Tanti interventi per la cittadina e per il suo rilancio. La carta delle beauty - farm. Dalla passerella a lago di Fasano ai rischi di urbanizzazione della collina

Gardone in cerca di un nuovo volto

22/03/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Gar­done Riv­iera tra inno­vazione e distruzione.Entro giug­no dovrebbe essere ulti­ma­ta la sis­temazione del por­tic­ci­o­lo di Fasano e com­ple­ta­to il nuo­vo lun­go­la­go o meglio la passerel­la a lago, dal por­tic­ci­o­lo stes­so a Via Por­tiz­zo­lo. L’importo totale delle opere è pre­vis­to nel­la som­ma di sei­cen­to mila euro.L’Amministrazione comu­nale – si legge nel­la pre­mes­sa al prog­et­to – «ha pre­dis­pos­to una sis­temazione gen­erale dell’arredo urbano», com­pren­dente appun­to la real­iz­zazione di una passeg­gia­ta a lago, in con­sid­er­azione del fat­to che la zona è fre­quen­ta­ta dal pas­sag­gio di numerosi tur­isti e con­ta varie attiv­ità (va seg­nala­ta la ristrut­turazione in cor­so dell’Hotel Bel­lar­i­va che dovrebbe diventare un alber­go a quat­tro stelle).E’ sta­to pure prog­et­ta­to il col­lega­men­to del por­tic­ci­o­lo con il lun­go­la­go di Mader­no, già pre­vis­to dalle prece­den­ti ammin­is­trazioni gar­done­si e non real­iz­za­to essendo il trac­cia­to sul ter­ri­to­rio del comune di Toscolano. Sem­bra invece cadu­ta l’ipotesi, osteggia­ta dagli alber­ga­tori, del per­cor­so a lago in direzione di Gar­done Sot­to che sna­tur­erebbe un ambi­ente da tute­lare con rig­ore, oltre a creare grave dan­no a numerose strut­ture alberghiere.Difficoltà, a causa dell’opposizione di alcune par­ti politiche, e di una buona fas­cia del­la popo­lazione, sem­bra­no vi siano inoltre per il prog­et­to ex Esso che prevede l’insediamento di una grande costruzione spec­u­la­ti­va. Si trat­ta di una pos­si­bil­ità in alto mare non essendo sta­to anco­ra pre­sen­ta­to quan­to nec­es­sario per l’approvazione del­la vari­ante al Piano rego­la­tore con rel­a­ti­vo Piano integrato.Gruppi di gar­done­si, anche con let­tere a «Bres­ciaog­gi», han­no espres­so la sper­an­za che la sis­temazione dell’area Esso non cos­ti­tu­is­ca una nuo­va occa­sione per­du­ta, e purtrop­po irripetibile. E han­no boc­cia­to sostanzial­mente la terza ipote­si del prog­et­to, attual­mente bloc­ca­to, che non con­tem­pla la des­ti­nazione «a servizi con­nes­si con il trasporto (stazione auto­li­nee e parcheg­gi) e a locali di pub­bli­ca util­ità (azien­da di tur­is­mo, uffi­cio vig­ili, ecc.), come già prevede­va il Piano rego­la­tore». Inoltre non viene nep­pure con­sid­er­a­ta l’opportunità di trasferirvi l’edicola, ren­den­do così pos­si­bile l’abbattimento dell’attuale brut­ta strut­tura che la ospi­ta e des­ti­nan­do lo spazio libero a parcheg­gio o a gia­rdi­no. Tut­to ciò a con­fer­ma di come l’area ex Esso sia strate­gi­ca per la riqual­i­fi­cazione di Gar­done Sotto.Il prog­et­to, disponi­bile alla visione del pub­bli­co, è di un piano nel tri­an­go­lo fra statale e Via Roma e di due più mansar­da nel­la parte rima­nente, sostanzial­mente tre piani, quat­tordi­ci metri di altez­za. Come è già sta­to reso noto, nell’interrato «dovreb­bero essere rica­vati 50 posti macchi­na e 35 in super­fi­cie in luo­go degli attuali 40 a paga­men­to. In totale su 1800 metri di super­fi­cie dell’area saran­no rica­vati 1800 metri di pavi­men­ti: un’edificazione cioè, pari all’area del­la piaz­za». Man­ca inoltre un prog­et­to per sot­topas­so ver­so Piaz­za Wim­mer e il lun­go­la­go: la real­iz­zazione sarebbe osta­co­la­ta da prob­le­mi tec­ni­ci non meglio pre­cisati, incred­i­bili in un’epoca in cui è sta­to costru­ito il canale sot­to la Man­i­caIn­tan­to non ces­sa il ram­mari­co, da parte di molti, per la dis­truzione del­la col­li­na fra il cimitero e Morgna­ga, urban­iz­za­ta in modo sel­vag­gio. La pri­ma approvazione del­lo sfrut­ta­men­to inten­si­vo del «Pic­co­lo Rigi» – così era noto in epoca mit­teleu­ro­pea –, avvenne il 3 aprile 2002 men­tre gli inse­di­a­men­ti ebbero il via il 6 otto­bre 2004: tut­to, quin­di con l’imprimatur delle Ammin­is­trazioni Baz­zani. E molti si chiedono se stes­sa sorte toc­cherà all’area ex-Luc­chi­ni, alla col­li­na oltre il Vittoriale.Da una parte l’Amministrazione ha dimostra­to sen­si­bil­ità alle istanze di grup­pi come «La rata» di Fasano, real­iz­zan­do l’opportuna passerel­la a lago (un prog­et­to, quel­lo del lun­go­la­go fasanese, già nel piano rego­la­tore di vent’anni fa), men­tre per gli appas­sion­ati delle bisse ha cre­ato il dis­trut­ti­vo depos­i­to fra la Torre San Mar­co e Vil­la Rhu­land, chi­u­den­do uno dei rari sboc­chi a lago del paese. Per con­tro non ha vara­to un piano per il vero svilup­po del tur­is­mo, pro­muoven­do la rinasci­ta di Gar­done Sot­to (del bel­lis­si­mo lun­go­la­go e di Cor­so del­la Repub­bli­ca, in par­ti­co­lare, dove sono più le ser­rande chiuse di quelle aperte), pilotan­do, ad esem­pio con Salò, il ripristi­no dell’area del Rim­balzel­lo sot­to­pos­ta a vin­co­lo (un bene stra­or­di­nario in ver­gog­noso degra­do) in cui, sen­za nul­la dis­trug­gere, sarebbe pos­si­bile ricavare un buon numero di parcheg­gi, utili sia alla Casa di Cura Vil­la Bar­bara­no sia al lun­go­la­go gardonese.Gardone, quin­di, sta cam­bian­do pro­fon­da­mente, e non sem­pre in meglio a causa del sac­cheg­gio del pae­sag­gio, anche da parte dei pri­vati: l’associazione «La rata» ha appe­na denun­ci­a­to alle com­pe­ten­ti autorità lo scem­pio del par­co stori­co dell’Hotel Bel­lar­i­va. Nonos­tante tali episo­di, l’iniziativa pri­va­ta sta trovan­do nuo­vo inter­esse per le strut­ture alberghiere tor­nan­do all’antico con le beau­ty-farm. Si trat­ta di strut­ture che con un’azione coor­di­na­ta pub­bli­co-pri­va­to, potreb­bero rilan­cia­re Gar­done a liv­el­lo europeo come paese del­la bellezza.