Il Comune è «custode»

Giardino dell’ex carcere

Di Luca Delpozzo
G.B

In atte­sa di conoscere il futuro defin­i­ti­vo uti­liz­zo dei beni dema­niali pre­sen­ti all’in­ter­no del cen­tro stori­co di Peschiera, l’am­min­is­trazione comu­nale ha ottenu­to dal­la fil­iale di Venezia del­l’A­gen­zia del Demanio «la cus­to­dia tem­po­ranea, dal 1° mag­gio al 31 dicem­bre, e la con­seguente manuten­zione ordi­nar­ia del­l’in­tero par­co ret­rostante l’ex carcere militare».«Avevamo invi­a­to la richi­es­ta a Venezia il 21 aprile. La fil­iale del Demanio», spie­ga il sin­da­co Chin­car­i­ni, «ave­va espres­so disponi­bil­ità all’af­fi­da­men­to durante un ennes­i­mo sopral­lu­o­go nei giorni suc­ces­sivi alla con­seg­na dei lavori di demolizione del­la recinzione e ria­dat­ta­men­to a zona pedonale del­l’area anti­s­tante l’ex carcere mil­itare». Il sin­da­co si dice «sin­ce­ra­mente sod­dis­fat­to del­la rispos­ta. Risul­ta­to che dimostra come il nos­tro deside­rio di val­oriz­zazione e riap­pro­pri­azione di spazi impor­tan­ti del cen­tro stori­co sia sta­to com­pre­so del­l’A­gen­zia del Demanio». Per Chin­car­i­ni «è un tas­sel­lo in più, un fat­to ogget­ti­vo che aiu­ta a sper­are in tem­pi rapi­di per la fir­ma del pro­to­col­lo d’in­te­sa (ora al vaglio del­la direzione di Roma del­l’A­gen­zia del Demanio) sulle pro­ce­dure per la val­oriz­zazione dei beni dema­niali dismes­si dal­l’am­min­is­trazione militare».Una vol­ta siglato il pro­to­col­lo «non ci sarà più spazio», sot­to­lin­ea il sin­da­co, «per le fan­tasie spes­so in malafede di chi si con­sid­era, a tor­to, esclu­so. Le scelte con­di­vise dal­lo Sta­to e dal Comune saran­no la base conc­re­ta su cui avviare con trasparen­za e respon­s­abil­ità un con­fron­to serio e costruttivo».Per Chin­car­i­ni, in relazione alla cus­to­dia del gia­rdi­no del­l’ex carcere mil­itare, c’ è l’aus­pi­cio di orga­niz­zare, come nel 1993 per la Caser­ma Cac­cia­tori, una gior­na­ta di pulizia, coin­vol­gen­do le asso­ci­azioni. «Dal sovra­cam­mi­na­men­to del­l’area, uti­liz­za­to un tem­po dalle guardie carcer­arie», con­clude, «si gode una stra­or­di­nar­ia vista del Min­cio e del ter­ri­to­rio».