Gienne Gienne Novembre 2017

Roberto Maroni, governatore della Lombardia, dopo il referendum chiederà la “Regione speciale”. Pressappoco anche Luca Zaia, Veneto, farà la stessa cosa; ma noi gardesani la nostra Regione speciale l’abbiamo già da decenni se non da secoli.
Ora a livello interregionale ben vengano le richieste che i governatori regionali avanzeranno al Governo centrale. Di certo a noi, del lago di Garda, non potranno che portare ulteriori benefici e, soprattutto metterci al livello istituzionale e amministrativo dell’altra regione, a statuto speciale che è il trentino.
Ho chiesto ad Aventino Frau di fare il suo punto di vista su questi scenari che si apriranno nel breve termine, e trovate il suo scritto all’interno di questo numero.
Io continuo invece a far confronti e raffronti sulla nostra realtà lacustre.
Penso che tutti noi abbiamo fatto almeno una volta il giro del lago in automobile. Bene! Lago meraviglioso, panorami spesso mozzafiato, ristoranti e accoglienza eccezionale (a proposito sembra che quest’anno le presenze superino i 27 milioni!), alberghi e campeggi pieni, ciclisti da tutte le parti, ma poi quando dalle sponde venete e bresciane (che brutte queste divisioni!) si arriva al confine col Trentino si nota un netto contrasto, una diversa realtà con i nostri ambienti. Strade meglio curate e più pulite, vegetazione meglio mantenuta, gallerie luminose e ben tenute. Insomma non si può non fare caso.
Certo, i trentini con il loro statuto speciale hanno più soldi pubblici di noi. E se noi lombardi e veneti avessimo una maggior disponibilità economica e finanziaria pubblica certamente potremmo arrivare a pareggiare la situazione gardesana e trentina, e allora anche la nostra Regione, quella del Garda, sarà una regione speciale.
Lo stesso Maroni, in un’intervista a margine dei risultati referendari ebbe modo di sottolinearlo, dopo aver ricordato la presenza al seggio elettorale di Desenzano di una persona di 102 anni. Ha portato l’esempio della divisione e del contrasto con le realtà regionali proprio il lago di Garda e le sue regioni di appartenenza sottolineando la differenza con il territorio trentino.
Ora la stagione turistica, nonostante il termometro a fine ottobre faccia ancora segnare temperature oltre i 22 gradi, è conclusa, gli addetti al settore e i rivieraschi s’incontrano e tirano le somme, si pensa già alla prossima edizione, quella del 2018, con prospettive di ulteriori e innovativi interventi a sostegno dell’Industria del forestiero, proiettata verso quota 30 milioni di presenze, persone che hanno scelto di trascorrere le loro vacanze qui, sul lago di Garda!
Ad maiora!

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