Serata memorabile sulle colline di Lonato (Bs) dove, otto anni dopo, ha riaperto un simbolo dell'entertainment italiano

Garko e Facchinetti inaugurano il Sesto Senso di Lonato del Garda

27/06/2016 in Attualità
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Di Redazione

Ser­a­ta mem­o­ra­bile al che, otto anni dopo, ha riac­ce­so le sue luci nel­la nuo­va ele­gante loca­tion sulle colline di Lona­to del Garda(Bs). Un’in­au­gu­razione da “sold out” con lunghe file ai can­cel­li ed un ric­co bou­quet di impren­di­tori e vip.

L’onore del taglio del nas­tro è toc­ca­to a Francesco Facchinet­ti, giun­to al Ses­to Sen­so a bor­do del­la sua Rolls Royce, con il cap­pelli­no d’or­di­nan­za e il suo prezio­sis­si­mo orolo­gio Hublot al pol­so: “Sono feli­cis­si­mo di essere qui — ha det­to Dj Francesco — al Ses­to ho trascor­so gran parte del­la mia ado­lescen­za, ma devo dire che oggi questo locale mi sem­bra anco­ra più bel­lo”.

Dopo la mez­zan­otte, scor­ta­to da un impo­nente servizio d’or­dine, è giun­to nel privé anche Gabriel Garko. T‑shirt stile mari­naro, ric­ci­oli ribel­li e occhiali­no alla Clark Kent, l’at­tore più ama­to dalle ital­iane si è intrat­tenu­to in con­solle fino all’al­ba augu­ran­do al Ses­to Sen­so “una sto­ria di suc­ces­si all’al­tez­za del suo glo­rioso pas­sato”.

A fare gli onori di casa uno dei pro­pri­etari, l’in­dus­tri­ale tes­sile Patrick Dal­la­mano: “Abbi­amo lavo­ra­to giorno e notte per rispettare l’in­au­gu­razione del 25 giug­no — ha det­to Dal­la­mano — ma devo dire che ne è val­sa la pena. Oggi il Ses­to Sen­so è mer­av­iglioso, pro­prio come l’ave­va­mo immag­i­na­to”.

Pre­sente al taglio del nas­tro anche Mar­co Amadori, gen­er­al man­ag­er del Pine­ta ed oggi anche del Ses­to: “Iniziamo ques­ta nuo­va avven­tu­ra impren­di­to­ri­ale con grande entu­si­as­mo — ha det­to Amadori — con­vin­ti che questo ter­ri­to­rio mer­i­ti una strut­tura del genere. Da oggi il Lom­bar­do Vene­to ritro­va un sim­bo­lo del­l’en­ter­tain­ment not­turno, dunque l’aus­pi­cio è che il nuo­vo Ses­to Sen­so riscuo­ta lo stes­so suc­ces­so che, fino al 2008, ne ha fat­to un’i­cona del diver­ti­men­to ital­iano”.

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