Turismo

Gli entusiasmi addormentati

20/11/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Sul­l’on­da di un rivan­ità doc all’asses­so­ra­to provin­ciale al tur­is­mo — Mario Mal­ossi­ni, che sem­bra­va tra­mutare in oro tut­to quel­lo che toc­ca­va — ci fu un’e­poca (gli anni Ottan­ta) in cui il Comune di Riva parte­cipò con entu­si­as­mo (e con mon­e­ta) allo svilup­po delle soci­età «parte­ci­pate»: che allo­ra era­no, sostanzial­mente, la Alberghi Atesi­ni (ora Lido spa) e la Pala­con­gres­si. Ai non pochi crit­i­ci di ques­ta «scommes­sa inter­ven­tista», l’im­peg­no apparve ecces­si­vo: più spese che ben­efi­ci. Ma anzichè affrontare le obiezioni, le ammin­is­trazioni comu­nali — pri­ma con Moli­nari e poi con Cesare Mal­ossi­ni — preferirono risol­vere la mina vagante in sede polit­i­ca affi­dan­do deleghe pres­sochè totali ai cda delle soci­età, ral­len­tan­do la gen­erosità di cas­sa, estromet­ten­do la «rogna» dalle sedi con­sil­iari clas­siche. Scelta che sarebbe sta­ta politi­ca­mente sag­gia, se le soci­età avessero avu­to gambe per cam­minare da sole. Così non è, invece, per la Lido spa, che ora si tro­va ad affrontare inves­ti­men­ti fuori por­ta­ta sen­za il min­i­mo con­for­to del Munici­pio. Tornare a scu­cire sol­di? Vendere e liq­uidare i pat­ri­moni (o parte di essi)? Trovare altri e più gen­erosi part­ner pri­vati? Ecco gli inter­rog­a­tivi irrisolti men­tre le strut­ture, come hotel Lido e Spi­ag­gia degli Olivi, stan­no come d’au­tun­no sug­li alberi le foglie.