Il giovane chef, oro lo scorso anno, ha partecipato alle Olimpiadi gastronomiche in Germania. La giuria conquistata dalla pera di cuscus e dall’involtino di calamaro

Gli antipasti di Tosi valgono l’argento

10/11/2004 in Enogastronomia
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

A soli 25 anni, alla sua pri­ma Olimpiade, Ste­fano Tosi si aggiu­di­ca la medaglia d’argento. Un bril­lante risul­ta­to che por­ta nell’olimpo dei cuochi ital­iani il gio­vane chef lacisiense cresci­u­to alla scuo­la alberghiera di e allie­vo di Fabio Tac­chel­la, tito­lare dell’Antica pesa di Stallave­na. È la sec­on­da medaglia impor­tante che il gio­vane Tosi, tito­lare del ris­torante Doana di Lazise, por­ta a casa. La pri­ma, d’oro, se l’era con­quis­ta­ta a Sal­is­bur­go l’anno scor­so. Adesso l’argento in cop­pia con il cap­i­tano del­la nazionale cuochi Gian­lu­ca Tom­masi. «Siamo sta­ti selezionati in 18 ma in defin­i­ti­va alle Olimpia­di di Erfurt, in Ger­ma­nia, abbi­amo parte­ci­pa­to sola­mente in sei», spie­ga sor­ri­dente Ste­fano Tosi, «e noi del­la cat­e­go­ria A abbi­amo dato il meglio del­la nos­tra pro­fes­sion­al­ità. I nos­tri fin­geer food, boc­conci­ni da aper­i­ti­vo, sono sta­ti vera­mente apprez­za­ti». Alla grande ker­messe gas­tro­nom­i­ca tedesca han­no parte­ci­pa­to 32 nazioni, da tut­to il mon­do. L’Italia è arriva­ta set­ti­ma, miglio­ran­do la prece­dente posizione che era il dec­i­mo pos­to. Mag­gior­mente apprez­za­to ad Erfurt per la cat­e­go­ria A, ovvero i piat­ti fred­di, dove Tosi ha mes­so in mostra la sua migliore pro­fes­sion­al­ità sono sta­ti la Pera di Cus­cus, espres­sione dell’incontro fra la cuci­na del sud con la fre­go­la sar­da e del nord con la sal­sa gre­mo­la­ta milanese, e l’involtino di cala­maret­to sicil­iano. Tra gli antipasti, il filet­to di sgom­bro in padel­la con sep­pie arros­tite rip­i­ene, con cru­dità di pomodoro, cap­peri e olive, men­tre il piat­to da buf­fet per otto per­sone, più apprez­za­to è sta­to il filet­to di cer­nia con olive nere e gam­beri di Venezia, insieme agli aspara­gi ver­di in man­to di cavo­lo nero. «Adesso siamo proi­et­tati ver­so i prossi­mi appun­ta­men­ti, con gli europei di Stras­bur­go», spie­ga Tosi, «ma non pos­si­amo cer­to man­care ai mon­di­ali di Basilea. Abbi­amo sfio­ra­to l’oro, ma noi tut­ti, Tac­chel­la per pri­mo, siamo con­vin­ti di portarce­lo a casa quan­to pri­ma. Il suc­ces­so di queste olimpia­di lo dedi­co ai miei gen­i­tori che mi han­no sem­pre spin­to a dare il meglio, ovvero han­no cre­du­to nel mio impeg­no ed anche nel mio talento».