Il presidente Ciampi ha conferito il titolo al paese che ha superato i 15 mila abitanti. E’ al sesto posto nella graduatoria provinciale

Ghedi è diventata «città».

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Di Luca Delpozzo
Milena Moneta

Ghe­di — Là dove c’era l’erba ora c’è una cit­tà… Gli abi­tan­ti di Ghe­di, cen­tro del­la Bas­sa di lun­ga tradizione agri­co­la, han­no trova­to sot­to l’albero di il tito­lo di cit­ta­di­ni. Glielo ha con­fer­i­to il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Car­lo Azeglio Ciampi, che pro­prio alla vig­ilia di Natale ha fir­ma­to il decre­to che con­fer­ma il tito­lo di «cit­tà» per la grande comu­nità del­la Bas­sa ori­en­tale. Qualche giorno pri­ma un tito­lo sim­i­le era sta­to riconosci­u­to a Travaglia­to. L’idea era sta­ta accarez­za­ta da tem­po dagli ammin­is­tra­tori locali, fin dal­la prece­dente leg­is­latu­ra. Tut­tavia l’iter per ottenere il pro­nun­ci­a­men­to è sta­to avvi­a­to solo recen­te­mente. Che cosa han­no mes­so sul piat­to i cit­ta­di­ni di Ghe­di per pot­er aspi­rare al tito­lo onori­fi­co? Innanz­i­tut­to l’aver super­a­to da tem­po i 15 mila res­i­den­ti, cifra che col­lo­ca il paese di Ghe­di al ses­to pos­to nel­la grad­u­a­to­ria dei pae­si più abi­tati del­la Provin­cia di Bres­cia. Inoltre il ter­ri­to­rio comu­nale ospi­ta un’ aer­obase, costru­i­ta alla vig­ilia del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale per la nascente avi­azione mil­itare ital­iana, oggi base mil­itare di impor­tan­za strate­gi­ca inter­nazionale, sede del pres­ti­gioso Ses­to Stor­mo dei Diavoli Rossi. Il paese è dota­to anche di numerosi servizi: acque­dot­to e fog­na­ture, dis­tret­to san­i­tario e di una for­ni­ta e attivis­si­ma , con annes­so Servizio Infor­ma­gio­vani, scuole, dall’asilo nido fino a quelle supe­ri­ori, che com­pren­dono il liceo sci­en­tifi­co con diver­si ind­i­rizzi. A Ghe­di ci sono anco­ra tre far­ma­cie comu­nali e cinque banche, un macel­lo pub­bli­co di impor­tan­za sovra­co­mu­nale. Numerose sul ter­ri­to­rio comu­nale anche le strut­ture sportive. Il cen­tro di via Olimpia com­prende infat­ti un palazzet­to, cinque campi da ten­nis, di cui due cop­er­ti, un boc­cio­dro­mo, con annes­so cen­tro ris­toro, e soprat­tut­to le piscine cop­erte. E anco­ra diver­si campi di cal­cio, in erba e ter­ra bat­tuta con tri­bune cop­erte, com­ple­tano il cen­tro; ma altre strut­ture sportive si trovano anche in via Vol­ta e pres­so il quartiere Belvedere. I trasporti sono garan­ti­ti, oltre che da un servizio pub­bli­co di cor­riere, anche dal­la stazione fer­roviaria (la lin­ea è quel­la che unisce Bres­cia a Par­ma). Numerosi gli inse­di­a­men­ti indus­tri­ali e le attiv­ità arti­gianali. Insom­ma c’era più di un moti­vo per indurre il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca ad accogliere la richi­es­ta, pas­sa­ta attra­ver­so l’approvazione di un Con­siglio comu­nale, e ad apporre la pro­pria fir­ma al decre­to. Che è sta­to siglato pro­prio il 24 di dicem­bre. La popo­lazione di Ghe­di negli ulti­mi 30 anni è pas­sa­ta da 11.622 abi­tan­ti nel 1971 agli attuali 15.548, con una cresci­ta del 33,78%. Tra i Comu­ni vici­ni a Mon­tichiari solo Cal­ci­na­to ha avu­to una cresci­ta per­centual­mente supe­ri­ore (43,69%). Nelle ammin­is­tra­tive del 2004 il Comune di Ghe­di passerà quin­di al sis­tema del doppio turno, dopo Mon­tichiari, Palaz­zo­lo, Lumez­zane, Chiari e Desenzano.

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