Continua la crisi del settore ricettivo: un invito al Comune «Meno traffico, rumore e caos o i turisti scappano»

Gli albergatori lanciano l’Sos

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

E’ una crisi che sta ormai get­tan­do nel pan­i­co l’in­tero set­tore alberghiero. Dopo un 2002 dis­as­troso, sta seguen­do un inizio d’an­no affat­to ras­si­cu­rante, seg­na­to più da ombre che da luci. E le pre­vi­sioni non inducono all’ot­timis­mo. A Desen­zano il com­par­to ricetti­vo, con le sue 40 aziende e 3 mila posti let­to, dà lavoro a migli­a­ia di per­sone. La tradizione è sec­o­lare. Bas­ta pen­sare che il pri­mo alber­go, lo stori­co «May­er» di piaz­za Mat­teot­ti, risale ai pri­mi anni del­l’Ot­to­cen­to, men­tre il Park Hotel (allo­ra chiam­a­to «Due colombe») venne inau­gu­ra­to nel 1878. E ora, per la pri­ma vol­ta nel­la loro sto­ria, tranne qualche spo­rad­i­ca eccezione, gli alber­ga­tori desen­zane­si pre­sen­tano un con­to in pro­fon­do rosso. «Nel­la scor­sa sta­gione — ha riv­e­la­to Vit­to­rio Ceri­ni, vicepres­i­dente del Con­sorzio Alber­ga­tori in occa­sione del­l’an­nuale incon­tro dela cat­e­go­ria — abbi­amo avu­to una perdi­ta di cir­ca il 10 per cen­to e, purtrop­po, dalle vacanze di ad oggi non abbi­amo nota­to una con­tro­ten­den­za: anzi…». Ceri­ni, dati alla mano, con­fer­ma con dati obi­et­tivi la crisi strisciante che sta colpen­do il set­tore ricetti­vo del­la più grande e popolosa cit­tà del . «Il record neg­a­ti­vo del 2002 non si era mai reg­is­tra­to negli ulti­mi tren­t’an­ni. Bas­ta vedere che a Desen­zano sono aper­ti solo una man­ci­a­ta di alberghi, e abbi­amo prat­i­ca­to tar­iffe al di sot­to del tas­so inflat­ti­vo». Il numero due del con­sorzio (assente per un’indis­po­sizione il pres­i­dente Save­rio Zil­iani) si è quin­di riv­olto al sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za, inter­venu­to all’in­con­tro assieme all’asses­sore al tur­is­mo Ade­lio Zanel­li, facen­do osser­vare «l’inu­til­ità e l’inop­por­tu­nità del­la costruzione di nuovi alberghi in un set­tore non solo sat­uro ma anche boc­cheg­giante». Una ricetta per provare ad uscire da ques­ta crisi potrebbe essere, a parere di Ceri­ni, quel­la di rilan­cia­re il Castel­lo, real­iz­zare parchi e passeg­giate a lago e tut­ta una serie di inter­ven­ti di qual­ità che prevedano l’am­pli­a­men­to di alcune spi­agge e un abbel­li­men­to gen­er­al­iz­za­to del­l’in­tera cit­tà. In effet­ti, Desen­zano sta per­den­do colpi per­chè a un tur­ista in vacan­za appare una cit­tà qua­si omolo­ga­ta ai gran­di cen­tri urbani e, quin­di, con i prob­le­mi di inquina­men­to, di traf­fi­co, di parcheg­gi, di rumor­osità. Man­cano all’ap­pel­lo, inoltre, even­ti di grande spes­sore e grande richi­amo anche per­chè, prob­a­bil­mente, sono venute a man­care spes­so sin­ergie tra ammin­is­trazione comu­nale e cat­e­gorie pro­dut­tri­ci. Un richi­amo che, però, non è rimas­to inascolta­to. Lo stes­so Zanel­li, inter­ve­nen­do l’al­tra sera al Park Hotel, ha infat­ti riconosci­u­to «che l’ospite deve cos­ti­tuire un pat­ri­mo­nio per tut­ti. Cer­to, si trat­ta di una sfi­da dif­fi­cile ma si deve affrontare». Pien­az­za ha invece soll­e­va­to il prob­le­ma del­la «revi­sione del Piano rego­la­tore, nec­es­saria per rior­dinare il traf­fi­co, le aree di sos­ta e lo svilup­po del ter­ri­to­rio. Negli ulti­mi cinque anni — ha con­tin­u­a­to il sin­da­co — si è vis­to uno sco­or­di­na­to urbanes­i­mo, e allo­ra dob­bi­amo preser­vare la cit­tà ma res­ta da capire dove pos­si­amo arrivare». Per quan­to riguar­da la lot­ta ai fra­cas­soni, Pien­az­za ha ricorda­to che i Vig­ili urbani si sono dotati del fonometro e di un rego­la­men­to che det­ta pre­cise dis­po­sizioni. Comunque, la cat­e­go­ria ha chiesto aiu­to all’am­min­is­trazione ma prob­a­bil­mente la crisi che la sta attanaglian­do ha orig­ine da altre cause. La dif­fi­coltà per indi­vid­uare la gius­ta ter­apia è solo ques­ta.

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