Da tempo la legge Bassanini ha deciso di trasferire le competenze agli enti locali, ma fino ad oggi si è fatto poco

Gestione dei porti. Si naviga nella giungla

Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Sul Gar­da è nec­es­sario uni­for­mare in tem­pi bre­vi la ges­tione dei por­ti e le nor­ma­tive che regolano la e l’uso del demanio lacuale. Lo esige la neces­sità di sal­va­guardare questo gioiel­lo del­la natu­ra e la sicurez­za di chi lo nav­i­ga. La , che è pre­sente con un pro­prio stand al 40° salone inter­nazionale del­la nau­ti­ca di Gen­o­va (fino al 22 otto­bre), in più occa­sioni ha sol­lecita­to gli enti com­pe­ten­ti affinché ven­ga risol­ta defin­i­ti­va­mente ques­ta annosa ques­tione. La legge Bas­sani­ni, già da tem­po, ha sanci­to il trasfer­i­men­to di com­pe­ten­ze anche in mate­ria di por­tu­al­ità agli enti locali. Da qui nasce la neces­sità di coor­dinare questo pas­sag­gio epocale. È ovvio che di pun­to in bian­co i Comu­ni non abbiano i mezzi e gli stru­men­ti per far fronte anche a ques­ta incomben­za. Per for­tu­na però sul Gar­da in qua­si tut­ti i pae­si c’è un cir­co­lo veli­co. Ciò sig­nifi­ca, al di là dell’aspetto sporti­vo, anche un pat­ri­mo­nio di conoscen­za e di com­pe­ten­za nau­ti­ca di notevoli pro­porzioni. Queste asso­ci­azioni sportive sono rad­i­cate sul ter­ri­to­rio, inoltre non han­no final­ità di lucro e sono gestite da appas­sion­ati di prova­ta espe­rien­za. A queste garanzie si aggiun­gono le facil­i­tazioni buro­crati­co-giuridiche che sem­pli­f­i­cano i rap­por­ti con le pub­bliche ammin­is­trazioni. Un esem­pio per tut­ti: la Fraglia vela Desen­zano che gestisce da anni il por­to Mara­tona del­la cap­i­tale del Bas­so Gar­da bres­ciano. Ciò va nel seg­no dell’integrazione e dell’ottimizzazione delle risorse tra enti pub­bli­ci, in questo caso i Comu­ni e sogget­ti pri­vati, i cir­coli nau­ti­ci. Su ques­ta base quin­di è pos­si­bile cos­ti­tuire soci­età di ges­tione miste. In quest’ambito la Comu­nità del Gar­da, che ha sede a Gar­done Riv­iera, svolge il ruo­lo di coor­di­na­tore ovvero di autorità inter­re­gionale. Intan­to però la nuo­va legge sul­la nav­igazione del Gar­da, che deve essere approva­ta da Lom­bar­dia, Vene­to e provin­cia autono­ma di Tren­to è anco­ra una chimera, l’ultima ver­sione, per­al­tro non rat­i­fi­ca­ta con­giun­ta­mente da Venezia, e Tren­to, risale al 1983. E pen­sare che ques­ta nor­ma prevede che i rap­p­re­sen­tan­ti delle due Regioni e delle province inter­es­sate per la dis­ci­plina del­la nav­igazione sul Gar­da si deb­bano riu­nire almeno una vol­ta l’anno pri­ma del 30 novem­bre. Ma le «anom­alie» non finis­cono qui; la Lom­bar­dia ha già di fat­to appli­ca­to i det­ta­mi del­la legge Bas­sani­ni per la ges­tione dei por­ti. La Provin­cia di Tren­to e il Vene­to invece anco­ra no. È aus­pi­ca­bile che su questo fronte agis­ca come forza propul­si­va e propos­i­ti­va oltre alla Comu­nità del Gar­da, che èpre­sente con un pro­prio stand al 40° salone inter­nazionale del­la nau­ti­ca di Gen­o­va, anche l’Unione di nav­igazione inter­na ital­iana (Unii) che ha sede a Venezia e che fino a qualche mese fa è sta­to pre­siedu­to dall’ex asses­sore regionale ai trasporti Raf­faele Baz­zoni. Questo ente, ai più sconosci­u­to, è sta­to cos­ti­tu­ito nel 1999. L’Unii è com­pos­ta da rap­p­re­sen­tan­ti di Regioni, Comu­ni, Province, Camere di com­mer­cio, aziende por­tu­ali, con­sorzi di svilup­po indus­tri­ale e aziende pri­vate inter­es­sati alla nav­igazione in acque interne. Tra le diverse ditte che han­no ader­i­to all’Unii c’è anche la Scalig­era Verone­si. L’Unii ha tra i suoi scopi quel­lo di uni­for­mare le pro­ce­dure buro­cratiche e ammin­is­tra­tive e di favorire anche sul piano leg­isla­ti­vo i rap­por­ti tra gli enti locali, ispet­torati di por­to, uffi­ci di nav­igazione ed enti portuali.