La cittadina dell’alto Garda ha sistemato gli sfollati, parte in un residence, parte al Vittoriale, ma restano ancora tanti problemi. Oltre 400mila euro serviranno per il Casinò, altrettanti per la materna

Gardone Riviera si lecca le ferite

27/01/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

In questi giorni tut­ti gli sfol­lati di Gar­done Riv­iera han­no abban­do­na­to gli alberghi, e trova­to una sis­temazione. Chi nel res­i­dence Vil­la Alba, l’ex Euro­tel, alle spalle del cen­tro con­gres­si, chi all’interno del Vit­to­ri­ale, chi in vari appar­ta­men­ti. «In munici­pio — dice il vicesin­da­co Euge­nio Mus­ciot­to — abbi­amo aper­to uno sportel­lo che riceve i con­trat­ti di locazione di breve dura­ta, in dero­ga alle modal­ità sta­bilite dal­la legge sull’equo canone. Suc­ces­si­va­mente noi provve­di­amo a effet­tuare la reg­is­trazione». Per quan­to riguar­da gli edi­fi­ci di pro­pri­età comu­nale, i dan­ni ammon­tano a un mil­ione e mez­zo di euro, inclusi l’imposta sul val­ore aggiun­to, le spese tec­niche e gli impre­visti. Gli impor­ti più con­sis­ten­ti riguardano il Cas­inò (444 mila euro net­ti, sen­za tenere con­to dell’Iva e del resto), la mater­na (400 mila), la chieset­ta del cimitero (130 mila), il palaz­zo munic­i­pale (94 mila), le ex scuole di San Michele (70 mila e 500), il ris­torante «La stal­la» (51 mila), il mon­u­men­to ai cadu­ti (24 mila). «Abbi­amo emes­so un avvi­so invi­tan­do architet­ti, ingeg­neri, ecc. a far­ci per­venire le loro offerte — dice Sal­va­tore Labi­an­ca, il seg­re­tario -. In base al com­pen­so che chieder­an­no, affider­e­mo l’incarico del­la prog­et­tazione. Nel caso di par­celle infe­ri­ori a 100 mila euro, bas­ta dare un’adeguata pub­blic­ità, altri­men­ti occor­rerebbe effet­tuare la lic­i­tazione pri­va­ta». Il Cas­inò e l’asilo sono dunque gli immo­bili più malan­dati. Il pri­mo com­prende il ris­torante e il cin­e­ma, che dal giorno del ter­re­mo­to, il 24 novem­bre, ha smes­so la pro­gram­mazione dei film. Il sec­on­do, pre­siedu­to da Gabriele Peluchet­ti, ha dovu­to trasferire i bam­bi­ni (un’ottantina) nel res­i­dence “Bor­go degli Ulivi”, gesti­to dal­la famiglia Calder­an, i pro­pri­etari di “Vil­la del Sog­no”. L’o­bi­et­ti­vo è di rimanere fino al 1 aprile, pagan­do l’af­fit­to. «L’ing. San­dro For­ti­ni è sta­to incar­i­ca­to di seguire la mes­sa in sicurez­za del fab­bri­ca­to — aggiunge Mus­ciot­to -, e la Costruzione Gen­er­ali di Toscolano Mader­no sta effet­tuan­do i lavori. L’impresa che vin­cerà la gara di appal­to dovrà poi svuotare l’edificio e rimet­ter­lo in ses­to. Con­fidi­amo di rispettare i ter­mi­ni sta­bil­i­ti». Il cen­tro con­gres­si Vil­la Alba, invece, non ha avu­to crepe, ed è già sta­to sis­tem­ato. Altri immo­bili di inter­esse pub­bli­co non sono invece di pro­pri­età del comune. Come il Vit­to­ri­ale, ria­per­to in tem­pi rapi­di, ma che ha bisog­no di un adegua­to restyling, o l’ospedale per car­diopati­ci S.Corona di Fasano (appar­tiene al Civile di Bres­cia, che ha trasfer­i­to i pazi­en­ti a Vil­la Bar­bara­no, una strut­tura pri­va­ta). E poi le chiese, che han­no bisog­no di qua­si due mil­ioni di euro. L’unica a non avere avu­to guai è quel­la di Gar­done Sot­to. Sono invece dis­as­trate Morgna­ga («sem­bra comunque che la Curia voglia inter­venire rap­i­da­mente, e ques­ta è davvero una buona notizia», affer­ma il vicesin­da­co) e Fasano. In quest’ultima local­ità la ha col­lo­ca­to un ten­done per le messe, i funer­ali e le numerose attiv­ità reli­giose. Abitazioni. «Le ordi­nanze di sgombero — aggiunge Mus­ciot­to — han­no riguarda­to 150 nuclei, per un totale di qua­si 250 per­sone. Qual­cuno ha già effet­tua­to le riparazioni, e chiede il ritiro dell’ordinanza. Molte famiglie han­no com­in­ci­a­to a riv­ol­ger­si alle banche, per ottenere finanzi­a­men­ti. La gente aspet­ta inoltre con impazien­za il ripar­to dei fon­di statali e region­ali». Il paga­men­to del­la rata di dicem­bre dell’Ici è sta­to rin­vi­a­to al 28 feb­braio. «La legge con­sente di dimez­zare l’ammontare dell’imposta per il peri­o­do in cui l’appartamento rimane inag­i­bile — con­clude il vicesin­da­co -. Noi siamo inten­zionati a con­cedere l’esonero totale ai res­i­den­ti e ai pro­pri­etari di sec­on­da abitazione cedu­ta in uso a par­en­ti entro il sec­on­do gra­do. L’Anci, da noi inter­pel­la­ta, ci ha det­to che la soluzione è pos­si­bile. Ne ripar­lere­mo in con­siglio comunale».