L’Associazione Garda Solidale onlus ha aperto una sede a Gomel, nell’ex Urss. Quest’estate sono stati ospitati 400 bambini bielorussi

Gardesani, grande cuore

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Di Luca Delpozzo

Sul­la via Kur­ca­to­va di Gomel, al numero 9, è aper­ta una nuo­va sede per la sol­i­da­ri­età inter­nazionale: è quel­la dell’associazione Gar­da Sol­i­dale che for­mal­iz­za in tal modo — gra­zie alla part­ner­ship con Pat­mos, sodal­izio che nel­la cit­tà bielorus­sa si occu­pa soprat­tut­to di bam­bi­ni di stra­da — una pre­sen­za divenu­ta insos­ti­tu­ibile, per una popo­lazione dura­mente prova­ta dal­la crisi eco­nom­i­ca. È un ulte­ri­ore pas­so avan­ti nel rap­por­to fra la gente di quel­la lon­tana regione euro­pea e Gar­da Sol­i­dale, asso­ci­azione che lavo­ra al di qua e al di là dei con­fi­ni lacuali anche in altre varie par­ti di Lom­bar­dia: da Pueg­na­go a Tre­viglio, da Colog­no al Serio a Vit­tuone, da Man­to­va a Milano, così che non pote­va man­care il riconosci­men­to del­la Regione Lom­bar­dia, con­cretiz­zatosi con la delib­era d’iscrizione all’Albo uffi­ciale. Nei mesi scor­si, lo ricor­diamo, un con­voglio uman­i­tario è par­ti­to da Desen­zano, è arriva­to a Gomel per com­piere la sua mis­sione, ma ha avu­to anche momen­ti dram­mati­ci per un inci­dente di per­cor­so: dis­trut­to un pul­mi­no, ma nes­sun fer­i­to grave. Per la spedi­zione era­no par­ti­ti tre Tir sui quali era­no car­i­cati un’ambulanza, dono del­la Croce Azzur­ra di Travaglia­to; apparec­chia­ture per la rian­i­mazione ed elet­tro­car­dio­gra­fiche donate dall’Ospedale di Son­drio; due apparec­chia­ture, sem­pre la rian­i­mazione, donate dall’Ospedale Civile di Bres­cia. In propos­i­to, c’è da sot­to­lin­eare come per­son­ale medico del­lo stes­so Ospedale Civile, abbia pre­so ulte­ri­ori accor­di per l’invio di altri stru­men­ti, attra­ver­so l’Associazione. Des­ti­natari del mate­ri­ale san­i­tario sono gli ospedali di Viet­ka e di Gomel. Poi anco­ra aiu­ti uman­i­tari di pri­ma neces­sità: abiti, scarpe, e così via, che il sodal­izio ha rac­colto gra­zie all’impegno del pro­prio per­son­ale ed alla gen­erosità del­la gente, non solo garde­sana. Una colon­na di dieci camper ed un pullmi­no ha com­pi­u­to lo stes­so per­cor­so, por­tan­do i volon­tari di Gar­da Sol­i­dale in Bielorus­sia per la con­seg­na e la dis­tribuzione del mate­ri­ale, già giun­to a des­ti­nazione e con­trol­la­to dal Gov­er­no bielorus­so. Final­mente a Gomel, il lavoro di dis­tribuzione è dura­to tre giorni, al ter­mine dei quali la munic­i­pal­ità, nel­la per­sona del­lo stes­so sin­da­co, ha incon­tra­to la del­egazione ital­iana. Ringrazi­a­men­ti, abbrac­ci, richi­este di ulte­ri­ori aiu­ti: ser­vono infat­ti com­put­er, stam­pante, tele­foni cel­lu­lari, fax. La visi­ta alla Casa del Fan­ci­ul­lo, dove sono ospi­tati i bim­bi focomeli­ci, idro­ce­fali e con altre patolo­gie gravi e dove sta­ti con­seg­nati anche passeg­gi­ni offer­ti dal­la Peg, ha pro­ce­du­to la for­mal­iz­zazione dell’accordo tra Gar­da Sol­i­dale e Pat­mos per la part­ner­ship che ha por­ta­to dell’apertura del­la sede ital­iana a Gomel, e che prevede la stesura di prog­et­ti da parte bielorus­sa, e la pos­si­bil­ità del­la loro real­iz­zazione da parte garde­sana. Nel con­siglio diret­ti­vo del nuo­vo sodal­izio è entra­to a far parte di dirit­to il pres­i­dente di Gar­da Sol­i­dale, Fabio Perin, men­tre uno dei volon­tari garde­sani è nel col­le­gio dei revi­sori