"Villa Alba? Riprenderemo presto il discorso", assicura il sindaco di Gardone Riviera, Alessandro Bazzani, rispondendo a una interpellanza di Alfredo Mantica, capogruppo del Polo e senatore di An.

Gardone scende in campo in difesa di Villa Alba

02/02/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Vil­la Alba? Ripren­der­e­mo presto il dis­cor­so”, assi­cu­ra il sin­da­co di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani, rispon­den­do a una inter­pel­lan­za di Alfre­do Man­ti­ca, capogrup­po del Polo e sen­a­tore di An. “I pri­vati non han­no ese­gui­to tutte le opere, quin­di sono car­en­ti. Vedremo di chi­ud­ere la ques­tione in tem­pi brevi”.Una sto­ria lun­ga, quel­la del mon­u­men­tale edi­fi­cio costru­ito agli inizi del sec­o­lo dai Lan­gen­siepen, una famiglia di facoltosi indus­tri­ali metalmec­ca­ni­ci tedeschi pro­pri­etari (a Gar­done e a Gavar­do) di 70 mila metri quadri di vivai, che per­me­t­te­vano loro di esportare in Ger­ma­nia e in Aus­tria piante mediter­ra­nee, accli­matate sul Gar­da. La vil­la, a due piani, avrebbe dovu­to essere ispi­ra­ta all’an­ti­ca Gre­cia; tan­to che il prog­et­tista, l’ar­chitet­to Shafer, fu manda­to ad Atene per appro­fondire la conoscen­za degli ordi­ni e dei mod­uli clas­si­ci. Ecco quin­di il par­co, le colonne, le cari­a­ti­di, i fron­toni, le cor­ni­ci, il gia­rdi­no d’in­ver­no cop­er­to da un lucernario, il grup­po mar­moreo delle Gra­zie, poi trasferito.Nel 1916, le pro­pri­età dei tedeschi ven­nero req­ui­site, e la vil­la des­ti­na­ta all’al­log­gio di famiglie di profughi: arriva­vano da Limone, local­ità all­lo­ra al con­fine col ter­ri­to­rio del­l’Im­pero aus­troun­gari­co. Poi acquis­ta­ta dal­la Saf­fa (la fab­bri­ca di fiammiferi la uti­liz­za­va come colo­nia per i figli dei dipen­den­ti), è sta­ta suc­ces­si­va­mente ril­e­va­ta dal Comune, che vi ha ospi­ta­to per molti anni l’Is­ti­tu­to pro­fes­sion­ale alberghiero.Dopo alterne vicende, nel­l’ot­to­bre ’88 si è deciso di affi­dar­la in ges­tione alla Bagagli­no, la soci­età delle vacanze cre­a­ta dal valsab­bi­no Mario Bertel­li, lo stes­so del­la Cen­to­case di Bedi­z­zole e dei vil­lag­gi in Sardeg­na, a Cha­monix e Madon­na di Campiglio. Dura­ta del­la con­ven­zione: 16 anni. Quin­di fino al 31 dicem­bre 2005.Bertelli si impeg­nò “a des­tinare il com­p­lesso ad attiv­ità con­gres­suale, in via pri­or­i­taria e preva­lente, da set­tem­bre a giug­no, e ad alle­stire, nel peri­o­do rima­nente, spet­ta­coli cul­tur­ali e artis­ti­ci, real­iz­zare una scuo­la di for­mazione per il per­son­ale gio­vane da avviare ver­so le nuove forme di ani­mazione tur­is­ti­ca, orga­niz­zare man­i­fes­tazioni attra­ver­so il gemel­lag­gio con Por­to Cer­vo, Venezia e Mar­bel­la, preparare pro­gram­mi tele­vi­sivi e di spet­ta­co­lo per con­to di reti tv”, trasfer­en­do inoltre qui (da Milano) la sede cen­trale del grup­po. Anziché pagare l’af­fit­to di 45 mil­ioni annui, l’im­pren­di­tore avrebbe ese­gui­to una serie di lavori, quan­tifi­cati m 852 milioni.Nel dicem­bre ’96, vis­to che non tutte le opere sta­bilite nelle con­ven­zione era­no state ulti­mate, il Comune incar­icò il geome­tra Bat­tista Gibelli­ni di redi­gere una per­izia, quin­di siglò con la Bagagli­no un pro­to­col­lo di inte­sa per chi­ud­ere la vicen­da. La soci­età si sarebbe insom­ma impeg­na­ta a costru­ire un ascen­sore (per elim­inare le bar­riere architet­toniche) e a col­lo­care un gen­er­a­tore. Spe­sa: 88 mil­ioni e mez­zo. Ma la com­mis­sione edilizia ha suc­ces­si­va­mente boc­cia­to il prog­et­to, che non è più sta­to ripresentato.Mantica ha espres­so critiche sul­la bon­tà del­l’in­tera oper­azione, che avrebbe dovu­to con­tribuire al rilan­cio del tur­is­mo. “E invece il tor­na­con­to è sta­to solo del pri­va­to”, ha com­men­ta­to il sen­a­tore. Baz­zani si è impeg­na­to a trovare una soluzione anche per quan­to riguar­da le fìde­jus­sioni scadute (una di 85, l’al­tra di 400 mil­ioni), stip­u­late dal­la Bagagli­no con “La Vis­con­tea”.

se.za.
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