Rappresenta un uomo con la valigia che legge i nomi dei cinque continenti. È in marmo rosso di Verona e viene inaugurato questa mattina ai giardini di via Monte Pigneto.

Gli emigranti hanno il loro monumento

12/09/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Sta stret­to in una vali­gia tut­to il mon­do dell’emigrante. Una vali­gia di car­tone con il cordi­no di spa­go, pro­prio come quel­la che oggi sarà por­ta­ta sim­boli­ca­mente in pro­ces­sione dal­la chiesa par­roc­chiale ai gia­r­di­ni di via Monte Pigne­to. Qui, alle 11.15, sarà scop­er­to e inau­gu­ra­to il mon­u­men­to all’Emigrante, che rap­p­re­sen­ta in un uni­co bloc­co di mar­mo rosso di Verona, le migli­a­ia di uomi­ni e donne che andarono in un paese straniero a cer­care un lavoro, per dare a se stes­si o alla pro­pria famiglia un futuro migliore. Ed è pro­prio un uomo con la vali­gia che guar­da i nomi dei cinque con­ti­nen­ti, il sogget­to dell’opera real­iz­za­ta da artisti locali. La man­i­fes­tazione è sta­ta orga­niz­za­ta dall’Associazione Verone­si nel Mon­do e dal Cir­co­lo Baldense Ex Emi­grati, pre­siedute da Clau­dio Valente e Enzo Mon­ego. Oggi sarà pre­sente l’amministrazione, con il sin­da­co Ste­fano San­dri, e sono sta­ti invi­tati anche Elio Mose­le, pres­i­dente del­la Provin­cia e Raf­faele Zanon, asses­sore regionale ai flus­si migra­tori. «I tesserati del Cir­co­lo Baldense sono oltre 150, orig­i­nari di Bren­zone, Lazise, Bar­dolino, Gar­da, Tor­ri, ma anche Cal­masi­no, Cavaion, Coster­mano, Capri­no, Fer­rara di Monte Bal­do, Brenti­no Bel­luno, Riv­o­li», spie­ga Luciano Pachera, uno dei più attivi mem­bri del diret­ti­vo. «Tut­ti han­no prova­to cosa sig­nifi­ca lavo­rare per anni lon­tano dal pro­prio paese. Questo è il giorno del nos­tro raduno davan­ti ad un mon­u­men­to di cui andi­amo molto fieri e siamo feli­ci resti a Capri­no». E ne spie­ga alcune ragioni: «È opera di Ange­lo Cau­rla, un arti­giano di Lubiara che fa parte del nos­tro cir­co­lo, a cui sono iscrit­ti soprat­tut­to scalpelli­ni del mar­mo», spie­ga. «Come Ser­gio Vian­i­ni, Egidio Cristi­ni, Cesare Segat­ti­ni, Gialui­gi Vian­i­ni e Luciano Cau­rla che con Ange­lo Cau­rla han­no col­lab­o­ra­to per real­iz­zare il lavoro». E pre­cisa: «Han­no inizia­to il 18 mar­zo dell’anno scor­so e han­no ter­mi­na­to dopo cinque mesi. Abbi­amo deciso di inau­gu­rar­lo il 12 set­tem­bre per­ché segue di un giorno un anniver­sario impor­tante: l’attentato alle Tor­ri Gemelle». Sono sta­ti molti i lavo­ra­tori del mar­mo a las­cia­re l’area baldense dopo la pri­ma e la sec­on­da guer­ra mon­di­ale. Due ondate migra­to­rie dirette ver­so pae­si europei e oltre­o­ceano. «Io sono rimas­to in Svizzera quat­tro anni a lavo­rare nelle cave di gran­i­to nel Can­ton Muri», ricor­da Pachera. «Poi per tre anni sono sta­to in Aus­tria, a Mona­co di Baviera, sull’autostrada del Bren­nero a met­tere in opera mar­mi sca­v­ati in Italia. Nel 1963 sono tor­na­to con Raf­fael­la, la sig­no­ra che ave­vo sposato dopo aver­la incon­tra­ta in Svizzera, dove era arriva­ta da Lec­ce». Mon­di sovrap­posti, espe­rien­ze e vite che si incro­ciano. Altrove. E a volte tor­nano. Come quel­li del Cir­co­lo Baldense ex Emigrati,«che han­no lavo­ra­to all’estero e han­no reso grande l’Italia», dice Mon­ego. Il pro­gram­ma del­la man­i­fes­tazione prevede alle 9 l’arrivo dei parte­ci­pan­ti sul piaz­za­le del­la chiesa di Capri­no; alle 10 la mes­sa tenu­ta da Don Wal­ter Soave nel­la chiesa par­roc­chiale; alle 11 sfi­la­ta ver­so il gia­rdi­no di via Monte Pigne­to con l’accompagnamento del­la ban­da di Capri­no; alle 11.15 sco­pri­men­to e inau­gu­razione del mon­u­men­to all’Emigrante; alle 11.20 dis­cor­si cel­e­bra­tivi; alle 12.30 pran­zo al Park Hotel Oasi, in via del­la Pace a Gar­da, con intrat­ten­i­men­to musicale.

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