Gienne Gienne Gennaio 2017

Ho avu­to la for­tu­na nei giorni scor­si di pot­er recu­per­are una copia del vol­ume ded­i­ca­to ai 140 anni del Cor­riere del­la Sera. Oltre 500 pagine, che ovvi­a­mente non ho anco­ra lette tutte, ma che già dall’inizio mi han­no por­ta­to a pen­sare alla mia vita di gior­nal­is­mo con i suoi alti e bassi, ma sem­pre ded­i­ca­ta a cer­care e rac­con­tare la ver­ità dei fat­ti. Al “Cor­rierone” ho col­lab­o­ra­to con cor­rispon­den­ze, per la pag­i­na del­la Lom­bar­dia, a volte anche nel nazionale, qua­si quo­tid­i­ana dalle sponde garde­sane per cir­ca quat­tro anni. Ma pen­san­do appun­to al mio impeg­no gior­nal­is­ti­co non ho mai dimen­ti­ca­to il per­ché del mio avvic­i­na­men­to al mon­do del gior­nal­is­mo, vis­to che di mestiere face­vo il fotografo. Legge­vo allo­ra i gior­nali e segui­vo i tele­gior­nali e spes­so mi ram­mar­i­ca­vo nel non leg­gere o sen­tire notizie, a mio avvi­so impor­tan­ti, legate alla realtà garde­sana. Ecco che iniziai a “protestare” pres­so le varie redazioni per le man­canze garde­sane pro­po­nen­do notizie che poi veni­vano recepite dalle varie tes­tate gior­nal­is­tiche a cui ho via via presta­to la mia col­lab­o­razione. Così dal Bres­ciaog­gi al Gior­nale di Bres­cia, al Cor­riere del­la Sera, alla Notte (alle 5 del mat­ti­no in pie­di per dettare l’articolo!) fino all’Avvenire e per cir­ca 13 anni “infor­ma­tore” dell’Agenzia Ansa. Poi in tele­vi­sione con Tel­egar­da pri­ma e Rete­Bres­cia poi. Insom­ma il lago di Gar­da era, e lo è tut­to­ra, nel mio cuore e vole­vo che anche ad altri entrasse nel cuore.
Sec­on­do me, allo­ra, il lago di Gar­da sep­pur fos­se il più grande lago ital­iano, era ritenu­to dalle varie redazioni come una Cener­en­to­la del ter­ri­to­rio nazionale e regionale. Dis­tante da Milano come da Venezia o da Roma, ma anche da Tren­to e da Man­to­va. Il Gar­da dove­va entrare di più, a mio avvi­so, nel­la cor­rispon­den­za nazionale, dove­va essere pro­tag­o­nista nel bene e nel male. La sua “Indus­tria del forestiero” era in costante espan­sione: per­ché il lago di Gar­da era più ama­to dagli stranieri, dai tur­isti, che dagli stes­si ital­iani!
E dopo il mio viag­gia­re per redazioni, dopo un peri­o­do cosid­det­to sab­bati­co, ho deciso gra­zie anche alla disponi­bil­ità del mio edi­tore, nonché mio figlio, di dare vita con lui a questo men­sile a cui inten­do, finché le forze fisiche ed eco­nomiche me lo con­sen­ti­ran­no, dare tut­ta la mia disponi­bil­ità. Tra poco fes­tegger­e­mo la 100° edi­zione, non un tra­guar­do ma l’impegno a pros­eguire, sem­pre insieme a voi!
Buone feste e buon anno a tut­ti, cari let­tori!

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