Alle 12.26 il boato: la zona è sicura. Fra 4 mesi il tunnel

Gardesana, un botto sul futuro

10/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Era­no le 12.26 di ieri quan­do un fragoroso bot­to ha rot­to il silen­zio del lago. A provo­care l’e­s­plo­sione il quin­tale e mez­zo d’e­s­plo­si­vo uti­liz­za­to per fran­tu­mare il diedro di roc­cia che, peri­colante sul­la Garde­sana, pro­prio sopra il trat­to di stra­da che divide la pri­ma e la sec­on­da gal­le­ria, ren­de­va di fat­to impos­si­bile l’inizio dei lavori per la real­iz­zazione del nuo­vo tun­nel che cor­rerà per 12000 metri nel cuore del­la Roc­chet­ta. Pochi, bre­vis­si­mi istan­ti e, men­tre decine di gab­biani si lev­a­vano in volo spaven­tati, il grande mas­so di cir­ca 1600 metri cubi si sbri­ci­ola­va e fini­va nelle acque del lago. Per far­lo stac­care dal resto del­la mon­tagna, i tec­ni­ci ave­vano lavo­ra­to per tut­ta la mat­ti­na­ta, posizio­nan­do la dina­mite in sette fori di cir­ca sei metri cias­cuno, sca­v­ati alla base del mas­so. Poi, alle 12.26, lo scop­pio. Anzi sarebbe meglio dire gli scop­pi, dato che le cariche (anche se l’orec­chio umano ha per­cepi­to una sola esplo­sione), gra­zie a det­o­na­tori micror­i­tar­dan­ti, sono saltate in sequen­za (si par­la di milles­i­mi di sec­on­do) in modo da “dirigere” la frana nel­la maniera con­sid­er­a­ta otti­male dai tec­ni­ci. Tra qualche giorno, dunque, sarà aper­to il cantiere per il tunnel.