Le idee: dal tracciato sopra Gardone al tunnel fino a Riva. Al Cinema Cristal un convegno della Comunità montana sui progetti per la 45bis

Gardesana, ricette anti-caos

29/06/2002 in Attualità
A Affi
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Affi

Se esiste un trat­to di stra­da attorno al quale sono fior­i­ti prog­et­ti (rari su car­ta, più di fre­quente in sede di pro­pos­ta di mas­si­ma), questo è pro­prio la . E di tut­to questo si par­lerà nel con­veg­no di quest’oggi a Salò pro­mosso dal­la Comu­nità mon­tana (Cin­e­ma Cristal, ore 9,45) alla pre­sen­za di tec­ni­ci, ammin­is­tra­tori e politi­ci. Tre le ipote­si dibat­tute da tem­po, alcune prat­i­ca­bili più di altre, ricor­diamo il trac­cia­to più ele­va­to rispet­to all’attuale, sui rilievi che sovras­tano il lago, sopra Gar­done Riv­iera fino a Riva; oppure tut­to in gal­le­ria da Toscolano a Riva e infine l’idea più estrema, sug­ges­ti­va, ma alquan­to dif­fi­cile da attuare, sia per la com­p­lessità che per l’onere finanziario, ovvero un tun­nel tra Toscolano e la Valle Sab­bia. Sem­pre agli onori del­la rib­al­ta la Garde­sana, prog­et­ta­ta dal tremosi­nese Ric­car­do Coz­za­glio, la costruzione del­la stra­da nel trat­to da Gargnano a Riva venne inizia­ta nel 1928, per venire poi inau­gu­ra­ta il 18 otto­bre 1931. Vi tran­sitò, tra gli altri, anche Gabriele d’An­nun­zio, che bat­tez­zo «Mean­dro» la nuo­va arte­ria stradale. Pare che alla gui­da del­la vet­tura del Vate vi fos­se nien­te­meno che il cam­pi­one Tazio Nuvolari. Migli­a­ia di uomi­ni all’­opera e numerosi mor­ti con­trasseg­narono la titan­i­ca impre­sa che col­le­ga­va la nos­tra spon­da al Trenti­no, toglien­do dal­l’iso­la­men­to sia Cam­pi­one che Limone. In prece­den­za, motivi di carat­tere mil­itare ave­vano scon­siglia­to di pro­cedere all’­opera: Riva, infat­ti, era ter­ri­to­rio degli Asbur­go, e rimase tale fino al 3 novem­bre 1918. Negli anni del­la sec­on­da Guer­ra Mon­di­ale, le gal­lerie tra Gargnano e Riva ven­nero trasfor­mate in officine di alcu­ni repar­ti del­la Fiat, Bre­da, Todt. Una car­reg­gia­ta era occu­pa­ta dai macchi­nari, sul­l’al­tra era pos­si­bile il tran­si­to. I pri­mi ragion­a­men­ti attorno alla Garde­sana mat­u­rarono già mez­zo sec­o­lo fa. Si trat­ta­va di decidere come adattare l’im­por­tante via di col­lega­men­to alle nuove esi­gen­ze del boom auto­mo­bilis­ti­co e del­la nuo­va indus­tria del forestiero: il tur­is­mo che ave­va cam­bi­a­to la fac­cia ed il sis­tema di vita Gar­da. Non più pesca­tori ed olivi­coltori, ma impren­di­tori iniziarono ad oper­are sulle sponde del Bena­co, con ben altre esi­gen­ze, pri­ma fra tutte quel­la di con­sen­tire al tur­ista un più rapi­do sposta­men­to. Negli anni Ses­san­ta la dis­cus­sione verte­va attorno ad una duplice ipote­si: la costruzione di una stra­da alter­na­ti­va alla Garde­sana, che cor­resse a mez­za cos­ta in mez­zo all’o­live­to, oppure il rad­doppio delle gal­lerie esisten­ti. Dopo un lunghissi­mo brac­cio di fer­ro e strate­gi­ci cam­bi di posizione da parte di ammin­is­tra­tori e politi­ci, si giunse alla soluzione di allargare alcu­ni tun­nel, opera che diede alla stra­da l’at­tuale volto, solo in parte mod­i­fi­ca­to in segui­to. Nep­pure in questo caso man­car­ono i lut­ti. Dal­la fine degli anni Ottan­ta ad oggi, un buon pac­chet­to di quat­tri­ni è sta­to spe­so nel­la posa di reti e di para­mas­si indis­pens­abili, sec­on­do l’Anas, nel­l’­opera di pro­tezione dal­la cadu­ta in stra­da di pietrame di mod­este dimen­sioni; sol­di spre­cati, invece, per chi richiede­va soluzioni defin­i­tive, mag­a­ri proce­den­do un gradi­no alla vol­ta. Di recente si è tor­na­to anche a par­lare di poten­zi­a­men­to del­la rete di col­lega­men­to via lago, con­sen­ten­do il trasfer­i­men­to in bat­tel­lo, alis­cafo, traghet­to ed alleg­geren­do quin­di il tran­si­to sul­la stra­da. Nes­suna car­ta conc­re­ta, però, è sta­ta fino ad ora cala­ta sul tavo­lo e si rimane nel cam­po delle ipote­si, anche per­ché i costi pre­sun­ti sareb­bero stratos­feri­ci. Resterebbe, inoltre, irrisolto (qual­cuno dice che ver­rebbe addirit­tura aggra­va­to) il prob­le­ma del­lo scor­ri­men­to sul­la Garde­sana, com­pres­sa da una mole anco­ra mag­giore di veicoli. Intan­to, per mer­coledì 3 luglio è in pro­gram­ma un altro incon­tro in Comu­nità mon­tana a Gargnano sul­la gardesana.

Parole chiave: