L’assessore provinciale Coletto sull’emergenza idrica: «C’è un accordo già sottoscritto da Brescia e Mantova»

«Gestione unica, manca il sì di Trento»

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

L’allarme è serio anche se poi non a liv­el­lo di quan­to denun­ci­a­to con impru­den­za dai quo­tid­i­ani nazion­ali. La per­du­rante sic­c­ità, l’assenza di pre­cip­i­tazioni piovose e l’uscita d’acqua dal­la diga di Salionze (48 metri cubi d’acqua al sec­on­do) per irri­gare i ter­reni man­to­vani sono i fat­tori che di fat­to stan­no lenta­mente abbas­san­do le acque del più grande lago d’Italia. Ieri il Gar­da era a quo­ta 61 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera, un’altezza decisa­mente infe­ri­ore alla media degli anni prece­den­ti quan­do si attes­ta­va ben sopra i 90 centimetri.Un quadro decisa­mente poco idil­li­a­co soprat­tut­to in con­sid­er­azione che in mon­tagna non esistono ris­erve d’acqua vista l’assenza di neve durante l’inverno. E come sem­pre quan­do la situ­azione arri­va al lim­ite del col­las­so si spre­cano le dichiarazioni, le riu­nioni e le gri­da d’allarme. Rimane da capire per­ché in tut­ti questi anni, non è da oggi che con l’arrivo del­la sta­gione cal­da esplode il prob­le­ma del­la sic­c­ità, la polit­i­ca non abbia mai seri­amente provve­du­to sul Gar­da a trovare soluzioni idonee ad antic­i­pare i prob­le­mi idri­ci. E allo­ra via con le solite richi­este di ridurre l’uscita dell’acqua (la legge Gal­li prevede che nel­la scala di pri­or­ità l’utilizzo sia pri­ma per l’agricoltura e poi per l’industria del tur­is­mo), di costru­ire invasi a valle e di rivedere i sis­te­mi d’irrigazioni nel man­to­vano. Parole, parole parole che si scon­tra­no con­tro la buro­crazia e la divi­sione ammin­is­tra­ti­va del . A onore di chiarez­za va ricorda­to che il gestore uni­co delle acque del Gar­da è al momen­to l’Aipo, l’agenzia inter­re­gionale per il fiume Po, che ha il com­pi­to di sovrin­ten­dere il deflus­so dal­la diga di Salionze, edi­fi­cio rego­la­tore del Bena­co costru­ito nel 1950 in local­ità Valsec­ca nel ter­ri­to­rio del Comune di Pon­ti. Aipo agisce di con­cer­to con il con­sorzio del Min­cio e la .L’emergenza idri­ca sta ovvi­a­mente a cuore anche alla Provin­cia di Verona. In una nota dif­fusa dall’ufficio stam­pa dell’ente scaligero l’assessore all’ambiente Luca Colet­to tiene a sot­to­lin­eare l’impegno del­la Provin­cia di Verona nel com­bat­tere la sic­c­ità. «Da set­tem­bre scor­so sti­amo lavo­ran­do con le Province di Bres­cia e Man­to­va», spie­ga, «abbi­amo scrit­to un accor­do per la ges­tione uni­taria delle acque del Gar­da e per arrivare ad una ver­i­fi­ca gen­erale delle con­ces­sioni idriche rilas­ci­ate 40 anni fa e le val­u­tazioni sui tipi di col­ture. Il pro­to­col­lo è pron­to, per la fir­ma uffi­ciale sti­amo cer­can­do di coin­vol­gere anche la Provin­cia di Tren­to». L’impegno del­la Provin­cia per difend­ere le acque del lago è par­ti­to già a set­tem­bre 2005 quan­do ci fu l’audizione nel­la XIII com­mis­sione del Sen­a­to per isti­tuire un’autorità uni­ca di ges­tione che sos­ti­tu­is­ca l’attuale situ­azione a tre: Provin­cia autono­ma di Tren­to, e .L’audizione degli asses­sori provin­ciali ave­va dato esi­to pos­i­ti­vo e la com­mis­sione dei sen­a­tori si espresse a favore dell’istituzione di un ente uni­co di sal­va­guardia. L’allora min­istro all’ambiente, Altero Mat­te­oli, boc­ciò invece la proposta.«Noi non abban­do­niamo l’idea e cer­chi­amo di real­iz­zarla nei fat­ti, con l’accordo di pro­gram­ma», con­clude l’assessore Colet­to. Dal can­to suo la Comu­nità del Gar­da ha con­vo­ca­to un incon­tro tec­ni­co-oper­a­ti­vo per ven­erdì alle 10 nel­la sede del­la Comu­nità a Gar­done Riv­iera: appun­ta­men­to volto non solo a definire col­le­gial­mente le più idonee inizia­tive per fron­teggia­re l’emergenza attuale, ma anche al fine di porre conc­re­ta­mente in essere prog­et­ti strut­turali per il futuro. Attorno allo stes­so tavo­lo sieder­an­no i sogget­ti inter­es­sati di monte, valle e riv­ieraschi (Provin­cia Autono­ma di Tren­to, Autorità di Baci­no del Po, Agen­zia inter­re­gionale per il Fiume Po, sin­daci riv­ieraschi, Con­sorzio del Min­cio), allo scopo di trovare soluzioni con­di­vise e realizzabili.