Da 25 anni gli agenti del «quindicesimo» si ritrovano nella sede Reparto mobile, ancora insieme tra ricordi e interventi di soccorso

Giuseppe Reccia, direttore della scuola di polizia: «Un legame con i n

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Si sono dati appun­ta­men­to, come ogni anno da 25 anni a ques­ta parte, nel­la loro caser­ma: sono gli agen­ti del 15° Repar­to mobile del­la , ospi­ta­to sino al 1969 nell’edificio che si affac­cia su e sui bas­tioni del­la Fortez­za e che dal 1970 è sede del­la scuo­la di polizia. A ricev­er­li, per una ricor­ren­za così impor­tante, anche il que­store di Verona, Lui­gi Merol­la, oltre al diret­tore del­la scuo­la Giuseppe Rec­cia e una fol­ta rap­p­re­sen­tan­za, in divisa, degli allievi che fre­quen­tano l’istituto. Il que­store Merol­la si è riv­olto agli agen­ti del pas­sato e del futuro del­la polizia sot­to­lin­e­an­do pro­prio «questo ide­ale pas­sag­gio di con­seg­ne che si con­cretiz­za in ques­ta scuo­la, luo­go e ambi­ente che sa val­oriz­zare il sig­ni­fi­ca­to del­la con­ti­nu­ità, ele­men­ti che raf­forzano le nos­tre radi­ci e la nos­tra iden­tità». «Il rispet­to del­la sto­ria e del­la tradizione sono nec­es­sari», ha rib­a­di­to il diret­tore Rec­cia, «per garan­tire la sicurez­za al Paese; e sono lieto che i nos­tri allievi abbiano volu­to sot­to­lin­eare il legame tra pas­sato, pre­sente e futuro del­la Polizia facen­do scri­vere “Nel seg­no del­la con­ti­nu­ità” sul­la tar­ga che han­no regala­to ai com­po­nen­ti del 15° Repar­to mobile di allo­ra». «Un repar­to», ha sot­to­lin­eato anco­ra Rec­cia, «che è sta­to l’unico a rice­vere come tale la medaglia d’argento al val­or civile per l’intervento effet­tua­to dopo l’alluvione del­la Val Camon­i­ca del 1953». «D’altra parte noi siamo sta­ti i pri­mi ad arrivare sul pos­to», han­no ricorda­to alcu­ni dei com­po­nen­ti del 15° Repar­to mobile, «gra­zie anche alla vic­i­nan­za con il luo­go del dis­as­tro; l’alluvione si è ver­i­fi­ca­ta nel pomerig­gio e, così come accade anco­ra oggi in pre­sen­za di questi dis­as­tri, abbi­amo lavo­ra­to giorno e notte ma con molti meno mezzi di adesso per cer­care di sal­vare e aiutare le popo­lazioni col­pite». Il 15° Repar­to mobile è sta­to for­ma­to nel 1952, e des­ti­na­to a Peschiera, nel­la caser­ma XXV Aprile, abban­do­na­ta da anni. I mil­i­tari, infat­ti, vi trovarono di tut­to, com­p­rese le man­gia­toie dei cav­al­li nelle stanze del pianter­reno un tem­po adib­ite a stalle, e le stanze in cui pre­sero allog­gio ave­vano finestre prive di vetri e attra­ver­sate dai rami degli alberi. All’attività di ripristi­no e sis­temazione dell’edificio che li ospi­ta, i mil­i­tari affi­an­car­ono quel­la dei com­pi­ti di pub­bli­ca sicurez­za e, un anno dopo, l’intervento in Val Camon­i­ca. Ma ci saran­no anche l’alluvione di Firen­ze e tut­ti gli anni del ter­ror­is­mo pri­ma che, nel 1969, il Repar­to ven­ga dismes­so. «Solo tec­ni­ca­mente, per­ché l’attività non è cam­bi­a­ta molto», ricor­da Sabati­no Di Lore­to, che insieme ai col­leghi di un tem­po Fed­eri­co Pomo, Gino La Schi­az­za e Aldo Min­galvi orga­niz­za l’appuntamento annuale. «Anche se i com­po­nen­ti del 15° sono entrati a far parte del quadro per­ma­nente del­la scuo­la, non sono cer­to man­cati negli anni sino alla nos­tra pen­sione inter­ven­ti sia di pub­bli­ca sicurez­za che di aiu­to nelle varie emergenze».