La celebre rivista tedesca ha dedicato una pagina contro la chiusura alle mountain bike dei sentieri della Busa. Un infuocato articolo di «Bike Magazine» scatena il putiferio

Germania ed Alto Garda ai ferri corti

13/11/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Quan­do gli han­no aper­to sot­to il naso la riv­ista tedesca Pao­lo Zon­ti­ni, ani­ma del Bike Fes­ti­val, ha inizia­to a fumare dal­la rab­bia. Come lui, a poca dis­tan­za, anche l’asses­sore arcense Fab­rizio Miori. Nel numero in edi­co­la «Bike Mag­a­zine», il peri­od­i­co più let­to dai bik­ers ger­mani­ci, ha ded­i­ca­to un’am­pio servizio gior­nal­is­ti­co alla nos­tra Busa. Ma non per elen­car­ne i pre­gi ambi­en­tali, come spes­so in pas­sato. Una pag­i­na e mez­za dai toni forte­mente polemi­ci, con­tro la deci­sione del comune di Arco di chi­ud­ere alle moun­tain bike alcu­ni sen­tieri. In altre parole l’in­vi­to a scegliere, in futuro, altre mete turistiche.Una vera e pro­pria pug­nala­ta alle spalle al povero Zon­ti­ni, che assieme al gior­nale tedesco orga­niz­za il Bike Fes­ti­val, la man­i­fes­tazione per eccel­len­za degli aman­ti delle due ruote a ped­ali. Men­tre lui si prodi­ga ogni anno per alle­stire alla meglio la ker­messe rivana, procu­ran­do a «Bike Mag­a­zine» un indub­bio ritorno d’im­mag­ine ed eco­nom­i­co, la riv­ista ger­man­i­ca gli rema con­tro met­ten­do in cat­ti­va luce l’Al­to Gar­da. Dal­la let­tura del­l’ar­ti­co­lo real­iz­za­to dal capore­dat­tore Welz sca­tur­isce l’idea che in Busa sia in atto una sor­ta di cro­ci­a­ta con­tro i bik­ers, ai quali le ammin­is­trazioni locali, in prim­is quel­la di Arco, han­no deciso di pre­clud­ere la pos­si­bil­ità di sco­raz­zare per i sen­tieri del­la zona. Un servizio gior­nal­is­ti­co (in realtà un’ed­i­to­ri­ale più una pic­co­la inter­vista all’asses­sore Miori) che cer­ta­mente non invoglia il bik­er di turno ad orga­niz­zare le prossime ferie sul . L’ar­ti­co­lo trae ispi­razione dal­l’ac­ce­so dibat­ti­to che da qualche set­ti­mana sta ani­man­do il forum su Inter­net ded­i­ca­to agli aman­ti delle moun­tain bike (www.bike-board.net) e pun­go­la­to da un cer­to Mar­co Tonio­lo, ital­iano res­i­dente in Ger­ma­nia, col­lab­o­ra­tore del­la riv­ista Bike Mag­a­zine e grande oppos­i­tore del­la chiusura dei sen­tieri effe­t­u­a­ta dal comune di Arco e nel­la fat­tispecie dal­l’asses­sore Miori. «Una scelta — tor­na a spie­gare l’asses­sore — che ha coin­volto sola­mente un paio di sen­tieri ed obbli­ga­ta, per con­sen­tire agli addet­ti del­la Provin­cia, impeg­nati in opere di manuten­zione e riqual­i­fi­cazione, di lavo­rare in sicurez­za, sen­za il peri­co­lo di ved­er­si investi­ti da grup­pi di bik­ers. Occorre, poi, sta­bilire delle regole affinchè si pos­sa “con­vi­vere” sen­za prob­le­mi nei nos­tri boschi, sui nos­tri sen­tieri. Ad ogni modo siamo cer­ti che i tedeschi non la pen­sano come gli autori di questo servizio gior­nal­is­ti­co». «Ho par­la­to con la respon­s­abile del­la tes­ta­ta — spie­ga Zon­ti­ni — la quale si è det­ta dispiaci­u­ta del­l’ac­cadu­to, assi­cu­ran­do­mi che sul prossi­mo numero ci sarà lo spazio per ret­ti­fiche e scuse. Voglio con­sid­er­ar­lo un inci­dente di per­cor­so, grave ma nul­la di più». Anche se il dub­bio che vi sia qual­cuno, dietro, che muove le pedine per provo­care appos­ta un dan­no d’im­mag­ine (ed eco­nom­i­co) all’Al­to Gar­da rimane.

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