Gli albergatori puntano i piedi: la Gardesana va riaperta entro Pasqua

Gli hotel chiedono strada

02/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

La «Garde­sana» sta a cuore a tut­ti, ma è innega­bile che a fare le spese del­la sua chiusura siano anz­i­tut­to gli oper­a­tori eco­nomi­ci. Una even­tuale crisi del set­tore tur­is­ti­co, deter­mi­na­ta dal­la dif­fi­coltà — o pro­l­un­ga­ta impos­si­bil­ità — di pas­sag­gio, avrebbe ricadute neg­a­tive a cate­na su grossisti, com­mer­cianti, presta­tori d’opera che, sul­l’in­tera riv­iera occi­den­tale, sono alcune migli­a­ia. Si aggiun­ga, infine, l’in­dot­to, ossia tutte quelle attiv­ità meno pale­si che, comunque, cre­ano occu­pazione e che è pos­si­bile svol­gere pro­prio per l’at­ti­nen­za ed il legame che han­no con il tur­is­mo. Par­tendo da queste rif­les­sioni si è svol­ta un’assem­blea — parte­ci­patis­si­ma — mer­coledì sera a Limone, orga­niz­za­ta dal «Con­sorzio Riv­iera dei Limoni» (pres­i­dente Chic­co Risat­ti di Limone) e da un’as­so­ci­azione trenti­na, «Unione Com­mer­cio Tur­is­mo e Attiv­ità di Servizio Alto Gar­da e Ledro», di cui è pres­i­dente il trenti­no Fran­co Gam­ba. I due grup­pi di impren­di­tori rap­p­re­sen­tano cir­ca 5 mila aziende, di dimen­sioni diverse ma con inter­es­si legati par­ti­co­lar­mente al set­tore tur­is­ti­co. Risat­ti e Gam­ba rap­p­re­sen­ter­an­no l’assem­blea limonese (cir­ca 500 parte­ci­pan­ti) e avran­no la fun­zione di por­tav­oce degli inter­es­si garde­sani pres­so altre sedi: la Provin­cia di Tren­to in pri­mo luo­go. C’è la volon­tà di pros­eguire in ques­ta azione uni­taria e l’assem­blea sarà ricon­vo­ca­ta per aggior­na­men­ti. Se sarà il caso, saran­no con­sid­er­ate even­tu­ali azioni di protes­ta di fronte a svilup­pi neg­a­tivi. Il dibat­ti­to può essere con­cen­tra­to su alcu­ni pun­ti, tre dei quali sono sta­ti ripor­tati in una nota delle due asso­ci­azioni, e che appaiono come «espres­sione unanime delle par­ti eco­nomiche tren­tine e bres­ciane». Viene rib­a­di­to anz­i­tut­to che è ritenu­ta «indero­ga­bile la ria­per­tu­ra del­la stra­da statale entro e non oltre la fine del mese di mar­zo». Quan­to alle notizie per­venute da Roma, e illus­trate al pub­bli­co da Risat­ti, c’è «sod­dis­fazione per la pos­i­ti­va notizia riguardante la real­iz­zazione in tem­pi bre­vi (fine giug­no) del­la gal­le­ria di col­lega­men­to» che passerà sot­to la Roc­chet­ta, a sud di Riva, ver­so Limone. Sul­la stes­sa gal­le­ria pesa anco­ra la spa­da di Damo­cle del «sì» del­la Com­mis­sione Min­is­te­ri­ale, che deve dichiarare l’opera di «som­ma urgen­za», sbloc­can­do la situ­azione buro­crat­i­ca e con­sen­ten­do di aprire il cantiere imme­di­ata­mente, attra­ver­so la trat­ta­ti­va pri­va­ta e sen­za i ban­di richi­esti dalle pro­ce­dure europee. Chi era pre­sente all’in­con­tro con il sot­toseg­re­tario Anto­nio Bar­gone affer­ma che lo stes­so Bar­gone era del parere che dovesse essere ques­ta la stra­da da seguire. Altro pun­to cal­do riguar­da invece il servizio alter­na­ti­vo con il traghet­to, che è sta­to atti­va­to dal­la per ridurre gli incon­ve­ni­en­ti legati ai trasfer­i­men­ti dal bres­ciano al Trenti­no. Nel cor­so del­l’assem­blea è sta­to defini­to «insop­porta­bile e insosteni­bile il peso eco­nom­i­co dei costi di trasfer­i­men­to tramite Nav­i­gar­da». Una for­male protes­ta per «la spec­u­lazione di un Ente gov­er­na­ti­vo sul­lo sta­to di emer­gen­za e di dis­a­gio dei cit­ta­di­ni». La Nav­i­gar­da si è fat­ta viva ieri, con un comu­ni­ca­to di rispos­ta, fir­ma­to dal diret­tore Mar­cel­lo Cop­po­la (ne par­liamo sot­to). Per il resto, il dibat­ti­to ha pro­pos­to i soli­ti argo­men­ti, che stan­no a cuore agli oper­a­tori eco­nomi­ci garde­sani: i mesi pas­sano veloci, la frana del­la Roc­chet­ta è cadu­ta da 40 giorni e la pri­mav­era non tarderà a giun­gere. La «Garde­sana», però, è anco­ra chiusa anche se appare innega­bile che le posizioni non siano più intran­si­gen­ti com’era par­so nelle prime set­ti­mane del bloc­co, quan­do a Tren­to sostenevano «l’in­difendibil­ità di quel trat­to di Garde­sana» e, di con­seguen­za, l’inu­til­ità di agire con dis­gag­gio e sis­temazione. Per risol­vere il prob­le­ma alla radice i tren­ti­ni han­no elab­o­ra­to il prog­et­to del­la gal­le­ria del­la Roc­chet­ta: 1250 metri per 75 mil­iar­di di spe­sa da parte del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to. Poi le posizioni sono andate ammor­biden­dosi e qualche spo­rad­i­ca aper­tu­ra (a orari) del­la vec­chia statale è parsa pos­si­bile già da giug­no. Adesso, alber­ga­tori e com­mer­cianti alzano il tiro e chiedono un ulte­ri­ore accor­ci­a­men­to dei tem­pi: aper­tu­ra pri­ma di Pasqua. Qualche per­p­lessità è emer­sa in rifer­i­men­to ai tem­pi di ese­cuzione del­la nuo­va gal­le­ria: qual­cuno dubi­ta che — pur inizian­do subito a lavo­rare — il tun­nel pos­sa essere com­ple­ta­to per giug­no. Potreb­bero, invece, mat­u­rare novità per i lavori a Nanzel, a sud di Limone, che l’or­di­nan­za del­l’Anas obbli­ga a com­pletare entro il 14 aprile. I tem­pi potreb­bero essere antic­i­pati di parec­chio e dal 25 feb­braio potrebbe essere pos­si­bile il tran­si­to durante l’in­tera gior­na­ta, sep­pure a sen­so uni­co alternato.

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