Maggio 2014

Gienne_Maggio_2014Ecco­mi qua, impeg­na­to in questo mio con­tat­to-pen­siero con voi, cari let­tori. “Hai scrit­to il tuo edi­to­ri­ale?” mi si chiede di con­tin­uo fino a pochissi­mi giorni pri­ma del­la chiusura di GN. “Anco­ra no!” rispon­do anche per­ché devo dire, è dif­fi­cile rac­con­tare qual­cosa che sia poi pos­si­bil­mente con­di­vi­so da chi mi legge, con­cen­tra­to in poche righe. Ma il mio cuore gior­nal­is­ti­co è, e rimane, lega­to al mio, al nos­tro lago. Una regione lega­ta al tur­is­mo e ai suoi derivati, tut­to ruo­ta attorno a ques­ta indus­tria del forestiero che da decen­ni rego­la la nos­tra vita, le nos­tre abi­tu­di­ni, i nos­tri sen­ti­men­ti. Da aprile a fine set­tem­bre nes­suno si muove da qui, la sta­gione è in atto e bisogna coglier­la sino al suo ulti­mo respiro. Poi si inizia a pen­sare alla prossi­ma, agli inter­ven­ti, alle nuove inizia­tive, alla pro­mozione, alle miglior­ie e, per­ché no, anche ad alcu­ni giorni di mer­i­ta­to riposo. Ma sem­pre pen­san­do alla “prossi­ma sta­gione!”. Qua­si una malat­tia che, forse, per i non addet­ti ai lavori è dif­fi­cile capire. Ma quan­do ci sei den­tro non te ne accor­gi e con­tinui nel cam­mi­no fino a che le forze te lo con­sentono. Cer­to, il dono che ci è sta­to dato di vivere in questo ter­ri­to­rio, in questo ambi­ente, è grande e forse anche invidi­a­bile. Quan­do ti sveg­li al mat­ti­no e apri gli occhi sul Gar­da ti sen­ti ogni giorno rinascere. Purtrop­po spes­so ci dimen­tichi­amo di ringraziare Colui che ci ha regala­to ques­ta oppor­tu­nità. Non dovrem­mo mai scor­darce­lo. Ma la fre­n­e­sia del­la vita quo­tid­i­ana, del lavoro, degli impeg­ni, ce lo fa dimen­ti­care riman­dan­do il tut­to “alla prossi­ma sta­gione!”. Al prossi­mo numero di “GN”.

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Lui­gi Del Pozzo



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