dei con­ti. «Quel­lo che sti­amo facen­do — spie­ga Fabio Perin — è agire all’interno di un prog­et­to di cam­bi­a­men­to, così che il nos­tro oper­are crei quel legame di sol­i­da­ri­età che sta alla base di ogni con­quista di pace. Se è vero che i fenomeni fisi­ci non sono mai episo­di, ben­sì il frut­to di una fer­rea con­cate­nazione di even­ti, ques­ta legge vale anche per i com­por­ta­men­ti umani, che non sono mai indif­fer­en­ti gli uni agli altri, ma cias­cuno ha un suo pre­ciso rif­lesso sug­li indi­vidui, sul­la soci­età, sul mon­do. In questi giorni si par­la tan­to di glob­al­iz­zazione e antiglob­al­iz­zazione. Ho già avu­to modo di dir­lo, ma è utile ripeter­lo: deve esistere anche una glob­al­iz­zazione del­la sol­i­da­ri­età, che è assai più impor­tante di quel­la eco­nom­i­ca. Abbi­amo tut­ti il pre­ciso dovere di diven­tarne pro­tag­o­nisti». Intan­to, anche l’estate 2001 ha reg­is­tra­to una grande accoglien­za di famiglie garde­sane a bam­bi­ni bielorus­si. «Oltre 200 bam­bi­ni e ragazzi fra i 7 e i114 anni — con­tin­ua Perin — sono già sul Gar­da, nelle nos­tre famiglie. Sono il pri­mo grup­po sta­gionale e con­fer­mano quan­to ques­ta sia un’esperienza assai pos­i­ti­va: in cinque anni saran­no cir­ca 4.000 i ragazzi che avran­no potu­to pas­sare un peri­o­do sul Gar­da, impor­tan­tis­si­mo per la loro salute fisi­ca e psi­co­log­i­ca». È sta­to cal­co­la­to infat­ti, che i guasti prodot­ti nel fisi­co di quei ragazzi da cesio e stronzio, frut­to velenoso, pure a dis­tan­za di anni, del­la radioat­tiv­ità «impazz­i­ta» del­la cen­trale nucleare di Cher­nobyl, pos­sono venire riparati almeno per il 30% in un mese: ciò sig­nifi­ca che un sog­giorno teori­co nei mesi cen­trali del­la stazione esti­va, sul nos­tro lago, fra giug­no e set­tem­bre, gio­va alla loro salute. E lo fa con­tin­uare ad ogni ritorno. «Nel 1997 era­no 250 i bam­bi­ni che andammo a pren­dere noi diret­ta­mente in Bielorus­sia per por­tar­li qui — dice anco­ra il pres­i­dente Perin -. Quest’anno la cifra è di oltre 400, arti­co­lati in vari prog­et­ti che van­no dai 30 ai 60 giorni». Dal bilan­cio sociale si vede come ogni famiglia ader­ente all’Associazione abbia paga­to 650 mila lire, quest’anno, per l’accoglienza, men­tre il sodal­izio ha con­tribuito con 106.000 lire per ogni bam­bi­no. «Questi prog­et­ti — spie­ga Perin — rien­tra­no nel­la natu­ra stes­sa del­la nos­tra asso­ci­azione, che una Onlus dal ’99. Le attiv­ità di Gar­da Sol­i­dale sono tese a creare rap­por­ti sol­i­dali che rispon­dano anche all’emergenza, ma che si inseriscano anche in prog­et­tual­ità di ampio respiro. Di fat­to si deb­bono aiutare le per­sone in dif­fi­coltà per far ritrovare loro la dig­nità, autono­mia e capac­ità di esprimer­si. Si dis­eg­na insom­ma un prog­et­to sociale. Il prog­et­to per i ragazzi guar­da a loro, ma con­tem­po­ranea­mente anche al futuro del­la soci­età, e coglie un mes­sag­gio civile altissi­mo». Una doverosa seg­nalazione: chi voglia saperne di più — e mag­a­ri con­tribuire conc­re­ta­mente — può riv­ol­ger­si alla sede cen­trale di Gar­da Sol­i­dale, a Desen­zano, in via 14, tel. 030 / 9120099 — 9120757 fax 030 / 9993887, ind­i­riz­zo di pos­ta elet­tron­i­ca: @numeruca.it; sito Inter­net wwwgardasolidale.org. Si può anche com­piere un gesto di sol­i­da­ri­età attra­ver­so il con­to cor­rente ban­car­io 12400, aper­to pres­so l’agenzia di Desen­zano I del Ban­co di Brescia.

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