Dopo la maxi frana di venerdì sera che ha spazzato via 30 metri di statale fra Limone e Riva. E’ la soluzione ma ci vogliono tempo e miliardi (50-60)

Gardesana, si pensa al tunnel

24/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Trenta metri di statale fini­ti nel lago. Una car­reg­gia­ta scom­parsa qua­si del tut­to e la «Garde­sana» ristret­ta, in alcu­ni pun­ti, di 3–4 metri. Per for­tu­na, dopo gli accer­ta­men­ti di ieri, sem­bra asso­da­ta almeno la notizia più impor­tante: non vi sareb­bero vit­time. Questo è il bilan­cio del­l’ul­ti­ma bot­ta, incas­sa­ta dal­la statale 45 bis, nel trat­to fra Limone e Riva. Quel pun­to è ora imper­cor­ri­bile ed è quin­di impos­si­bile rag­giun­gere il Trenti­no. Alter­na­tive: la Valsab­bia o la Garde­sana Ori­en­tale. Oppure il bat­tel­lo. L’ul­ti­mo smot­ta­men­to è avvenu­to dal monte Roc­chet­ta (cele­bre per i suoi endemis­mi botani­ci, sui quali sono sta­ti scrit­ti dei lib­ri) che si tro­va sul­la sin­is­tra, pri­ma di rag­giun­gere Riva, sal­en­do da Salò. Il mate­ri­ale pre­cip­i­ta­to sul­la stra­da e nel lago ammon­ta a un migli­aio di metri cubi. Ma, in segui­to all’is­pezione di ieri mat­ti­na, gli esper­ti han­no potu­to asso­dare — osser­van­do dal­l’eli­cot­tero — che pietre e ter­ric­cio abbat­tutisi rap­p­re­sen­tano solo una parte mod­es­ta di quan­to si tro­va anco­ra in parete. Ed emerge la situ­azione di un mas­so di enor­mi pro­porzioni che — stan­do alle tes­ti­mo­ni­anze di chi ha vis­to — non garan­tisce nul­la di buono. In defin­i­ti­va, il vero prob­le­ma pare essere, oltre alla frana già cadu­ta, quest’al­tra emer­gen­za geo­log­i­ca, del­la quale ora sono tut­ti al cor­rente. D’al­tronde, tem­po addi­etro un geol­o­go del­la Provin­cia di Tren­to ave­va antic­i­pa­to la pos­si­bil­ità di even­ti, quali quel­lo accadu­to l’al­tra sera, pro­prio nel­la zona in cui il fat­to è avvenu­to. La gior­na­ta di ieri è servi­ta per fare il pun­to sul­la situ­azione. Un aggior­na­men­to c’è sta­to a Riva (il trat­to di statale è gesti­to dal­la Provin­cia di Tren­to) e un altro incon­tro si è tenu­to in Munici­pio a Limone, alla pre­sen­za di ammin­is­tra­tori locali, tec­ni­ci e alber­ga­tori. Il prob­le­ma oggi pare la foto­copia di quel­lo del feb­braio ’99: l’in­ter­ruzione del­la stra­da (sta­vol­ta sen­za mor­ti, per for­tu­na) causa­ta da due frane, cadute a poche decine di metri l’u­na dal­l’al­tra. E il pen­siero vola già alla prossi­ma pri­mav­era, nel­la con­sapev­olez­za che i mesi pas­sano in fret­ta e, alla ques­tione del­la sicurez­za nel tran­si­to, si affi­an­cano le neces­sità di Limone, in pri­ma bat­tuta, e degli altri pae­si del­la che, sul tur­is­mo, basano una notev­ole parte del­la loro econo­mia. Dif­fi­cile, al momen­to, rac­cogliere dichiarazioni sulle prob­a­bili vie di usci­ta e le boc­che restano cucite soprat­tut­to se si fa rifer­i­men­to ai tem­pi per rime­di­are all’en­nes­i­mo intop­po. Le prin­ci­pali ipote­si di inter­ven­to che sem­bra­no emerg­ere sono due, attorno alle quali sono state for­mu­late sup­po­sizioni, tenen­do con­to di situ­azioni analoghe. Se si dovesse propen­dere per la risis­temazione del­l’at­tuale sede stradale, neces­siterebbe un mese di tem­po o forse due. Se, invece, si optasse per una soluzione rad­i­cale — vale a dire la costruzione di un nuo­vo tun­nel per fare cor­rere nel­la roc­cia un trat­to del­la stra­da a sud di Riva ver­so Limone — i tem­pi ver­reb­bero dilatati enorme­mente. Al prob­le­ma dei costi si aggiun­gerebbe il coin­vol­gi­men­to degli enti finanzi­a­tori. Bat­tista Mar­tinel­li, sin­da­co di Limone, ha vision­a­to il luo­go del­la frana. «O si sis­tema la stra­da crol­la­ta, pro­teggen­dola con para­mas­si, e la spe­sa approssi­ma­ti­va potrebbe aggi­rar­si tra 1 e 2 mil­iar­di, oppure si può pen­sare a un nuo­vo tun­nel di lunghez­za tra 800 e 1000 metri. In questo caso i costi potreb­bero col­lo­car­si tra i 50 e i 60 mil­iar­di». Notizie più pre­cise, in ogni modo, il sin­da­co potrà fornir­le solo dopo gli incon­tri uffi­ciali con gli ammin­is­tra­tori tren­ti­ni, bres­ciani e del­la , in pro­gram­ma ai pri­mi di gen­naio. «In Trenti­no han­no avu­to mez­za dozzi­na di emer­gen­ze sulle strade e vor­reb­bero tirare il fia­to. Da noi non si tro­va nes­suno, ma siamo decisi a coin­vol­gere Provin­cia e Regione, a cos­to di andare a cer­care i respon­s­abili sulle piste di sci», aggiunge Mar­tinel­li. La Provin­cia di Tren­to potrebbe, infat­ti, impeg­nar­si in qualche modo, ma già ieri è emer­so chiara­mente che ver­rà richi­es­ta la parte­ci­pazione di Bres­cia e del­la Lom­bar­dia per fare fronte alla ques­tione. «Il prob­le­ma del­la sarà con­sid­er­a­to anche dal­la ». Lo ha assi­cu­ra­to il neo pres­i­dente Giuseppe Mongiel­lo: «Creer­e­mo un forum di dis­cus­sione, ma non vogliamo enfa­tiz­zare il prob­le­ma, affinché non si ritor­ca con­tro il tur­is­mo locale. Un altro inter­rog­a­ti­vo: alcu­ni aspet­ti fra­nosi sono deter­mi­nati dagli incen­di degli anni scorsi?».