Prima presa di posizione ufficiale degli imprenditori turistici, dopo un serrato confronto interno: no al «muro contro muro»

Gli albergatori chiedonoil dialogo sulla Affi-Pai

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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Dopo un lun­go silen­zio anche l’Ugav, l’Unione garde­sana alber­ga­tori, esce allo scop­er­to ed entra nel mer­i­to del­la dis­cus­sa bretel­la Affi-Pai. Nel­lo speci­fi­co la stra­da scelta è il con­fron­to e non il «muro con­tro muro». «Siamo arrivati ad una sin­te­si dopo una serie di appro­fon­dite dis­cus­sioni all’interno del nos­tro diret­ti­vo», ammette tran­quil­la­mente il pres­i­dente Anto­nio Pasot­ti, a capo di un’associazione che con­ta qua­si 400 strut­ture alberghiere del­la Riv­iera degli Olivi. «Alla fine abbi­amo ste­so un comu­ni­ca­to uffi­ciale in cui soste­ni­amo di evitare inutili procla­mi e di trovare invece una soluzione uni­taria che met­ta attorno al tavo­lo tut­ti i sogget­ti inter­es­sati alla questione».«Perché», pros­egue, «par­liamo­ci chiaro: è un dato di fat­to che durante l’estate sul­la Garde­sana si formi­no lunghe code e i mezzi di trasporto pub­bli­co non arriv­i­no mai, aumen­ta l’inquinamento e per giun­ta scarseg­giano i parcheg­gi. Il risul­ta­to? I tur­isti che si met­tono in stra­da per una gita ritor­nano infu­riati in alber­go per le ore di code». L’Ugav è quin­di favorev­ole all’Affi-Pai? «Niente facili con­clu­sioni. Dici­amo solo che un proces­so vera­mente serio di riqual­i­fi­cazione tur­is­ti­ca por­ta inevitabil­mente alla prospet­ti­va di prevedere infra­strut­ture e opere stradali alter­na­tive che in qualche modo ser­vano a lim­itare e ren­dere più scor­rev­ole il traf­fi­co sul­la Gardesana».Quanto alle soluzioni «non ne abbi­amo una pre­cisa», con­tin­ua Pasot­ti. «Ma ce ne pos­sono essere parec­chie, bas­ta guardar­si in giro e vedere cosa han­no fat­to altre realtà tur­is­tiche d’Italia e d’Europa che han­no saputo togliere poco al pae­sag­gio e ora sono sod­dis­fat­te delle scelte. Di cer­to qual­si­asi situ­azione viaria alter­na­ti­va deve avere il minor impat­to ambi­en­tale pos­si­bile e non prestar­si a spec­u­lazioni edilizie».Chiaro il mes­sag­gio degli alber­ga­tori del Gar­da. «È ormai tem­po di affrontare il prob­le­ma sen­za posizioni pre­con­cette, anche per­ché abbi­amo il dovere di assi­cu­rare una migliore qual­ità del­la vita ai tur­isti che ci han­no scel­to per la vacan­za e sono il motore del­la nos­tra econo­mia. Come alber­ga­tori riv­ol­giamo quin­di un appel­lo ai sin­daci dei Comu­ni del lago e dell’entroterra garde­sano, provin­cia, regione, ambi­en­tal­isti e isti­tuzioni locali affinché si deci­dano sul da far­si». «Dici­amo bas­ta», con­tin­ua, «ai procla­mi fini a se stes­si e ai rin­vii. Vogliamo un tavo­lo di con­cer­tazione per un con­fron­to serio e costrut­ti­vo su pro­poste con­crete per dare soluzione al prob­le­ma del­la via­bil­ità con­ges­tion­a­ta e caot­i­ca sul­la Garde­sana che da trop­po tem­po affligge il nos­tro ter­ri­to­rio e il nos­tro tur­is­mo. Con­fron­to cui non inten­di­amo sot­trar­ci, sapen­do di potere dare un nos­tro fat­ti­vo con­trib­u­to di impren­di­tori tur­is­ti­ci», con­clude Anto­nio Pasotti.

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