­la Garde­sana impli­ca inves­ti­men­ti tra i 450 e i 600 mil­iar­di — spie­ga -. Par­lo di allarga­men­to delle gal­lerie a ogi­va (quelle più vec­chie, che obbligano i pull­man a manovre mil­li­met­riche), di costruzione di para­mas­si e quan­t’al­tro. «Ebbene — con­tin­ua Ele­na -, se l’Anas dispone di tali cifre, lo dica chiaro e ton­do. Io ho for­ti dub­bi che li abbia. Sem­bra, infat­ti, che nei prossi­mi tre-quat­tro anni pos­sa spendere 1200 mil­iar­di per l’in­tera rete nazionale. Se i sol­di non ci sono, allo­ra dob­bi­amo pen­sare a un’al­tra soluzione: un tun­nel o una serie di gal­lerie in par­al­le­lo all’at­tuale trac­cia­to. I finanzi­a­men­ti andreb­bero reper­i­ti sul mer­ca­to. Col sis­tema del­la con­ces­sione per 30 o 40 anni, una soci­età real­izzerebbe l’opera, e poi recu­per­erebbe facen­do pagare un pedag­gio agli auto­mo­bilisti. «Abbi­amo cal­co­la­to — sot­to­lin­ea il sin­da­co — che il trat­to Tormi­ni-Gargnano costerebbe 700 mil­iar­di, e una tar­if­fa di trem­i­la lire (al traf­fi­co attuale) con­sen­tirebbe di pagare l’in­ter­ven­to in 20 anni. Ho lan­ci­a­to la provo­cazione del tun­nel da Tormi­ni a Rovere­to. In realtà mi inter­es­sa smuo­vere le acque. Non caldeg­gio la soluzione A (Anas) o B (con­ces­sione). L’im­por­tante è risol­vere il prob­le­ma. Andare avan­ti così, non è più pos­si­bile». Il sin­da­co par­la delle ultime dis­avven­ture. Il 6 novem­bre i due­cen­to metri cubi di ter­ric­cio e pietre cadu­ti nel­la zona chia­ma­ta «Ruinat», a 300 metri da Mader­no, per chi giunge da Gar­done Riv­iera. In segui­to alle infil­trazioni del­l’ac­qua, il crol­lo di un vec­chio muro, per una lunghez­za di 20–25 metri, ave­va sfonda­to anche quel­lo sit­u­a­to su un ter­raz­za­men­to più in bas­so, a fian­co del­la 45 bis, trasci­nan­do sul­la stra­da il mate­ri­ale. «For­tu­na ha volu­to che fos­se una piovig­gi­nosa ser­a­ta, e in quel­l’is­tante, ore 19, non tran­si­tasse nes­suno — com­men­ta Ele­na -. I pri­vati dovran­no costru­ire due grossi muraglioni di con­teni­men­to in cemen­to arma­to, ricop­er­ti di pietre a vista. Con­fi­do che i lavori pos­sano iniziare in tem­pi bre­vi». Saba­to la frana di Limone. Ieri mat­ti­na un’al­tra fra Toscolano e Gargnano-Bogli­a­co, il local­ità Moie. «I mi han­no sveg­lia­to alle quat­tro meno un quar­to — affer­ma il sin­da­co -. Dopo un’o­ra tut­ti i vig­ili urbani ave­vano già pre­so servizio, per ori­entare il traf­fi­co. Gli auto­mo­bilisti dove­vano per­cor­rere la via del golf, Ceci­na, Gaino, ponte (e vicev­er­sa). Auto­bus e camion, invece, niente, irri­me­di­a­bil­mente bloc­cati. Immag­i­nate il caos. Alle 7.30 c’è sta­to un altro crol­lo: ai 200 metri cubi iniziali di ter­ra e mas­si, se ne sono aggiun­ti altret­tan­ti. Una rus­pa del­la dit­ta Gas­pari­ni sta rip­u­len­do il cos­tone. La Garde­sana ver­rà ria­per­ta a sen­so uni­co alter­na­to, rego­la­to da un semaforo. E’ già inter­venu­to il geol­o­go, Michele Con­ti». Ele­na passeg­gia ner­vosa­mente per la stan­za, aspi­ra una boc­ca­ta dal sigaro e col suo vocione tonante ripete: «Bas­ta. Nel peri­o­do esti­vo, il saba­to, la domeni­ca è una coda con­tin­ua. Adesso le con­tin­ue frane. Occorre trovare una soluzione». Gli fa eco l’avvo­ca­to . «L’Anas deve pren­der­si le sue respon­s­abil­ità — ripete il sin­da­co di Salò -. La 45 bis è una stra­da indis­pens­abile per la . Non si può con­tin­uare così. Realtà come Limone, che dan­no molto al tur­is­mo, riman­gono spes­so iso­late. A pre­scindere dal fat­to che in questo peri­o­do viene giù di tut­to, la Garde­sana deve diventare una priorità».

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