I promotori del parco delle Colline, la Lega Navale, il Cai e la Fraglia Vela affilano le armi Gli ambientalisti: «Basta con i porti. Inutili i nuovi insediamenti»

«Giro di vite sui motoscafi»

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Lim­i­tazione del­la a motore, stop a nuovi por­ti tur­is­ti­ci, incor­ag­gia­re l’u­ti­liz­zo del car­rel­lo per il trasporto di natan­ti indi­vid­uan­do delle zone a lago per il loro alag­gio. Sono le pro­poste che saran­no al cen­tro del­l’im­mi­nente cam­pagna con­tro i nuovi “mostri” por­tu­ali che stan­no pren­den­do for­ma lun­go i litorali del Gar­da lan­ci­a­ta dal grup­po pro­mo­tore del Par­co delle e di cui fan­no parte, per l’en­nes­i­ma battaglia ambi­en­tal­ista, anche la Lega Navale, il Cai e la Fraglia Vela Desen­zano. Una battaglia che non è nuo­va, a dire il vero, per la dife­sa del­l’am­bi­ente del lago, ma sta­vol­ta vede schierati l’uno a fian­co all’al­tro asso­ci­azioni, cir­coli veli­ci e qualche ammin­is­trazione comu­nale, come quel­la di Desen­zano. Emilio Crosato, pres­i­dente del Par­co, ha prova­to a smontare la tesi sec­on­do cui «costru­ire un por­to sig­nifi­ca risol­vere la crisi tur­is­ti­ca di una local­ità». I val­ori del pae­sag­gio, del­la natu­ra e del­l’am­bi­ente, ha det­to in sin­te­si Crosato, non pos­sono essere annul­lati da queste “pseudone­ces­sità”, per­ché qual­si­asi inter­ven­to «da oggi in poi penal­izzerebbe il lago, il suo litorale e, dunque, il tur­is­mo che invece desidera un ambi­ente non antropiz­za­to». Da parte sua, Daniele Manzi­ni del­la Lega Navale, ha pos­to alcu­ni esem­pi di come l’e­co­sis­tema garde­sano si stia impov­eren­do e amma­lan­do: l’au­men­to incon­trol­la­to di alghe tossiche, la pro­gres­si­va estinzione di specie ittiche come il («si tro­va solo a 120–150 m. di pro­fon­dità»), per poi osser­vare come i por­ti siano sot­touti­liz­za­ti e quan­to invece potreb­bero essere utili aree a lago da des­tinare all’alag­gio di pic­coli natan­ti. Di qui, sem­pre sec­on­do la Lega Navale, «l’inop­por­tu­nità e l’inu­til­ità di costru­ire nuovi por­ti che non fareb­bero altro che aumentare il numero dei natan­ti» e, infine, l’e­si­gen­za di vietare «la cir­co­lazione di grossi moto­scafi la cui cilin­dra­ta fa scattare prob­le­mi di inquina­men­to acus­ti­co ed ambi­en­tale». Sul­la stes­sa lunghez­za d’on­da anche Gigi Cabri­ni, pres­i­dente del­la Fraglia Vela. Il vicesin­da­co di Desen­zano, Rodol­fo Bertoni, ha riven­di­ca­to la sen­si­bil­ità del­la sua ammin­is­trazione nel­la dife­sa del litorale, riv­e­lando «la con­tin­ua pres­sione di pri­vati e soci­età per costru­ire por­ti o res­i­dence nel­la zona di S. Francesco, ritenu­ta invece un sito impor­tante per lo sver­na­men­to di alcune specie di volatili» e, anco­ra, resp­in­gen­do la teo­ria del­la «nec­es­saria riqual­i­fi­cazione di aree degra­date». Bertoni, lap­i­dario, l’ha liq­ui­da­ta come «un como­do par­aven­to per oper­azioni spec­u­la­tive». Il comi­ta­to, dal can­to suo, ha già affi­la­to le punte di quel­la che sarà la sua cam­pagna di pri­mav­era: ser­ate a tema in tutte le prin­ci­pali local­ità riv­ierasche, pro­duzione di cd e doc­u­men­tari, tour tra le varie popo­lazioni per sen­si­bi­liz­zarle, vig­i­lan­za con­tin­ua su tut­ti i prog­et­ti di nuovi por­ti. Alla pre­sen­tazione del­l’inizia­ti­va era­no pre­sen­ti tra gli altri Gabriele Loviset­ti, che ha mod­er­a­to i lavori, il diret­tore d’e­ser­cizio del­la “”, Mar­cel­lo Cop­po­la, i sin­daci di Padenghe e Maner­ba, rap­p­re­sen­tan­ti di Moni­ga, Lazise, Peschiera e del­la Soprint­en­den­za Arche­o­log­i­ca di Verona e il fun­zionario del­la , Francesco Dal Palù.