Si conclude oggi il campo di lavoro internazionale di Legambiente

Giovani nella Valle delle Cartiere

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Di Luca Delpozzo
s.bot.

Idio­mi di mez­za Europa risuo­nano in questi giorni lun­go la dove scorre il Toscolano, sito di enorme inter­esse arche­o­logi­co e indus­tri­ale che, dopo decen­ni di oblio, sta lenta­mente tor­nan­do ad essere luo­go vivo. Sono giun­ti dal­la Polo­nia, dal­la Fran­cia, dal­la Rus­sia, dal­la Dan­i­mar­ca, dal­la Gre­cia e persi­no dal­la Litu­a­nia i quindi­ci ragazzi dai 18 ai 23 anni che in questo ango­lo del Gar­da han­no dato vita ad un cam­po di lavoro inter­nazionale orga­niz­za­to dal cir­co­lo di Legam­bi­ente Atlante di . È la pri­ma inizia­ti­va di questo genere che ha luo­go nel ter­ri­to­rio del Par­co nat­u­rale dell’Alto Gar­da bres­ciano, ma già se ne prospet­tano altre, gra­zie ad un’apposita con­ven­zione che sta per essere stip­u­la­ta tra Legam­bi­ente e la Comu­nità. L’esperienza dei ragazzi che han­no pre­so parte al cam­po, coor­di­nati da Gior­gio Ric­chiu­ti, si con­clude oggi, dopo 10 giorni di inten­sa attiv­ità che ha per­me­s­so loro di pren­dere con­tat­to con i val­ori ambi­en­tali e nat­u­rali del Par­co. Un’attività da cui trar­rà ben­efi­cio anche la col­let­tiv­ità, vis­to che i gio­vani han­no ded­i­ca­to buona parte del­la loro vacan­za-lavoro alla pulizia dei sen­tieri e del sot­to­bosco lun­go il fiume Toscolano. Il cam­po base è sta­to allesti­to pres­so la casa di Luseti, edi­fi­cio adibito all’ospitalità di scout e campi estivi. Luseti è local­ità che riveste una notev­ole impor­tan­za nel com­p­lesso sis­tema indus­tri­ale del­la valle. Notizie dei pri­mi inse­di­a­men­ti pro­dut­tivi qui risal­go­no al 1471, ma è cer­to che in quell’epoca era­no da tem­po attive a Luseti altre cartiere (la pri­ma notizia cer­ta, un lodo arbi­trale sul­la ripar­tizione delle acque, che riguar­da tale indus­tria a Toscolano è data­ta 1381). Il pri­mo doc­u­men­to in cui si par­la spec­i­fi­cata­mente di Luseti, dice­va­mo, risale invece al 1471, quan­do tale Pasi­no Berto­laz­za inau­gurò «un nuo­vo fol­lo nel­la con­tra­da di Luse­do», con­tiguo ad altri già esisten­ti in zona. Luseti appare dunque come un sito elet­ti­vo per la costruzione delle cartiere ed è ipo­tiz­z­abile che sia sta­to uno dei pri­mi «embri­oni indus­tri­ali» del­la valle. Sec­on­do le ricerche di P. Guer­ri­ni (autore del vol­ume «Cartiere, librerie e stam­perie bres­ciane»), nel 1496 «cinque impianti per­ti­nen­ti al ben­efi­cio di S. Nicolò di Ceci­na era­no pre­sen­ti in con­tra­da Luse­do». Luseti fu il luo­go di pro­duzione del­la car­ta per lun­go tem­po, come dimostra­no doc­u­men­ti dei sec­oli suc­ces­sivi. Ad esem­pio quel­lo del 1605 che tes­ti­mo­nia che Camil­lo Sgraf­fig­no­li dette in affit­to a Fausti­no Calap­po «più case murate, cap­pate, sol­er­ate con ruode due da fol­lo da pap­ero di pile nove in tut­to con la sua cal­dara et tenda­tor» che si trova­vano «per andar ver­so Luse­do». Nel 1720 l’estimo cen­si­va, sparse nel­la valle del Toscolano, 29 cartiere di 21 ditte diverse: ben 6 si trova­vano a Luseti. In futuro Legam­bi­ente pro­muoverà altri campi di lavoro nel Par­co. Per avere infor­mazioni in propos­i­to ci si può riv­ol­gere agli uffi­ci di Legam­bi­ente Lom­bar­dia (tel. 02/70632885) e chiedere del respon­s­abile Gian­pietro Ten­tori.

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