La risposta di Grisenti non soddisfa i «gardesani trentini» preoccupati per la mancanza di ormeggi di fortuna nel lago

«Giovanazzi chiedeva semplici boe, non burocratese»

09/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

In una rispos­ta al con­sigliere Ner­io Gio­vanazzi, che ave­va richiesto alla Provin­cia la posa di alcune boe d’ormeg­gio provvi­so­rio, per aumentare la sicurez­za sul lago in caso di mal­tem­po, l’asses­sore ai trasporti, Sil­vano Grisen­ti, (o chi per lui ha prepara­to la rispos­ta) anco­ra una vol­ta con­fer­ma di non conoscere il Gar­da. Risponde, infat­ti: “Con­di­vis­i­bili ragioni di sicurez­za, in par­ti­co­lare la pos­si­bil­ità di attrac­care un natante in ad una boa in caso di con­dizioni mete­o­ro­logiche avverse, non devono per­al­tro con­fonder­si, nel­l’ot­ti­ca del­la sal­va­guardia ambi­en­tale, con la richi­es­ta di avere più strut­ture, pon­tili, ormeg­gi e boe, con l’u­ni­co risul­ta­to di sovraf­fol­la­men­to e di intral­cio alla nav­igazione o alla balneazione”.Giovanazzi, sol­lecita­to da diver­si nav­i­gan­ti, ave­va chiesto la posa di una mez­za dozzi­na di boe, dis­lo­cate lun­go le due sponde, in bai­ette e ridos­si bene iden­ti­fi­cati, utili per attrac­care in caso di emer­gen­za. I pun­ti sug­ger­i­ti, pro­prio per­ché “al ridos­so”, sono fuori dalle rotte del­la nav­igazione e non sono fre­quen­tati per la bal­neazione. Non sta in pie­di, per­tan­to il sup­pos­to “sovraf­fol­la­men­to” e, quan­to alla “sal­va­guardia ambi­en­tale”, ci si chiede che dan­no pos­sano cos­ti­tuire al pae­sag­gio una mez­za dozzi­na di boe, sparse lun­go le due sponde.Più avan­ti Grisen­ti scrive che “la sicurez­za è un obi­et­ti­vo di pri­maria impor­tan­za”, tan­to che “la Provin­cia ha isti­tu­ito un servizio di pron­to inter­ven­to e soc­cor­so, di con­cer­to con il Min­is­tero dei Trasporti, la , la , atti­va­to da un numero blu e disponi­bile 24 ore su 24″.Appare chiaro che l’asses­sore si riferisce al servizio del­la , ma quel­lo inter­viene solo se vi è serio peri­co­lo per le per­sone e provvede, se del caso, a recu­per­are solo la gente las­cian­do la bar­ca naufra­ga­ta all’even­tuale suc­ces­si­vo recu­pero da parte dei Vig­ili del fuo­co o dei .Quel che si vol­e­va, con la pro­pos­ta Gio­vanazzi, era pro­prio di pot­er evitare la situ­azione di peri­co­lo. Men­tre da Navene ver­so sud è facile trovare un pon­tile o una boa, tra le tante che vi sono, lad­dove la stroz­zatu­ra tra i mon­ti del­la spon­da Bres­ciana e Veronese crea “effet­to Ven­turi” e fa aumentare la forza del ven­to, pro­prio nel­la parte trenti­na, non vi sono ridos­si utili dove pot­er attrac­care tem­po­ranea­mente. In questi giorni abbi­amo avu­to colpi di ven­to tremen­di, improvvisi, anche se in cer­to qual modo preved­i­bili, che han­no sfio­ra­to gli 80 — 100 chilometri l’o­ra. E la “trop­i­cal­iz­zazione” del cli­ma fa prevedere che essi saran­no sem­pre più fre­quen­ti. Che deve fare un nav­i­gante che si tro­va tra Navene o Limone e la spon­da trenti­na a nord, per scap­o­lare il colpo di ven­to? Se sapesse che vi sono alcune boe dove pot­er­si attrac­care, s’ind­i­rizzerebbe lì ed atten­derebbe in sicurez­za che la sfu­ri­a­ta passi.Se si ha la volon­tà polit­i­ca di fare qual­cosa, non cos­ta nul­la inter­es­sar­si diret­ta­mente pres­so i Cir­coli veli­ci, ma non trin­cer­ar­si dietro frasi tipo “cri­teri adeguati sul­l’u­ti­liz­zo delle aree lacuali, attra­ver­so una com­pen­sazione delle diverse esi­gen­ze del­la nav­igazione, in servizio pub­bli­co e da dipor­to, di attiv­ità sporti­va, di bal­neazione, pos­sono essere solo il risul­ta­to di una con­cer­tazione di diver­si inter­es­si dei vari sogget­ti inter­es­sati oper­an­ti sul lago, di cui por­ta­tori dovran­no essere in pri­mo luo­go i Comu­ni riv­ieraschi, più vici­ni alle esi­gen­ze del­la popo­lazione del lago”.Una rispos­ta in per­fet­to buro­cratese che fa venire il mal di tes­ta. O, per rimanere in tema, il mal di mare…