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Gli acquisti «fuori casa»

27/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Nago Torbole

L’am­min­is­trazione comu­nale di Nago-Tor­bole, per provvedere all’ac­quis­to di trenta casac­che in poli­estere con la stam­pa del logo del Comune da far indos­sare agli alun­ni delle scuole impeg­nati in un cor­so di edu­cazione stradale, ha inter­pel­la­to tre ditte del­la zona: uno di Arco, una di Riva e una di Dro. Le mino­ranze con­sil­iari si sono chi­este per­ché mai tra gli inter­pel­lati non ci fos­sero pure dei for­n­i­tori di Nago-Tor­bole. Poi, vis­to che è già la sec­on­da vol­ta che suc­cede, han­no deciso di chiedere spie­gazioni alla giun­ta comu­nale stes­sa. «Noi non pos­si­amo sapere — si legge in un’in­ter­rogazione — quali siano sta­ti i cri­teri che nel pas­sato e tut­t’og­gi han­no deter­mi­na­to questo com­por­ta­men­to, rite­ni­amo però che nes­suna moti­vazione pos­sa gius­ti­fi­care tale discriminazione…»I con­siglieri d’op­po­sizione riten­gono che pren­dere in esame anche le offerte delle ditte tor­bolane potrebbe favorire un «traspar­ente con­fron­to di qual­ità e prez­zo». Insom­ma, in quan­to a pro­fes­sion­al­ità gli oper­a­tori com­mer­ciali locali si difendono bene.

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