Anche se già attiva da qualche giorno, è stata inaugurata ieri pomeriggio la nuova opera realizzata dall’Anas lungo la statale 45 bis. Sarà più agevole raggiungere la sponda bresciana da nord La realizzazione è costata ventidue milioni di euro

Gardesana più sicura con il tunnel di Forbisicle

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

E’ sta­ta inau­gu­ra­ta ieri pomerig­gio, sul­la stra­da statale Garde­sana 45 bis, in ter­ri­to­rio di Tig­nale, la gal­le­ria di For­bisi­cle, lun­ga 840 metri, che, con­giun­gen­dosi con la suc­ces­si­va di Cam­pi­one, nel comune con­fi­nante di Tremo­sine, for­ma una gal­le­ria uni­ca di 3.186 metri, la più lun­ga del­la provin­cia di Bres­cia. Alla pre­sen­za dell’assessore provin­ciale Mau­ro Paroli­ni, degli ingeg­neri Anas Gian­fran­co Sal­va­tore e Giuseppe Saler­no, dei sin­daci del­la zona (Fran­co Negri, padrone di casa, di Limone, Diego Ardigò di Tremo­sine, Ermenegildo Ven­turi­ni di Mag­a­sa), il par­ro­co di Tig­nale, don Giuseppe, ha dato la benedi­zione. E’ segui­to il clas­si­co taglio del nas­tro. Real­iz­za­to dall’associazione di imp­rese Care­na & Diesse Elec­tra, il tun­nel è in realtà già entra­to in fun­zione da qualche set­ti­mana. L’impegno eco­nom­i­co totale ha super­a­to i 22 mil­ioni di euro e la nuo­va opera — come ha spie­ga­to il pres­i­dente dell’Anas Pietro Ciuc­ci in una nota — con­tribuisce «a real­iz­zare un trac­cia­to più lin­eare rispet­to al vec­chio per­cor­so a cielo aperto».I trat­ti di gal­le­ria arti­fi­ciale sono provvisti di ampie finestre ad arco, una scelta lega­ta sia ad aspet­ti fun­zion­ali iner­en­ti l’illuminazione e la ven­ti­lazione nat­u­rale, sia per richia­mare una tipolo­gia dif­fusa lun­go tut­ta la 45 bis. Notevoli gli inter­ven­ti di mit­igazione dell’impatto ambi­en­tale, tra cui il rives­ti­men­to di tutte le ele­vazioni in cal­ces­truz­zo con pietra nat­u­rale locale a spac­co. Costru­ito inoltre un muro di con­tror­i­pa, effet­tuati con­sol­i­da­men­ti nel­la preesistente gal­le­ria di Cam­pi­one con rin­forzi in fibre di car­bo­nio, messe in sicurez­za le pareti in prossim­ità dell’imbocco sud.Senza dimen­ti­care, sui 3.186 metri, gli impianti tec­no­logi­ci per i sis­te­mi di illu­mi­nazione, anti­ncen­dio, seg­nala­men­to lumi­noso, mon­i­tor­ag­gio del traf­fi­co, che han­no richiesto l’installazione di una cab­i­na elet­tri­ca in cui allog­gia­re i quadri di coman­do e di con­trol­lo, nonchè la costruzione di una stazione di pom­pag­gio delle acque del lago per speg­nere even­tu­ali fiamme. L’obiettivo: innalzare gli stan­dard di sicurez­za. Cre­ato anche un sis­tema di rac­col­ta dei liq­ui­di sver­sa­ti acci­den­tal­mente sul­la sede viaria. L’esecuzione dei lavori, iniziati nel set­tem­bre 2006, ha dovu­to con­sen­tire il tran­si­to di auto­mo­bili, camion, bus e car­a­van anche nelle fasi di cantiere più com­p­lesse. Tra l’altro è sta­ta demoli­ta una gal­le­ria para­mas­si di tipo leg­gero, e sos­ti­tui­ta da una real­iz­za­ta ex novo. E il trat­to dismes­so? Diven­terà la da Salò a Riva.