Febbraio 2012
Quando sento parlare di “regione del lago di Garda” mi si apre il cuore. Questo perché da sempre, da quando mi occupo di giornalismo gardesano, ho avuto una visione complessiva della realtà gardesana senza confini e senza barriere. Spesso amo ricordare che i pesci non portano targhe rendendo quindi uniche le acque del nostro Garda.
Anche noi potremmo abbandonare, nel comunicare, la dizione “provincialistica” rendendoci una popolazione unica.
Due situazioni presentate recentemente a livello interprovinciale mi danno la soddisfazione di vedere questa volontà ampliarsi, prendere la direzione giusta. All’interno di questo numero ne parliamo in maniera più approfondita. Vi anticipo che si tratta delle piste ciclopedonali, che entro i prossimi mesi andranno a completarsi e ad ampliare la parte occidentale ‘ciclabile’ del Garda collegandosi con le piste della sponda orientale e con quella oramai storica, il tracciato Peschiera-Mantova. Non dimentichiamo la famosa, e purtroppo dismessa linea ferroviaria, e il relativo collegamento Mantova-Peschiera-Brescia. Ve lo ricordate? Con la “littorina Mantuana” soppressa nel 1967.
Sempre a livello provinciale, si lavora anche all’idea della “Fiera del Garda”, intesa come momento promozionale itinerante nell’area gardesana. L’evento si presenta un motivo di particolare interesse sia per gli stessi gardesani che per “l’industria del forestiero”. Io stesso, assistendo direttamente e diffondendone le interviste attraverso la “nostra” rubrica televisiva “Gardanotizie” in onda settimanalmente su Rtb e su Punto Sat, oltre che su Youtube, sento e vedo finalmente una volontà sincera negli intenti di assessori provinciali di arrivare a una gestione unitaria di uno dei più belli e meravigliosi posti al mondo, che Dio ci ha donato.
Luigi Del Pozzo
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