Nuovi problemi lungo la statale a Forbisicle: va eliminato un masso di circa 100 metri cubi, strada chiusa per una settimana. Il Governo intanto ha stanziato 28 miliardi per il tunnel della Rocchetta

Gardesana, macigno da sbriciolare

06/03/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Un futuro pesante come un macig­no opprime la «Garde­sana». Per la pre­ci­sione, il macig­no è di un centi­naio di metri cubi ed equiv­ale al mas­so che gra­va sul­la statale all’al­tez­za di For­bisi­cle, a sud del­la gal­le­ria che corre alle spalle di Cam­pi­one. Lì si sta lavo­ran­do da mesi per opere che dove­vano con­clud­er­si l’11 gen­naio. Però, a , c’è sta­ta un’in­ter­ruzione dei lavori, per favorire il tran­si­to, vista il con­comi­tante bloc­co com­ple­to del traf­fi­co a nord di Limone. In com­pen­so, l’im­pre­sa ha godu­to di una dilazione nel­l’ul­ti­mazione delle opere. Quin­di, rin­vio dopo rin­vio, la data di com­pi­men­to del­la bonifi­ca è sta­ta fis­sa­ta per il 20 mar­zo. Tut­to a pos­to, quin­di? Purtrop­po no. Nel­l’­opera di posa di reti e para­mas­si, operai e tec­ni­ci han­no accer­ta­to l’e­sisten­za di un peri­coloso mas­so che gra­va sul­la statale: non può in alcun modo venire imbriglia­to e deve essere elim­i­na­to. L’opera dovrebbe avvenire nei prossi­mi giorni, con­sid­er­a­to che la sta­gione tur­is­ti­ca è immi­nente (a Limone decollerà nel prossi­mo fine set­ti­mana). D’al­tronde, aprire l’annata con la stra­da bloc­ca­ta sia a nord che a sud non pare la tat­ti­ca otti­male per invogliare i tur­isti a rag­giun­gere il lago. A For­bisi­cle i tec­ni­ci stan­no deci­den­do quan­do e come oper­are: far esplodere il mas­so o dis­trug­ger­lo con una implo­sione, del genere di quelle che man­dano in brici­ole i palazzi, i cui muri si accar­toc­ciano su se stes­si. In un caso o nel­l’al­tro, però, risul­terà indis­pens­abile provvedere alla chiusura del­la Garde­sana per un’in­tera set­ti­mana, giorno e notte. Non solo. La car­reg­gia­ta ver­rà cop­er­ta da uno stra­to di ghi­a­ia alto cir­ca tre metri, nel pun­to in cui si con­sid­era che pos­sa avvenire l’im­pat­to del mas­so in cadu­ta. Queste le ipote­si sul tap­peto. I tec­ni­ci han­no anal­iz­za­to la situ­azione il 22 feb­braio, sia sul pos­to che in munici­pio a Limone, con la parte­ci­pazione degli ammin­is­tra­tori: Man­lio Bon­in­con­tri (sin­da­co di Tig­nale), Pier Emidio Bal­das­sar­ri (asses­sore ai Lavori Pub­bli­ci in Comu­nità Mon­tana e a Limone), Chic­co Risat­ti (vicesin­da­co di Limone), Costante Rossi (asses­sore a Tremo­sine). La deci­sione dovrebbe essere immi­nente anche se fino ad ora nul­la è sta­to deciso. Ma, forse allar­mati da voci poco con­trol­late, nel­la gior­na­ta di ieri una dozzi­na di abi­tan­ti di Cam­pi­one era­no a For­bisi­cle, per protestare sul­la even­tuale chiusura. D’al­tronde, si rib­at­te dal­l’al­tra parte, i lavori van­no comunque ese­gui­ti per garan­tire la sicurez­za, e dilazionarli non gio­va a nes­suno. Per ora, a For­bisi­cle non si pas­sa tra le 8.30 e le 12.30 e tra le 13.30 e le 18.30, ma sono pos­si­bili aper­ture ogni ora, in base alla situ­azione dei lavori. Nei sette giorni in cui si abbat­terà il mas­so, invece, la «Garde­sana» diven­terà imper­cor­ri­bile e sarà indis­pens­abile usare la stra­da alter­na­ti­va, ovvero la provin­ciale che si stac­ca al biv­io per Tig­nale e pros­egue fino a Pra­bione. Quin­di, avan­ti lun­go la «Tig­nal­ga», fino a Pol­zone di Tremo­sine, nel­la zona del caseifi­cio. Da qui si può puntare su Pieve e scen­dere a Cam­pi­one, o su Vesio e da qui fare rot­ta su Volti­no e Limone. L’at­ten­zione, sul­l’al­to lago, va anche a Nanzel, a sud di Limone, dov’è cadu­ta la frana il 18 novem­bre. Ieri l’Anas ha deciso con una ordi­nan­za di con­sen­tire il pas­sag­gio con semaforo a sen­so uni­co alter­na­to per tutte le 24 ore: un bel pas­so avan­ti, anche se la situ­azione non appare anco­ra sbrogli­a­ta del tut­to. Con­clusi, in prat­i­ca, i lavori di bonifi­ca tra la stra­da e la mon­tagna sopras­tante, res­ta ora da sis­temare la car­reg­gia­ta e la parete fra la stra­da e il sot­tostante lago. Servi­ran­no altre set­ti­mane, forse 6 o 7, per piantare nel­la roc­cia alcune decine di micropali, per una lunghez­za di 50–60 metri a fian­co del­la statale. Questi micropali dovran­no, inoltre, essere com­ple­tati con tiran­ti che li ancori­no ver­so monte, in modo da offrire tutte le garanzie nec­es­sarie ai mezzi pesan­ti che passer­an­no sul­la car­reg­gia­ta. Per adesso per­sis­terà il divi­eto di tran­si­to per i mezzi supe­ri­ori ai 240 quin­tali di peso. Infine, ma non ulti­ma, la ques­tione del tun­nel del­la Roc­chet­ta, chi­ave del­la ria­per­tu­ra ver­so Riva: come han­no comu­ni­ca­to ieri il pres­i­dente del­la Provin­cia, Alber­to Cav­al­li, e l’assessore ai Lavori pub­bli­ci, , il min­is­tero degli Interni (coor­di­na­men­to del­la ) ha asseg­na­to alla Provin­cia autono­ma di Tren­to 28 mil­iar­di, quale con­cor­so statale alla real­iz­zazione delle opere, che ammon­tano a oltre 70 mil­iar­di. Cav­al­li si ram­mar­i­ca però che «anal­o­go trat­ta­men­to non sia sta­to ris­er­va­to agli inter­ven­ti altret­tan­to urgen­ti per la mes­sa in sicurez­za del trat­to rica­dente in provin­cia di Bres­cia, fra Gargnano e Limone, e che le risorse per la parte bres­ciana, assai più este­sa, deb­bano essere reperite nell’ambito del­la rimod­u­lazione degli esan­gui piani gen­er­ali già in essere fra Anas e ».