Sarà inviato in Regione lo studio elaborato nel ’92 per la sistemazione della strada statale. Invito all’Anas: i lavori previsti nel 2002 vanno anticipati

Gardesana, riecco il raddoppio

05/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

l prog­et­to per l’adegua­men­to del­la «Garde­sana» nel trat­to bres­ciano tra Gargnano e il con­fine trenti­no sarà tra pochi giorni sul tavo­lo del pres­i­dente del­la , Rober­to Formigo­ni. Non si trat­ta di un mira­co­lo di effi­cien­za ingeg­ner­is­ti­ca, ben­sì del­la ricon­sid­er­azione di uno stu­dio fat­to met­tere a pun­to già nei pri­mi anni ’90 dal­la Comu­nità mon­tana del­l’al­to Gar­da e che, in questi tem­pi, è tor­na­to alla rib­al­ta e di attual­ità. La con­fer­ma arri­va da Pier Emidio Bal­das­sar­ri, asses­sore ai Lavori pub­bli­ci nel­la stes­sa Comu­nità mon­tana Par­co e nel suo Comune, Limone. Bal­das­sar­ri è quin­di coin­volto nel prob­le­ma nel­la duplice veste di ammin­is­tra­tore di due enti diver­si, oltre che come utente del­la stra­da, al pari di molti altri garde­sani e tur­isti. «Questo prog­et­to esiste da qualche anno e prevede la costruzione di alcune gal­lerie, l’adegua­men­to di altre e del­la sede stradale, oltre a una serie con­sis­tente di opere. Si trat­ta di una prog­et­tazione che risale al 1992 ed è già esec­u­ti­va, ma neces­si­ta adeguar­la alle nuove nor­ma­tive che — nel frat­tem­po — sono sopravvenute. Nel riesam­i­narlo, ci tro­verem­mo sen­z’al­tro di fronte a prob­le­mi tec­ni­ci di nuo­va natu­ra ma che, in pochi mesi, potreb­bero essere superati per quan­to attiene l’aspet­to del­la prog­et­tazione». Il prog­et­to — elab­o­ra­to da uno stu­dio di Verona che, però, non esiste più — va adegua­to, e Bal­das­sar­ri appare sicuro: par­la di pochi mesi di tem­po (due o tre) per provved­ervi e ren­dere lo stu­dio fun­zionale alle nuove esi­gen­ze e alle norme che nel frat­tem­po sono inter­venute in mate­ria. «Ad esem­pio, adesso sono pre­visti impianti di aer­azione per i tun­nel con lunghez­za supe­ri­ore al chilometro. Dopo avere riv­is­to l’impianto di prog­et­tazione, oper­azione che potrebbe essere affronta­ta in tem­pi con­tenu­ti, potreb­bero essere appal­tati i lavori sen­za spinger­si trop­po in là», sem­pre che ci siano i sol­di per real­iz­zarli, nat­u­ral­mente. Per pre­mere in ques­ta direzione, la doc­u­men­tazione ver­rà con­seg­na­ta già in questo fine set­ti­mana all’asses­sore regionale Fran­co Nicoli Cris­tiani, del­e­ga­to da Formigo­ni a seguire l’aspet­to del­la altog­a­rde­sana. Nel frat­tem­po, per pren­dere il toro per le cor­na una vol­ta per tutte, sono tor­nate sul tavo­lo le due annose incog­nite del­la via­bil­ità garde­sana, che trovano il loro pun­to d’in­con­tro a Gargnano, 15 chilometri a nord di Salò e 30 a sud di Riva. Tra Gargnano e Riva si ril­e­vano prob­le­mi di sicurez­za, evi­den­ziati anche dalle frane di questi ulti­mi mesi. Si aggiungano gli incon­ve­ni­en­ti deter­mi­nati dal­l’an­gus­ta sede stradale e da alcune gal­lerie ormai inadeguate al pas­sag­gio del traf­fi­co, specie dei jum­bo-bus da 80 posti, a due piani e molto uti­liz­za­ti per il trasporto dei tur­isti. A sud di Gargnano, invece, gli incon­ve­ni­en­ti sono causati dal­l’in­ten­sa mole di traf­fi­co che attra­ver­sa i cen­tri abi­tati di Bar­bara­no, Gar­done Riv­iera, Fasano, Mader­no e Toscolano. «Com­pren­di­amo i prob­le­mi denun­ciati dai sin­daci dei Comu­ni di Gar­done e Toscolano Mader­no — pros­egue Bal­das­sar­ri — e bisogn­erà pen­sare all’ag­gi­ra­men­to dei cen­tri abi­tati, ma sul­l’al­to lago c’è una ques­tione di sicurez­za». Intan­to, la dis­cus­sione si va svilup­pan­do anche su un tavo­lo diver­so. L’asses­sore provin­ciale ai Lavori pub­bli­ci, , ha rib­a­di­to nel­l’in­con­tro-sopral­lu­o­go tenu­to a Limone l’al­tro ieri, che l’Anas ver­rà invi­ta­ta ad antic­i­pare a quest’an­no i lavori (pre­visti per il 2002, cos­to 40 mil­iar­di) su un trat­to di Garde­sana nel­la parte set­ten­tri­onale del Bena­co. Res­ta, però, aper­ta la dis­cus­sione su dove è pri­or­i­tario inter­venire. Per la Provin­cia (e per la Comu­nità mon­tana Par­co del­l’al­to Gar­da) sarebbe oppor­tuno met­tere mano alla situ­azione di Nanzel, luo­go del­la frana del 18 novem­bre: uno smot­ta­men­to di 150 metri di altez­za per un fronte di 40–50 metri. In quel pun­to i lavori ripren­der­an­no la prossi­ma set­ti­mana. Bal­das­sar­ri pre­cisa che «si trat­ta di una local­ità dove, da sem­pre, cade pietrame e ghi­a­ia. Ne è con­sapev­ole anche l’Anas, cui sono per­venute decine di denunce e ne fan­no fede i ver­bali». Ma pare che l’Anas sia, invece, inten­zion­a­ta a spendere i sol­di nel­la local­ità For­bisi­cle: anche lì nei prossi­mi giorni si ripren­derà a lavo­rare, dopo l’in­ter­ruzione natal­izia. Il nodo del con­tendere gira, ora, attorno a ques­ta scelta, vis­to che Provin­cia e Comu­nità mon­tana insistono per intrapren­dere i lavori a Nanzel, appe­na a sud di Limone. Di parere diver­so, come si dice­va, l’Anas.

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