I pescatori di Torri, Garda e Sirmione acquistarono nel 1452 il migliore tratto di lago per dar la caccia ai branchi di sardéne

Gli antichi originari e i diritti di pesca

Di Luca Delpozzo

Fu nel 1452, il 16 set­tem­bre, che i pesca­tori di Tor­ri, insieme a quel­li di Gar­da e di Sirmione, acquis­tarono dai nobili Becel­li di Coster­mano i dirit­ti di pesca sul­la cosid­det­ta «peschiera di San Vig­ilio». Era il trat­to migliore del lago, lun­go la cos­ta, dal con­fine fra Gar­da e al castel­lo di Tor­ri e poi fino ai mon­ti som­mer­si del Varà­na e del Vò. Era lì che si dava la cac­cia ai gran­di branchi delle sardéne, che davano di che sfamar­si a tut­to il paese. Di fat­to, con quell’acquisto, nac­quero le Cor­po­razioni degli Antichi Orig­i­nari, tut­to­ra attive sia a Tor­ri che a Gar­da. Sono i sodal­izi che rac­col­go­no gli ere­di delle famiglie che pre­sero quel­la deci­sione tan­to clam­orosa, cinque sec­oli e mez­zo fa, e a Tor­ri anche i dis­cen­den­ti dei nuclei famil­iari ammes­si nel­la Cor­po­razione dopo la spaven­tosa peste del 1630, che ave­va fat­to stra­gi. Dall’affitto delle rive, dall’asta annuale dei dirit­ti di pesca, si ricava­va denaro da dis­tribuire ai capi­famiglia, che dove­vano avere «locus et focus» in paese: era insom­ma nec­es­sario essere res­i­den­ti. Ma con quegli stes­si sol­di ci si face­vano anche inter­ven­ti sociali: ad esem­pio, era con quei proven­ti che si paga­va la lev­a­trice. Anco­ra oggi i dirit­ti di pesca dei tor­re­sani ven­gono posti all’asta in aprile e l’utile che se ne ottiene lo si spar­tisce fra i soci il 15 di agos­to: ne han­no dirit­to i capi­famiglia, sia maschi che fem­mine. La bandiera del­la Cor­po­razione è espos­ta nelle feste solen­ni. E la bacheca, in cor­so Dante Alighieri, annun­cia gli appun­ta­men­ti sociali. La tradizione con­tin­ua a vivere.