Gienne Gienne Maggio 2017

Lago di Gar­da non solo bellezze pae­sag­gis­tiche e scrig­no di cul­tura, ma anche Gar­da vini­co­lo. Da poco archivi­a­to Vini­taly, 51es­i­ma edi­zione, sulle sponde garde­sane si tor­na a par­lare di vino, e lo si fa con una delle più tradizion­ali “feste del vino” che vede pro­tag­o­nista il pic­co­lo cen­tro urbano di Polpe­nazze e che com­pie quest’anno i 68 anni: la “Fiera del vino”.
Un appun­ta­men­to clas­si­co e, in qualche modo ele­gante, che da anni ha abban­do­na­to l’etichetta delle gran­di bevute per indos­sare invece quel­la del­la qual­ità e del­la pro­fes­sion­al­ità. Non per nul­la il Min­is­tero delle Politiche Agri­cole gli ha riconosci­u­to la qual­i­fi­ca per il “Con­cor­so eno­logi­co nazionale Valtè­ne­si – Gar­da Clas­si­co”.
Ma poi il vino garde­sano sarà anco­ra pro­tag­o­nista di numerosi even­ti: a Bar­dolino, a San Mar­ti­no del­la Battaglia con la “Fes­ta del vino” e infine a Pueg­na­go, dopo esser­lo sta­to a Moni­ga del Gar­da nel “Tro­feo Mol­men­ti” in “Italia in Rosa”.
Purtrop­po però è da seg­nalare anche la triste situ­azione venu­tasi a creare in Valtè­ne­si e in Lugana, ma anche in Vene­to ed in altre local­ità, dove a causa dell’inaspettata gela­ta di pri­mav­era mol­ta pro­duzione è anda­ta irri­me­di­a­bil­mente per­du­ta.
Mi corre l’obbligo di sot­to­lin­eare, aven­dola vis­su­ta diret­ta­mente, la com­postez­za e sig­no­ril­ità avu­ta da alcu­ni colti­va­tori che, nell’apprendere la dram­mat­i­ca situ­azione di parte dei loro vigneti, non si sono las­ciati andare in sce­nate di dis­per­azione, ma con rasseg­nazione han­no ammes­so: “questo è il ris­chio del nos­tro lavoro in cam­pagna!”.
Per l’industria del forestiero, invece, pos­i­tive le prove gen­er­ali di Pasqua e dei due pon­ti suc­ces­sivi, in vista del­la immi­nente sta­gione tur­is­ti­ca 2017. Un afflus­so eccezionale di tur­isti che ha inva­so prati­ca­mente tut­to il ter­ri­to­rio garde­sano facen­do così ben sper­are per l’andamento tur­is­ti­co esti­vo. Anco­ra una vol­ta, però, non dob­bi­amo dimen­ti­care il pas­sato con i suoi alti e bassi: le pre­sen­ze tur­is­tiche, nonos­tante la situ­azione eco­nom­i­ca stag­nante, fan­no seg­nare sul Gar­da seg­ni pos­i­tivi, ma non approf­itti­a­mone! Memen­to gente, memen­to!

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