Assemblea sul lago. «Il voto: un passo verso l’integrazione»

Gli islamici d’Italia «Il futuro? Sta tutto nella convivenza»

29/03/2005 in Religione
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Di Luca Delpozzo
m.to.

«La Cos­ti­tuzione ital­iana? Sicu­ra­mente è da difend­ere per i val­ori di democrazia e di lib­ertà che con­tiene, e poi la tro­vi­amo una car­ta lib­era ed effi­cace». A pren­dere le difese del­la nos­tra cos­ti­tuzione, per la quale è in cor­so in Par­la­men­to una mod­i­fi­ca, non è un espo­nente del cen­trosin­is­tra ma il pres­i­dente dell’Alleanza Islam­i­ca Ital­iana, Abubak­er Gued­dou­da, inter­venu­to ai lavori dell’assemblea tenu­tasi al Gar­da Vil­lage di Sirmione, davan­ti ad una platea di cinque­cen­to per­sone, tra uomi­ni, donne e bam­bi­ni arrivati da ogni parte d’Italia. Gued­dou­da ha anche pre­cisato, a chi gli ha fat­to notare che la car­ta cos­ti­tuzionale ital­iana è in via di pro­fon­do aggior­na­men­to, che «le mod­i­fiche non dovran­no ledere l’armonia sociale» per evitare dis­e­qui­lib­ri e ten­sioni. Sul «dirit­to di voto» ai musul­mani in Italia, il pres­i­dente dell’Alleanza è sta­to altret­tan­to esplic­i­to: «Questo dirit­to lo sen­ti­amo qua­si obbli­ga­to­rio per pot­er parte­ci­pare a tut­ti i liv­el­li alla vita sociale nel Paese in cui vivi­amo. Se pro­du­ci­amo, se lavo­riamo, se preghi­amo noi ci sen­ti­amo in dirit­to di votare il migliore rap­p­re­sen­tante, quel­lo che garan­tisce l’armonia sociale». Nel­la sala con­gres­si gremi­ta in tre giorni di assem­blea, le parole «pace» ed «armo­nia» sono echeg­giate numerose volte, a tes­ti­mo­ni­an­za che i musul­mani, soprat­tut­to gli ader­en­ti ad Allean­za Islam­i­ca (la cui pres­i­den­za ha sede in viale Mon­za a ), di vio­len­za, di guer­ra e di lot­ta alle altre reli­gioni non ne vogliono sen­tir par­lare. Un esem­pio? Sul­la cartel­let­ta con­seg­na­ta a cias­cuno dei parte­ci­pan­ti, campeg­gia una foto di Papa Gio­van­ni Pao­lo II men­tre riceve in visi­ta pri­va­ta il pres­i­dente di Allen­za Islam­i­ca. «Il futuro è nel­la con­viven­za — dice Gued­dou­da in una pausa dei lavori — abbi­amo par­la­to di pace per­ché come cre­den­ti rite­ni­amo di sosten­er­la ovunque. Non vogliamo cro­ci­ate con­tro i fratel­li cris­tiani e non siamo d’accordo con altri musul­mani che pred­i­cano odio e vio­len­za o sca­te­nano guerre ide­o­logiche assurde (il rifer­i­men­to è all’imam Smith con la cro­ci­a­ta anti-cro­ci­fis­so)». E anco­ra, Gued­dou­da ha pre­an­nun­ci­a­to «pas­si con­creti per­chè i musul­mani non deb­bano essere con­siderati dall’esterno come un cor­po estra­neo, ma un cor­po pre­sente in Italia attra­ver­so una serie di obb­lighi e di norme di rispet­to». E sull’esigenza di creare cen­tri di preghiera, il pres­i­dente ha det­to che «un pun­to di preghiera può essere fat­to ovunque, purchè in un luo­go deco­roso ed adegua­to alle con­dizioni di sicurez­za». Nel­la sua lun­ga ed arti­co­la­ta relazione ha, poi, toc­ca­to altri temi. Come quel­lo del­la don­na sec­on­do il quale «la sua pre­sen­za deve essere più impor­tante di quan­to non lo sia oggi» tan­to che Gued­dou­da ha rac­co­manda­to ai mar­i­ti di «cer­care di aiutare le pro­prie mogli ad ottenere mag­giore spazio», o come quel­lo dei gio­vani ai quali ha det­to di «restare vici­ni alla reli­gione evi­tan­do di far­si influen­zare dai guasti del­la soci­età». L’addetto alla comu­ni­cazione Ibrahim Cha­bani ha infine reso noto che le più folte rap­p­re­sen­tanze dell’alleanza sono di Milano, Bres­cia e Triveneto.

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