Organizzatore il Lions club San Vigilio che partecipa all’addestramento dei cuccioli a Lambiate. Il centro prepara 46 animali all’anno, sono 97 i non vedenti in lista d’attesa

Giornata a sostegno dei cani guida per ciechi

25/06/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Tut­to il bel­lo e l’utilità dell’avere un cane: è ques­ta la sin­te­si del­la gior­na­ta ded­i­ca­ta ai cani e al loro rap­por­to con l’uomo pro­mossa dal Lions club di San Vig­ilio, con il patrocinio del comune di Gar­da. Sul lun­go­la­go del­la cit­tad­i­na lacus­tre sono sta­ti allesti­ti gli stand che han­no ospi­ta­to le diverse asso­ci­azioni e isti­tuzioni che han­no pre­so parte all’iniziativa: il nucleo cinofi­lo Ana.; servizio cinofi­lo antidro­ga del cor­po di polizia pen­iten­ziaria di Verona; cir­co­lo cinofi­lo Ca’ del Sol di Lazise; cen­tro Pow­er dog di Verona; servizio nazionale cani gui­da per ciechi di Lam­bi­ate (Mi) fonda­to nel 1962 dai Lions club ital­iani. Tut­ti han­no avu­to modo di dare dimostrazione del­la pro­pria attiv­ità: dal­la ricer­ca di per­sone al sal­va­men­to in acqua, dall’individuazione delle sostanze stu­pe­facen­ti all’esibizione di agilità, fino agli approc­ci educa­tivi per arrivare a una cor­ret­ta comu­ni­cazione tra pro­pri­etario e cane. «Noi dici­amo cane edu­ca­to pro­pri­etario for­tu­na­to e sono, purtrop­po, gli episo­di di cronaca a con­fer­mare le dif­fi­coltà di ges­tione del rap­por­to uomo cane», dice Mar­cel­lo Cotug­no, del Cir­co­lo Cà del sol. «L’errore è por­si il prob­le­ma solo quan­do c’è qual­cuno che è sta­to mor­so. Enti ed isti­tuzioni pub­bliche dovreb­bero, invece, essere le prime a con­tribuire a una sen­si­bil­ità che anco­ra man­ca: edu­care oggi è il solo modo per pre­venire ed evitare prob­le­mi domani. L’auspicio è che anche gior­nate come ques­ta con­tribuis­cano a dif­fondere una cul­tura più cor­ret­ta in tal sen­so». Una cul­tura che vede nel­la preparazione di cani gui­da per ciechi una delle sue final­ità sociali più tan­gi­bili. Lam­bi­ate, in provin­cia di , ospi­ta un cen­tro nazionale di rifer­i­men­to, fonda­to su inizia­ti­va dei Lions club ital­iani nel 1959. Nel 1962 è usci­to da lì il pri­mo cane con­seg­na­to a una per­sona non vedente. «Il pri­mo per­ché quel­lo con il numero uno di matri­co­la. Oggi quel reg­istro è al numero 1604. Anche pen­san­do a per­sone che han­no avu­to più di un cane, per­ché questi ani­mali vivono ovvi­a­mente meno degli uomi­ni, si può dire che almeno 1500 non veden­ti han­no avu­to a fian­co un cane gui­da gra­zie ai Lions», spie­ga Rober­to Monguzzi, con­sigliere del servizio nazionale cani gui­da dei Lions. «For­mare un cane gui­da cos­ta 11mila euro; va da sé che chi lo riceve non deve pagare nul­la. Noi alle­vi­amo i cuc­ci­oli, che iniziano l’addestramento a un anno di età; dopo di che occor­rono almeno sei mesi per com­pletare la loro preparazione». Nel 2004 Lam­bi­ate ha con­seg­na­to 46 cani gui­da; quest’anno con­ta di arrivare a 50. «Ma la lista di atte­sa è attual­mente di 97 per­sone. Il che sig­nifi­ca», sot­to­lin­ea Monguzzi, «che l’ultimo dovrà atten­dere almeno due anni. Per questo il reper­i­men­to fon­di è un prob­le­ma costante. Undicim­i­la euro sono cer­ta­mente una cifra impor­tante; ma non lo è meno il risul­ta­to ottenu­to: resti­tuire a chi non vede autono­mia e qual­ità di vita».

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